PARTNERSHIP STRATEGICA TRA CINA E UE ATTRAVERSO LA NUOVA VIA DELLA SETA

 

Il premier cinese Li Keqiang è arrivato mercoledì 1 giugno 2017 in visita a Berlino, pe poi proseguire alla volta di Bruxelles per il consueto summit annuale Cina – Unione Europea. Li punta ad una partnership strategica tra Cina ed Unione Europea ed il terreno sembra favorevole, visto il senso di profonda frustrazione suscitato da Donald Trump. Nei giorni scorsi la  cancelliera Angela Merkel non ha nascosto il suo disappunto per le posizioni di Trump, contrarie al libero scambio e agli accordi sul clima di Parigi.  Nel corso di questo diciannovesimo meeting Cina – Ue Li Keqiang incontrerà Tusk, presidente del Consiglio europeo, e Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione.

 

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Chinese Premier Minister Li Keqiang visits Berlin

 

Chinese Premier Minister Li Keqiang visits Berlin

 

 

LA VIA DELLA SETA OGGI

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L’evocazione degli itinerari storici della Via della Seta che hanno collegato l’Occidente e l’Oriente fino dai tempi dell’Impero Romano è l’espediente retorico usato dalla Cina moderna per lanciare ed abbellire la sua strategia eurasiatica di integrazione commerciale, tecnologica, finanziaria e culturale. Tale strategia è sostenuta da un ricco fondo destinato a finanziare investimenti all’estero e che si muoverà in sintonia con la Banca asiatica per gli investimenti infrastrutturali di recente istituzione.

La strategia cinese one belt, one road è un programma complesso e ambizioso – articolato tanto su un itinerario terrestre, la Silk Road, quanto su uno marittimo, la Maritime Silk Road – che riunisce obiettivi di politica interna (aiutare lo sviluppo di aree arretrate, soprattutto, della Cina occidentale, attraversata dalla Via della Seta terrestre) con obiettivi di politica estera, via terra, (rafforzare i legami con i paesi dell’Asia centrale tradizionalmente legati alla Russia)  e via mare (rafforzare i legami dei paesi dell’Asia del Sudest fino all’Australia).

La Via della Seta primeggia quanto a importanza politica, ma è la Rotta della Seta primeggia per importanza commerciale. Secondo stime tedesche,  tutte le merci che passano via terra valgono quanto il carico di tre navi che seguono la via marittima in meno di una settimana. Sulla mappa delle autorità cinesi appaiono solo sei “stazioni” europee, tra cui Atene, Mosca, Duisburg, Rotterdam e Venezia.

La One Belt, One Road, proposta dal presidente cinese Xi Jinping nel 2013, è frutto della volontà di stabilire collegamenti strategici più solidi e formare una grande Eurasia: l’iniziativa infatti coinvolgerebbe 4,4 miliardi di persone (pari a circa il 66% della popolazione globale), distribuiti in 60 paesi, quali Cina, Russia, India, Iran ed Europa,  con un Pil totale di 21 trilioni di dollari (fonte Mc Kinsey).  Lo sviluppo del percorso avverrà secondo due traiettorie: la prima, marittima, attraverso le vie oceanichee (21th  Century Marittime Silk Road) , passando per le coste orientali del continente africano; la seconda, la Silk Road Economic Belt, collegherà via terra le città cinesi fino ad arrivare a Rotterdam. Il progetto è di grande portata e consentirebbe non solo un rafforzamento politico, ma anche una spinta per gli investimenti nelle costruzioni  e la creazione di posti di lavoro.

Lo stanziamento di fondi di circa un trilione di dollari per la One Belt, One Road (il collegamento via terra) ha interessati in primo luogo i paesi dell’Asia Centrale, i quali, a causa delle tensioni politiche con i paesi vicini, non sono ancora sviluppati e competitivi per quanto riguarda le connessioni  commerciali. Uno tra questi è il Kazakistan, che ha investito nella costruzione di strade, porti e centri commerciali.  Conseguentemente, l’indice azionaro Kase (Kazakistan Stock Exchange) è cresciuto più del 60% negli ultimi 12 mesi.

 

 

 

Vedere anche:

https://wordpress.com/posts/giannicristiani.wordpress.com/5977

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