THE WARLORDS 2007 ( TAU MING CHONG) – AI TEMPI DELLA CORROTTA DINASTIA QING

L’azione si svolge in Cina nel 1860. La sofferenza della popolazione, sotto il governo della corrotta dinastia Qing, pose le basi per la ribellione di Taiping.  70 milioni di persone morirono di fame o in battaglia.

Il film inizia con un selvaggio combattimento tra i lealisti e i ribelli e poi ci mostra un campo  di battaglia coperto di morti. Un ferito riprende i sensi, si fa largo in mezzo alla montagna di cadaveri e si allontana. E’ Pang Qing  Yun, il generale, l’unico sopravvissuto: tutti i suoi uomini sono morti!  “Disse che da allora era un uomo morto! Disse anche che, in quei tempi, la morte giungeva facilmente, ma vivere era duro.”

Cammina in mezzo alla gente, poi resta solo con una donna. Stramazza per terra sopraffatto dalla fame. La donna lo soccorre e gli dà da mangiare. Dice che tutti i suoi uomini sono morti e lui solo è sopravvissuto, fingendosi morto. Più di 1600 uomini, dopo tre giorni e tre notti di combattimento, sono morti.  L’esercito di He Kui era inumano! I suoi fratelli furono sgozzati uno dopo l’altro dai nemici, mentre gli uomini di He Kui assistevano senza intervenire. Passò la notte con la donna in una casa deserta. La zuppa e la donna lo riportarono alla vita! Apprenderemo poi che la donna è Lian, la moglie di Er-Hu. Era sola perché era fuggita dal suo villaggio.

 Si risveglia solo e esce nel villaggio, dove va a vendere la sua spada e il suo mantello di generale. Arriva un gruppo di cavalieri. Il loro capo ordina che ognuno mangi il proprio cibo, prima di proseguire il viaggio. Il capo guarda gli stivali dell’uomo e cerca di colpirlo con la spada per rubarglieli. L’uomo scansa il colpo e riesce ad immobilizzare il suo aggressore. Questo riconosce che l’uomo sa combattere e si offre di presentarlo al suo “grande fratello”.

I cavalieri sono seguiti da un grande gruppo di uomini armati di picche. Sono abitanti del villaggio vicino, diventati briganti. Sono guidati da due uomini: Er’hu e Wu-Jiang.  Si sta preparando una imboscata ai soldati che trasportano viveri. Bisogna rubare o morire di fame. Qingyun si offre di aiutarli, ma i due uomini non si fidano:

Il convoglio dei soldati deve passare in una stretta gola. Il gruppo dei banditi a cavallo sbarra loro improvvisamente la strada. Intanto gli uomini appiedati si sono appostati alla sommità, dai due lati della gola. Vengono lanciate reti per intrappolare i soldati. Poi gli uomini appiedati si lanciano sui soldati. Segue un furioso combattimento. Qingyun, il generale osserva dall’alto,. Quando vede il capo dei banditi in difficoltà si lancia nella gola e gli salva la vita. Poi, facendosi scudo con un soldato, si lancia contro il capo del distaccamento dei soldati e lo uccide. A questo punto i soldati si arrendono e i banditi sono liberi di rubare i viveri che questi trasportavano.

Il gruppo dei banditi raggiunge il loro villaggio.  Il loro capo (“Brother Jiang”, cioè Wu-Jiang) indossa gli stivali che il  generale gli ha dato. Al villaggio questi rivede la donna che lo ha soccorso, ma questa si copre il viso e va incontro a Wu-Jiang, uno dei cavalieri. Si appartano e fanno l’amore: evidentemente sono marito e moglie! Il  generale ripensa all’incontro. Lei aveva detto di venire da Yangzhou. Là c’è l’abitudine di addestrare le donne come cortigiane e poi venderle. Lei, a quindici anni, quando stava per essere venduta, fu rapita da Wu-Jiang. Poi lui uccise alcuni uomini e divenne un bandito.

C’è grande festa al villaggio, dato che ci sono viveri in abbondanza.Brother Jiang si siede insieme a lui e gli chiede come mai ha disertato. Il generale dice che le sue truppe e le truppe Kui  avevano pianificato di allearsi contro il nemico. Ma i Kui tradirono e le sue truppe furono sopraffatte dal numero e tutti i suoi fratelli furono uccisi. Jiang dice che l’amore tra fratelli è molto importante, perché senza quello è difficile sopravvivere.

La moglie porta il pranzo a Wu-Jiang e gli chiede se le nuove reclute resteranno. Lui risponde che nessuno se ne va se c’è cibo, eccetto Pang, che è diverso da loro e non si sa se resterà. Lui le regala una croce che ha rubato a un morto. Ritornando a casa, vede in lontananza Pang e fugge e si nasconde. Lui la raggiunge. Le chiede se è successo veramente qualcosa quella notte tra loro o se ha solo sognato. Se era fuggita, perché è tornata?  Lei  dice che è fuggita molte volte, ma è tornata. Lui le dice che  deve decidere della sua vita.

In quel momento risuona un forte nitrito di cavalli. Sono i soldati che vogliono riprendersi i viveri rubati. Il villaggio è messo a ferro e fuoco. Recuperati i viveri, i soldati se ne vanno. La gente è disperata, perché rischia la fame. I banditi rimpiangono di non avere armi, per potere reagire. Pang suggerisce di entrare nell’esercito, ricevendo in cambio una paga per nutrire le famiglie. Il potente esercito Kui li rifiuterebbe, ma l’armata di Lord Chen è alla disperata ricerca di uomini. Vuole rafforzarsi per competere con l’esercito Kui e li accoglierebbe. Pang dice a Er-Hu di cogliere questa opportunità: solo così gli eventi appena verificatisi non si ripeteranno!|La proposta viene accolta, anche se Shi rinfaccia a Pang di avere abbandonato precedentemente l’esercito Ching. Ma nessuno lo ascolta. Uccidono tre prigionieri legati per fare un giuramento di sangue. Pang dice  di pensari bene, perché non sarà possibile tornare indietro.

“Noi, Pang Qing-Yun, Zhao Er’hu e Jiang Wu-Jang facciamo un giuramento di sangue! Coloro che ci fanno del male meritano la morte. Chi tradisce un fratello merita la morte. Il cielo e la terra siano testimoni”. Tutti gli uomini validi si mettono in marcia, tranne Shi e i suoi uomini che non vogliono collaborare con l’esercito Ching.

Il gruppo percorre un lungo tragitto per raggiungere l’esercito. Pang, con i suoi due “fratelli” si presenta ai comandanti. Uno dice: “L’intero battaglione di Pang perì nella battaglia contro i ribelli Taiping in Hechuan. Voi siete sparito per due mesi. Come osate riapparire ora?” Pang risponde: ” Lord Jiang mandò l’esercito Kui ad aiutarci nella battaglia di Hechuan, ma lasciarono che ce la cavassimo da soli. Tutti i miei uomini furono uccisi sul campo di battaglia!”. Dice Jiang: “Tutti uccisi e voi solo sopravvissuto?”.  Risponde Pang: “Sono sopravvissuto solo per vedere voi, Lord Jiang”. Chiede il personaggio al centro: “Quanti uomini avete?”” I tre ridono. Dice Pang: “Datemi altri 800 uomini e in 15 giorni conquisterò la città di Shu. Addirittura in 10!”.   “Vi daremo 1500 buoni soldati. Ma niente salario!”. Risponde Pang: “Non abbiamo bisogno di salario, ma, quando conquisteremo Shu, metà delle spoglie saranno nostre!” “Pang Qing-Yun, chiamate il vostro esercito: “Shan”.

Il comandante dei 1500 uomini dice che sono gli ultimi rimasti di Lord Chen. Se dovessero essere perduti, Lord Chen sarebbe senza potere davanti alla Corte Imperiale. L’aiuto che può dare è solo dare l’impressione di essere numerosi. Pang dice che questa è la sola speranza di vittoria. L’alternativa è essere alla mercé dell’esercito Kui.

Pang si rende conto che la situazione è a loro sfavore, dato che si troveranno di fronte 200 fucili. Per vincere dovranno attaccare, irrompere attraverso la linea del fuoco nemica ed impegnare gli avversari in un combattimento corpo a corpo. Serve una avanguardia di 200 uomini.  Alcuni moriranno, ma le loro famiglie avranno doppio o triplo salario. Si scatena l’entusiasmo e tanti si offrono.

Ma la differenza di forze è enorme: 800 uomini contro 5000. Comunque gli irregolari hanno un coraggio enorme e riescono ad arrivare alla linea del fuoco. Dietro di loro gli arcieri cominciano a colpire i nemici. I difensori della città hanno cannoni e cavalleria, ma sono in difficoltà. Quando il loro generale viene ucciso da Er’Hue la sua testa mozzata viene mostrata dall’alto, i difensori si arrendono.

Il generale Pang viene elogiato e messo a capo di 5 battaglioni. Il suo vecchio “amico” He Kui lo aspetta: un incontro tra vecchi alleati! In realtà He Kui è lì per controllare Pang e i suoi uomini.

Pang riesce a conquistare una città. He Kui dice che assumerà il controllo della città dopo tre giorni. Per tre giorni i soldati avranno libertà di rubare il denaro e i viveri e di violentare le donne. Però, quando Pang sorprende due soldati che hanno violentato donne, vuole farli giustiziare.  Provvede Er’Hu a tagliare loro la testa.

Pang dice che vuole conquistare Suzhou entro tre mesi. Intanto Lord Di e Lord Chen dice che, senza rifornimenti e con poche migliaia di uomini, non ce la farà. Ormai diffidano del generale, perché è troppo ambizioso, a loro giudizio. Infatti, l’assedio di Suzhou si trascina stancamente per un anno. Sia la città, sia gli assedianti rischiano di morire di fame.I soldati di Pang hanno scavato trincee per ripararsi. Per porre fine a questa situazione, Er’Hu si offre di entrare di nascosto in città e uccidere il comandante nemico Huang. Pang dice che chi ci ha provato, non è tornato. Non vuole mettere tante vite a rischio. Andrà da Lord Di a chiedere viveri e munizioni. Wu-Jiang obietta che, attaccando Suzhou, hanno violato gli ordini di Lord Di. Infatti non trovano ascolto. Disperato, Pang decide di ricorrere a He Kui e gli propone un patto. Questi dice che Suzhu è già sua e non ha bisogno di aiuto. Pang dice che conquisterà Nanchino. I suoi uomini combatteranno e moriranno e a He Kui basterà seguirli. Poi si divideranno a metà la città: inutile stare sempre agli ordini di Lord Di e Lord Chen.

Intanto Zhao Er’Hu si  prepara a entrare a Suzhou da solo. Viene raggiunto dalla moglie Lian, che gli dona una croce, perché lo protegga. Pang e  Wu-Jiang  ritornano dalla visita a He Kui e trovano che i viveri sono arrivati. I soldati mangiano abbondantemente. Pang vede Lian e l’attrazione tra i due riesplode. Lei scappa, ma viene raggiunta e posseduta da Pang, che le promette, se sopravvive, di sposarla.

Il  comandante degli assediati, Huang, è stanco ed avvilito. La moglie è morta e lui vorrebbe raggiungerla. La città è alla fame. Lui non vuole sentire la parola resa; ordina ai suoi uomini di deporre le armi, ma lui combatte accanitamente con Er’hu e, alla fine, si lascia trafiggere. Intanto Pang si preparava ad attaccare la città, ma le porte si aprono ed escono i civili con  Er’Hu. Questi dice di avere promesso viveri, ma Pang dice che l’esercito ha viveri solo per 10 giorni e non può sfamare altra gente.

Er’Hu dice che si sono arresi, ma Pang dice che sono loro nemici e ordina di ucciderli. Wu-Jang dice che ha ragione. Gli arcieri, dall’alto, scoccano le loro frecce e fanno strage dei prigionieri. I cadaveri vengono sepolti in fosse comuni. Er’Hu viene fatto prigioniero. Da quel giorno, Er’Hu non rivolge più la parola a Pang. Si mette alla testa di un gruppo di soldati che vogliono andarsene. Pang dice che non possono andarsene, perché ciò costituisce ammutinamento. Dice che i 4000 uccisi dagli arcieri erano soldati e i soldati devono essere pronti a morire. Dice che bisogna prendere Nanchino, prima che la prenda He Kui: in questo caso, milioni di civili rischiano di essere uccisi. Pang e Wu-Jang supplicano Er’Hu di non andarsene e si inginocchiano davanti a lui. Er’Hu acconsente, ma dice che, se Pang non manterrà le promesse, lo ucciderà!

Pang, Er’Hu e Wu-Jiang sono celebrati negli spettacoli popolari come “tre fratelli”. Insieme conquistano la capitale Nanchino!  Lunga vita alla “Imperatrice Vedova”!

Tre mesi dopo la presa di Nanchino, Er’Hu annuncia che saranno pagati i salari ai soldati. Pang dice che non si può utilizzare il Tesoro reale, che appartiene agli Shan. Er’Hu dichiara che il generale Pang è il solo capo, ma procede imperterrito con la distribuzione del denaro.

Un messaggero comunica a He Kui che Nanchino è in mano a Pang e al suo esercito. Per avere speranze di vittoria, He Kui deve tirare Er’Hu dalla propria parte! C’è un incontro tra Zhao Er’Hu e He Kui. He Kui dice che Er’Hu ha combattuto, ma Pang ha ricevuto tutti i vantaggi della vittoria. Le loro forze riunite potrebbero sconfiggere il generale. Er’Hu rifiuta. He Kui gli dice di pensarci bene.

Intanto vediamo Lian che sale su una barca, dove l’aspetta il generale. Wu-Jiang assiste sbalordito.

 

Li Lyaning e il generale Pang sono ricevuti dalla Imperatrice Vedova. Il generale viene nominato governatore di Jiansu e chiede tre mesi di esenzione dalle tasse per la città. L’Imperatrice accoglie la sua richiesta. Il generale però ora è stato abbandonato dai suoi alleati, che si sono uniti a He Kui.

 

Wu-Jiang uccide Lian e Pang.

 

 

 

 

 

 

 

 

regista-peter-chan

 

jetli

 

 

IL GENERALE PANG QING YUN 

 

 

 

WU-JIANG

UN GIURAMENTO DI SANGUE

 

LIAN, MOGLIE DI ER’HU

 

L’ESERCITO

 

 

 

 

Jet Li interpreta il generale Pang Qingyun.

Andy Lu è Zhao Er’hu.

Takeshi Kaneshiro è Zhang Wu-Jiang.

 

Il regista è Peter Chan.

https://www.youtube.com/watch?v=LqmmPmuoCD 8

https://www.youtube.com/watch?v=LqmmPmuoCD 8

 

 

27th Hong Kong Film Awards: Jet Lee

45th Golden Horse Awards

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=bZwAkCPyZxw&t=826 s

 

 

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