FALL OF MING (Da Ming Jie) – UN NUOVO FILM SULLA STORIA CINESE

 

Il film inizia nel 1642, due anni prima della caduta della dinastia Ming. Dopo 300 anni, le rivolte contadine costituiscono una minaccia mortale.   I ribelli di Li Zicheng assediano Kaifeng, capitale dello Henan.. Avendo bisogno di ogni risorsa disponibile, l’imperatore rilascia Sun Chuanting, che aveva imprigionato dopo la caduta di Chi-nan Fu. Gli ordini impartiti al generale sono di sconfiggere i ribelli. Egli ha altresì il compito di eliminare il generale He Renlong ed i suoi uomini  per avere abbandonato i loro posti di combattimento.

Quando il Generale Sun arriva alla base militare chiave del regime, scopre che ci sono meno soldati di quanto gli era stato comunicato, che molte delle armi e gran parte della polvere da sparo sono inutilizzabili a causa della mancanza di manutenzione, e che le terre che si pensava avrebbero dovuto produrre cibo per l’esercito, sono state illegalmente vendute a corrotti ufficiali locali. Soprattutto, l’epidemia sta falcidiando la guarnigione.

 

Il dottor Wu Youke è un medico ambulante. E’ stato processato con l’accusa di avere avvelenato un paziente con i suoi metodi non convenzionali. E’ stato prosciolto, ma cacciato dal distretto. Viaggiando da in villaggio all’altro, vede che la popolazione è quasi totalmente morta, perché colpita da una misteriosa malattia.  Egli capisce che la malattia non è tifo. Ritiene invece che si  tratti di una epidemia causata da agenti patogeni che si diffondono nell’aria. Ma le sue teorie sono in anticipo rispetto ai tempi.

 

Dopo il fallimento del medico Zhou che usava la medicina tradizionale Tao e curava i malati con le erbe per il tifo, il generale Sun Chuanting dà Wu Youke la responsabilità di cercare di bloccare la epidemia. Si adottano opportune precauzioni igieniche, si seppelliscono i cadaveri, si tengono i malati lontani dalle persone sane. Ma il generale Sun e Wu Youke stanno affrontando una sfida impossibile.

Il grande problema che affligge  l’esercito del generale, oltre alla epidemia, è la mancanza di viveri. I grandi proprietari terrieri che hanno occupato illegalmente le terre, rifiutano di fornire le derrate.  Wu manda soldati nelle fattorie per controllare le malversazioni dei feudatari. Per cancellare ogni prova della illegalità dei loro possedimenti, essi osano dare fuoco all’archivio, dove sono contenuti i documenti del Catasto. Di fronte ad un simile atto, il generale non esita a fare uccidere molti feudatari. Sono tempi tragici. E’ in gioco il destino della dinastia Ming. I soldati malati vengono abbandonati, mentre si fanno i preparativi per la partenza.

Si avvicina l’ora della battaglia finale. Il generale si mette in marcia e vorrebbe portare con sé Wu Youke e, di fronte alla sua riluttanza, ordina di prelevarlo con la forza. Ma il medico riesce a fuggire. Il film termina con le immagini del medico che raggiunge in barca la sua casa sul fiume. Contemporaneamente   il generale viene raggiunto dalla moglie che gli offre da bere, in segno di buon auspicio. Vediamo l’esercito in marcia e poi vediamo scene di cadaveri sparsi nei campi, immagini della sconfitta.

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 Nei titoli di coda del film leggiamo una descrizione una serie di notizie storiche.

Nel diciassettesimo anno del regno dell’imperatore Chongzhen (1644), il Re Nomade Li Zicheng saccheggiò Pechino. L’imperatore si impiccò alla Montagna di Carbone (Coal Mountain) e fu sepolto a Siling

Il generale Sun Chuanting morì in battaglia a  Tongguan e sua moglie Feng Shi si suicidò, gettandosi in un pozzo. Furono sepolti insieme a Xia Huazhuang, ma durante la sciagurata Rivoluzione Culturale  il loro sepolcro fu saccheggiato e distrutto.

 Wu Youke, in anticipo di 200 anni sui suoi tempi, rinnovò la virologia e le teorie sul contagio. Durante il quindicesimo anno del regno di Chongzhen (1642), Wu Youke ritornò al suo paese natale a Dongshan, Suzhu. L’anno seguente terminò il capolavoro della sua vita, il trattato “Sulle malattie infettive”. In esso gettò le basi della medicina cinese sulle infezioni. La formula registrata nel libro, Da Yuan Yin, fu utilizzata con grande efficacia al tempo della epidemia SARS.

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 IL GENERALE SUN CHUANTING

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Il generale con la moglie

 

 WU YOUKE

 

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L’IMPERATORE CHONGZHEN

 

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La Città Proibita

 

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Leon Dai interpreta il ruolo del generale Sun Chuanting. Feng Yuanzheng è Wu Youke.  Il regista è Wan Jing. Si tratta di un film di buona fattura che ci offre una descrizione realistica della crisi della Cina dei Ming.

 

 

 

Per vedere il film su Youtube:

UN  POCO DI STORIA

chongzhenL’imperatore Chongzhen

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Li Zicheng  guidò la rivolta dei contadini ed entrò a Pechino nel 1644. Divenne quindi imperatore. Fu però sconfitto dalle forze congiunte di Wu Sangui e della Manciuria il 27 maggio 1644 nella battaglia di Shanhai. Abbandonò quindi Pechino e si ritirò nello Shaanxi.

 

 

DA “STORIA DELLA CINA” DI SABATTINI E SANTANGELO

“Un grave problema per la dinastia Ming era costituito dalle endemiche rivolte popolari. Le prime rivolte risalgono agli inizi del XV secolo, quando l’organizzazione sociale codificata da Hongwu cominciava a disgregarsi, e le famiglie contadine, come quelle artigiane e militari, si sottraevano ai rispettivi registri, abbandonando i villaggi originari, e creando masse di vagabondi (liumin, taomin) che finivano per dedicarsi per lo più ad attività saltuarie, rischiose o illegali (come il contrabbando o la pirateria).

Le discontinue ordinanze in materia mineraria costituirono una delle cause delle rivolte. Fra il 1445 ed il 1450, nello Zhejiang, nel Jiangxi e nel Fujian esplose una ribellione di minatori, iniziata da Ye Zonglu, contro le proibizioni governative dello sfruttamento delle miniere di argento. Ad essa poi si unì la sollevazione contadina di Deng Maoqi, autoproclamatosi il “re dei livellatori”. Altre rivolte di minatori clandestini seguirono nel 1476 e, circa un secolo dopo, nel 1565. Nel 1606 dei minatori dello Yunnan bruciarono gli uffici governativi e lo stesso soprintendenteYang Rong fu ucciso nel corso della sommossa.

Fra i liumin, nel 1465 Liu Tong guidò una rivolta nello Hubei, proclamandosi Re degli Han, e nel 1470 alcuni suoi seguaci, fra cui Li Yuan, (che si proclamò Re della Grande Pace), organizzarono una sommossa nello Hubei e nello Hena.

Altre rivolte scoppiarono sotto il regno di Zhengde (1506 – 1522). Nella repressione della insurrezione contadina del Jiangxi, scoppiata nel 1511 e ripresa nel 1517, ebbe un ruolo determinante il noto pensatore e statista Wang Shouren.”

 

“In stretta relazione con la caduta della dinastia sono le imponenti rivolte di Li Zicheng (1605?-1645) e Zhang Xianzhong (1605 – 1647). Esse ebbero origine nella Cina settentrionale,d in particolare nello Shaanxi, dove al malcontento dei contadini per la siccità del 1627 si aggiungeva quello dei militari mal pagati. Lo stato di tensione fu aggravato nel 1629 dal licenziamento di una parte delle truppeadibite alle stazioni di cambio, e negli anni Trenta l’esercito governativo si trovò a dover affrontare una serie di sollevazioni nello Shaanxi, nello Shanxi, nel Sichuan e nell’Anhui. nel 1635 le truppe ribelli di  Li Zicheng  e di    Zhang Xianzhong  occuparono Fengyang, la località natale della famiglia regnante, distruggendo le tombe degli antenati Ming, e manifestando in modo esplicito la volontà di abbattere la dinastia. Dopo alcune sconfitte, Li Zicheng riprese le sue attività nello Henan, dove poté riorganizzare le sue truppe; nel 1641 occupò Luoyang, l’anno successivi Xianyang, e nel 1644 Xi’an. Allora proclamò il nuovo Impero della Grande Prosperità, Dashun, ed organizzò un nuovo governo, conferendo titoli ai sostenitori, stabilendo i vari uffici burocratici ed istituendo gli esami di Stato. Quindi, poco dopo marciò su Pechino che si arrese quasi senza resistenza il 24 aprile 1644. La mattina successiva, visto inutile ogni tentativo di fuga, l’ultimo imperatore Ming si impiccò sulla Collina del Carbone, dietro il Palazzo Imperiale.

Ma il nuovo imperatore ebbe vita breve, perché Wu Sangui (1612 – 1678), il generale Ming che comandava le truppe imperiali di stanza allo Shanhaiguan – il passo di grande importanza strategica situato tra lo Hubei e il Liaming – per tenere sotto controllo gli eserciti mancesi, si alleò con questi ultimi e si mosse di concerto con questi contro Li Zicheng. Questi, attaccato dai due eserciti, fu sconfitto e dovette ripiegare a sud, e, mentre le truppe di Wu Sangui lo inseguivano, i Mancesi poterono insediarsi indisturbati a Pechino. L’anno dopo, egli sarebbe stato assassinato nel sud dello Hubei.   Non ebbe maggiore fortuna l’altro capo ribelle, Zhang Xianzhong.  Questi, dopo essersi proclamato Re del Grande Occidente, Daxiguo Wang, a Chengdu (1644), aveva esteso il suo potere sulla Cina Centro-meridionale, dal Sichuan e dal Jiangxi al nord del Guangdong e del Guanxi.  Ma il suo radicalismo (che si manifestò nel massacro di funzionari, ricchi proprietari e notabili locali, nella cancellazione dei debiti, nella liberazione dei servi e nella creazione di una milizia femminile), lo aveva reso inviso alla gentry che collaborò con i Mancesi contro di lui. Nel 1647 fu sconfitto e giustiziato dal generale mancese Haoge (1609 – 48).”

 

 

 

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