TREDICESIMO PIANO QUINQUENNALE

Entro l’anno la Cina ultimerà una blacklist a livello nazionale con lo scopo di catalogare e svergognare pubblicamente quanti non sono ancora stati in grado di ripagare i prestiti bancari accumulati. Secondo il progetto, promosso congiuntamente dalla Corte suprema del Popolo, dal Dipartimento della Propaganda e dalla China Banking Regulatory Commission, quanti non riusciranno a ripianare una situazioni debitoria  vedranno il proprio nome, fotografia, indirizzo e ammontare del debito resi pubblici attraverso vari canali, come giornali, radio, televisione.

Ci si prepara al Congresso che dovrebbe eleggere inuovi dirigenti!

 

cppcc

Si è da poco svolta la sessione plenaria  delle “due Assemblee”:

  • l’Assemblea Nazionale Popolare
  • la Conferenza Politico-Consultiva del Popolo Cinese

L’incontro annuale con i 3000 rappresentanti del popolo (National People’s Congrss o NPC) ha avuto come tema la implementazione delle riforme, oltre alle sue funzioni fondamentali (approvazione del budget annuale e delle varie proposte governative). Quest’anno la dieci giorni di meeting, l’evento politico più importante in Cina, ha coinciso anche con l’approvazione del nuovo piano quinquennale, vera e propria linea guida per il 2016-2020.

L’economia è stata al centro della “Relazione sul lavoro del governo” del premier Li Keqiang, che ha parlato di “NUOVA NORMALITA’“.  Cosa significa questa espressione? Essa si riferisce a due importanti cambiamenti.

Sono cambiati i ritmi di crescita per effetto delle riforme strutturali attuate dal governo cinese con lo scopo di contenere, riaggiustare e mutare le forze trainanti della crescita economica. Il Pil cinese è così cresciuto “solo” del 6.9%, in calo rispetto alla crescita a doppia cifra dei trenta anni trascorsi. Nel 2016 si prevede comunque una crescita tra il 6.5 ed il 7%.

La notizia più ricercata e diffusa dai media durante il Congresso tradizionalmente è  il target in termini di prodotto interno lordo. E’ cambiato il modello di sviluppo. Non più una crescita disordinata, non equilibrata, non coordinata e non sostenibile, bensì una nuova fase, caratterizzata da schemi più innovativi, da una divisione del lavoro più efficiente e da meccanismi più razionali. Nel 2015 il contributo del settore tecnico-scientifico alla crescita ha raggiunto il 55.1%, quasi raddoppiato rispetto al 2010 e prossimo al valore totale dei paesi UE. Il contributo dei consumi alla crescita economica è stato circa del 60%; la quota dei servizi ha superato la metà del totale. Il consumo di energia per unità di Pil è diminuito del 5.6%.

La “NUOVA NORMALITA’” è quindi caratterizzata da una maggiore qualità ed efficienza.

Ma oltre a due cambiamenti ci sono due persistenze.

  • Non vengono cambiate le solide basi della economia cinese nel lungo periodo. Il Pil cinese ha ormai superato i sessantamila miliardi di renmimbi. Un punto percentuale del Pil odierno equivale a un punto e mezzo del Pil di cinque anni fa ed a due punti e mezzo del Pil di dieci anni fa. Una crescita del 6.9% pone la Cina ai primi posti tra le maggiori economie mondiali e corrisponde ad un incremento annuale pare al Pil totale della Svizzera.  Nel periodo coperto dal tredicesimo piano quinquennale si prevede che la crescita media si mantenga sopra il 6.5% annuo. Nel 2020 il valore dell’economia cinese supererà i novantamila miliardi di renmimbi
  • Inoltre persisterà il ruolo guida della Cina nei confronti della economia mondiale. Se il valore dell’economia mondiale è cresciuto del 3.1% nel 2015, il contributo della Cina ammonta a 1.3 punti percentuali. Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, nel 2020 la Cina continuerà a contribuire per il 30% della crescita economica mondiale. Naturalmente, nel quadro di depressione che affligge l’economia mondiale, l’economia cinese si trova a vivere un periodo di crescita contenuta, accompagnato da un riaggiustamento strutturale e dal passaggio da vecchie a nuove forze trainanti: le contraddizioni e gli elementi di crisi accumulatisi per lungo tempo in passato appaiono ancor più evidenti, esercitando maggiori pressioni sulla economia.   Ma nei periodi di difficoltà non si può rinunciare ad aggiornare il modello di sviluppo per inseguire la crescita a tutti i costi.

Lo scorso anno, il quinto Plenum  del diciottesimo Congresso del Partito Comunista Cinese ha stabilito cinque concetti di sviluppo come guida operativa per il futuro:

  • Innovazione
  • Coordinazione
  • Verde
  • Apertura
  • Condivisione

Il Tredicesimo Piano Quinquennale, approvato dalle due Assemblee, si articola intorno a questi cinque concetti, tracciando le linee guida per lo sviluppo cinese nei prossimi cinque anni.

  •  L’innovazione deve diventare la forza motrice primaria dello sviluppo. Nei prossimi cinque anni, la Cina continuerà ad applicare in maniera approfondita la strategia basata sulla innovazione di massa e sullo sviluppo delle startup, implementando il piano di azione “internet”. Nel 2020, il contributo del settore tecnologico alla crescita economica raggiungerà il 60%.
  • Deve essere promosso un nuovo modello di urbanizzazione e la modernizzazione della agricoltura, favorendo lo sviluppo coordinato di zone urbane e rurali. Dovranno essere registrati nelle zone urbane 100 milioni di contadini immigrati e di residenti permanenti di altre categorie.   Attraverso un nuovo modello di urbanizzazione sarà ridotta la forbice tra zone urbane e rurali, liberando potenziale di sviluppo latente. Nel 2020, il tasso di urbanizzazione raggiungerà il 60% sulla base della popolazione permanente ed il 45% sulla base della popolazione registrata.
  • Bisogna poi promuovere uno stile di produzione e di vita verde. Nel periodo relativo al Dodicesimo Piano Quinquennale, il consumo di energia per unità di Pil prodottoè diminuito del 18.2% e le emissioni dei principali inquinanti si sono ridotte di oltre il 12%. Nell’ottica di un controllo severo dell’inquinamento, nei prossimi cinque anni, il consumo di acqua, di energia scenderanno rispettivamente del 23%, del 15% e del 18%  e le emissioni di CO2 per unità di prodotto, mentre il tasso di riforestazione raggiungerà il 23.02%. Sensibili progressi saranno raggiunti in particolare nel controllo dello smog nell’atmosfera e la qualità dell’aria nelle città sarà buona per oltre l’80% dell’anno.
  • Dovrà continuare il processo di riforma e apertura del paese. Nello scorso anno sono state dimezzate le restrizioni agli investimenti stranieri in entrata. In oltre il 95% dei casi si è proceduto alla registrazione amministrativa.  Il processo di riforma e apertura continuerà nei prossimi cinque anni, stabilendo poco a poco una rete di libero commercio di alto livello. La Cina diventerà una “meta calda” per gli investimenti commerciali internazionali.

Tutto il Popolo dovrà condividere i frutti dello sviluppo. Lo scorso anno è stato alzato in modo uniforme per i residenti urbani e rurali il livello minimo delle pensioni di anzianità di base. Le pensioni dei pensionati delle imprese sono stati riveduti al rialzo per undici anni di seguito, ed il beneficio è stato esteso ad oltre 140 milioni di residenti anziani ed a un gran numero di famiglie nelle campagne e nelle città. Nei prossimi cinque anni, la Cina continuerà a costruire un sistema di garanzie sociali completo, ancora più equo e sostenibile, creerà occasioni di occupazione per oltre cinquanta milioni di persone, riducendo la forbice dei redditi, elevando la quota di popolazione che percepisce un reddito medio-alto, elevando l’aspettativa di vita media ed edificando un moderno sistema di servizi culturali pubblici.

Il governo cinese stimolerà le forze dello sviluppo grazie alle riforme strutturali.

 Saranno rafforzate le riforme strutturali dal lato dell’offerta, in modo da accrescerne qualità ed efficienza. In questo ambito saranno operate due addizioni e due sottrazioni.

  •  La prima addizione consiste nel liberare il potenziale implicito creato dall’atteggiamento imprenditoriale di tutta la società, aumentando il vigore dell’economia.
  • La seconda addizione consiste nel fare crescere la qualità dell’offerta di beni e servizi, in modo da soddisfare la più alta domanda da parte dei consumatori.
  • La prima sottrazione consiste nel semplificare la burocrazia e le modalità di governo e nel diminuire il dirigismo, alleviandone il fardello sulle spalle delle imprese e della gente comune.
  • La seconda sottrazione consiste nel risolvere il problema della sovrapproduzione. Dal maggio 2013, il governo non approva nuovi programmi nei settori, in cui si è verificato un  eccesso di produzione. Nei cinque anni trascorsi, la Cina ha accantonato la produzione di 560 milioni di tonnellate di carbone prodotto con metodi obsoleti, ed entro i prossimi cinque anni eliminerà da 100 a 150 milioni di tonnellate di acciaio ed entro 3 – 5 anni ritirerà mezzo miliardo di tonnellate di carbone. Quest’anno il governo cinese aumenterà opportunamente il proprio deficit soprattutto per alleviare il carico fiscale delle imprese: nel Rapporto, il premier Li Keqiang ha promesso la riduzione delle tasse per tutti i settori della economia. L’Amministrazione centrale perle finanze ha inoltre promesso sussidi-premio per un valore di cento miliardi di renmimbi, che saranno usati soprattutto per sistemare la mobilità di un milione e ottocentomila posti di lavoro, provocata dalle “imprese zombie”.

Dal lato della domanda, sarà portato alla luce il potenziale sommerso, ampliando opportunamente l’ammontare della domanda, aggiustando attivamente la riforma dei meccanismi relativi e creando un sistema di sostegno alla domanda interna, funzionale alla stabilità dello sviluppo economico. In primo luogo si tratterà di rafforzare il ruolo trainante del consumo nella economia e di attuare misure di incoraggiamento per invitare la gente comune ad acquistare senza remore beni e servizi di vari tipi.

 

 

March 5, 2016 Xi Jinping (3rd L, front), Li Keqiang (3rd R, front), Yu Zhengsheng (2nd L, front), Liu Yunshan (2nd R, front), Wang Qishan (1st L, front) and Zhang Gaoli (1st R, front) attend

 

 

 

 

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