“FUOCHI DI ARTIFICIO IN PIENO GIORNO” – IL FIL CHE HA VINTO L’ORSO D’ORO AL FESTIVAL DI BERLINO 2014

In un piovoso Ferragosto, chi è rimasto in città spesso si rassegna a chiudersi in un cinema  a vedere qualche noiosissimo film di fantascienza. A volte però la fortuna aiuta e capita di imbattersi in autentici gioielli fatti uscire in periodi morti e senza pubblicità. Tale è il caso di “Fuochi di artificio in pieno giorno”, vincitore dell’Orso d’oro per il miglior film al  Festival di Berlino 2014 e dell’Orso d’argento per il migliore attore.

Potrebbe sembrare un noir classico con  il solito investigatore indurito dalla vita ed una donna fatale. Solo che il canovaccio tradizionale è inserito in un contesto ed un tempo completamente diversi. Il film è ambientato in un luogo imprecisato al nord della Cina, ma è volutamente inserito in una realtà al limite del paradossale. Mostra una Cina che è un inferno di sopraffazione continua. Il pregio maggiore del film sta nel riuscire a comunicare l’inquieta paura che il suo autore ha del mondo in cui vive.

 L’inizio del film racconta della separazione di di un omicidio agghiacciante: resti umani nei carichi di carbone inviati nelle varie località della Cina in un certo giorno. Impossibile che il criminale abbia potuto spostarsi in tanti luoghi lontani per lasciare il suo macabro dono. Poi si saprà che l’addetto alle operazioni di pesatura ha deposto i resti nei vari camion. La Polizia arresta due sospetti, però i poliziotti si rivelano maldestri e si fanno sorprendere ed uccidere dai criminali.  Zhang, allertato dall’urlo di una cliente riesce a sparare, ma resta gravemente ferito. Seguono anni di lento recupero, però deve uscire della polizia ed a lavorare come guardia privata. Spesso è ubriaco e qualcuno si ferma a soccorrerlo, vedendolo fermo sul ciglio della strada.

Incontrando un suo amico della Polizia, Zhang apprende che si sta indagando su Wu Zhizhen, una giovane vedova che lavora in negozio di tintoria. La donna è molto attraente, ma ha l’aria di chi cela molti misteri. Zhang, da un lato, è incuriosito, dall’altro vorrebbe collaborare con la Polizia e riscattarsi. Comincia a portare abiti in lavanderia ed a seguire la ragazza. Lei gli scrive un biglietto: “Non seguirmi!”. Poi si scoprirà il motivo di tale messaggio, apparentemente un segnale di freddezza.

Ma poco alla volta Wu si rende più disponibile ed accetta un invito ad andare a pattinare. Tra i due nasce una forte attrazione. Fanno l’amore in una carrozzella vuota della giostra. Wu ha capito che Zhang è collegato alla Polizia e spera, attraverso di lui, di chiarire la sua posizione. Gli rivela che il marito aveva ucciso un uomo durante una rapina e che aveva deciso di sparire fingendo che il cadavere fosse il suo.   Diventa così una specie di morto vivente. Elimina tutti quelli che si avvicinano a lei. Zhang aveva già notato questo misterioso individuo e lo aveva visto gettare pacchetti (verosimilmente brandelli di un cadavere) da un ponte sui vagoni di un treno.Per provare la sua buona fede Wu attira il marito in un tranello, in modo che la Polizia può ammazzarlo.

Ma non finisce qui. Il padrone della lavanderia aveva raccontato a Zhang che Wu aveva rovinato un cappotto di pelle di un facoltoso cliente, ma che non aveva avuto il coraggio di licenziarla perché in quel periodo era rimata vedova ( a causa della finta morte del marito!). In realtà aveva anche altri buoni motivi  per tenerla con sé, visto che si approfitta di lei. Zhang si fa consegnare il cappotto e trova in una tasca un indirizzo. Risale così alla proprietaria del locale “Fuochi di artificio anche di giorno”. La donna rivela che aveva visto l’ultima volta il marito con una ragazza avvenente e poi era sparito. Wu è costretta a confessare di averlo ucciso. L’uomo la ricattava per il danno del cappotto e la costringeva ad avere rapporti con lui in albergo. Il film si chiude con le scene della Polizia che raccoglie la confessione di Wu. Poi c’è una esplosione di fuochi di artificio in pieno giorno, quasi a scaricare la tensione.

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SEPARAZIONE DI ZHANG ZILI

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RITROVAMENTO DI RESTI UMANI

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operai

 

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guardia

 

cassetta

 

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bagno

 

POLIZIOTTI MALDESTRI

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ZHANG UBRIACO

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WU ZHIZHEN, LA MISTERIOSA COMMESSA

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IL PADRONE DELLA TINTORIA

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“NON SEGUIRMI”

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AMICIZIA

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insieme

 

UN INDIVIDUO MISTERIOSO

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WU ZHIZHEN CON IL MARITO LIANG ZHIJUN

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IL TRANELLO 

 

periferia

 

traditrice

 

corpo

CONFESSIONE

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 GLI INTERPRETI

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La affascinante GWEI LUN MEI nel ruolo di Wu Zhizhen

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LIAO FAN nel ruolo di Zhang Zili, vincitore dell’Orso d’argento per il migliore attore
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WANG XUEBING nel ruolo di LIANG ZHIJUN
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Il regista Giao Yinan
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