LA NUOVA VIA DELLA SETA

Agli inizi del Rinascimento,  la Cina era così tecnologicamente avanzata che lo storico dell’economia Eric L. Jones sostenne che l’impero cinese “nel quattordicesimo secolo era giunto a un soffio dall’industrializzazione”.

All’inizio del 15° secolo, la Cina aveva già la bussola, la stampa a caratteri mobili ed eccellenti capacità navali. Infatti, l’ammiraglio cinese Zhang He guidava spedizioni verso il sud-est asiatico, l’Asia del sud, l’Asia occidentale e l’Africa orientale dal 1405 al 1433 circa, più o meno un secolo prima che i portoghesi raggiungessero l’India. Possedeva anche navi molto più lunghe della Santa Maria di Cristoforo Colombo, la più grande delle tre caravelle che attraversarono l’Atlantico.

La Cina vuole fare rivivere la gloria passata.

La nuova Via della Seta, lanciata da Pechino, è l’unica idea nuova in questo periodo di spinte neo-protezioniste  La Cina ha speso venti miliardi di euro nel giro di un anno per acquistare il controllo, integrale o parziale, di nove porti stranieri lungo le rotte della sua Nuova Via della Seta. Quattro sono in Malesia (Penang, Kuantan, Kuala Linggi, Melaka Gateway) e uno in Indonesia (Kalibaru); negli anni precedenti, la bandiera rossa aveva cominciato a sventolare nel porto pachistano di Gwadar, nello scalo di Hanbantoba in Sri Lanka e in Grecia, nel Pireo. L’Italia ha proposto Genova e Trieste come terminali per il trasporto dei container cinesi.

Non basta! Il riscaldamento globale che fa sciogliere i ghiacci ha reso navigabile l’Artico. Così la Cina ha fatto investimenti ad Arcangelo in Russia, a Kirkenes in Norvegia, a a Klalpeda in Lituania.

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Many “smart” cities (where technology is the critical infrastructure behind essential services) .are built along the old Silk Road economic belt from the north of China and the 21st century maritime silk road from the south, which underpin the Chinese government’s “Belt and Road” trade initiative.

Many younger business leaders are embracing Beijing’s ambitious plan, with new ideas to modernise the global trade strategy.

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Xi Jinping si propone come il paladino della “riglobalizzazione” e mira a esportare sulle Infrastrutture delle nuove “Vie della Seta” una buona parte dell’eccesso di produzione cinese. Intanto è’ partito dal porto di Shenzen il nuovo treno merci che, dopo 9900 km, ha raggiunto la Bielorussia.

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La Commissione europea ha bloccato la costruzione della linea ad alta velocità da Budapest a Belgrado: i 350 km che separano le due capitali, potrebbero essere percorse in 3 ore, anziché in 8 ore come avviene attualmente! Da Belgrado potrebbe essere realizzata una ulteriore tratta per raggiungere il porto del Pireo, controllato da una compagnia cinese.

Il problema è che non sono state realizzate le regole europee per la assegnazione dei lavori. Questi sono stati assegnati a due compagnie statali senza gara!

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Il 6 dicembre 2016 è partito da Xi’an, capitale della provincia nordoccidentale cinese di Shaanxi, il primo treno diretto a Mosca. Il treno era composto da 41 container, contenenti principalmente beni di consumo durevoli. Il viaggio durerà 11 giorni, mentre il tradizionale percorso terra-mare ne richiede 45. Altri due treni hanno raggiunto Amburgo e Varsavia. Xi’an era uno dei terminali della Via della Seta.

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Come una nuova via della seta, ma su rotaie. Il 21 aprile 2016, alla stazione logistica di Saint-Priest, vicino a Lione, è arrivato un treno molto speciale, accolto da politici, consoli e fotoreporter. È il primo treno carico di merci partito dalla Cina: raggiunge la sua destinazione dopo 11.300 chilometri di viaggio percorsi attraverso Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia e Germania (uno scalo per scaricare alcuni container a Duisburg). Ci sono voluti quindici giorni. Sono stati superati non pochi problemi tecnici. In Russia, per esempio, i binari hanno lo scartamento più largo, servono soste obbligate e cambi in corsa. Ma resta comunque un viaggio corto la metà rispetto a quello per mare. E ormai il treno è qui, sta arrivando nel cuore dell’Europa.

La notizia è che presto questo viaggio straordinario diventerà normale. La compagnia «Wuhan Asia Europe Logistics», che ha inaugurato la rotta, ha già annunciato l’intenzione di organizzare un servizio di tre convogli al mese: andata e ritorno. Con alcune razionalizzazioni lungo il percorso, l’obiettivo è riuscire a coprire la tratta da Wuhan a Lione in una settimana. Sette giorni per questo viaggio intercontinentale di terra. Così oggi, il primo arrivo viene celebrato come una grande possibilità di sviluppo.  L’Italia per adesso è tagliata fuori, ma non lo sarà in futuro con l’inaugurazione del tunnel del Gottardo, e poi con la Torino-Lione.

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L’Italia, con i porti dell’Alto Adriatico, si candida a diventare il grande hub degli scambi commerciali tra Europa e Cina mettendo in rete Venezia, Trieste e Ravenna. Tra Italia e Cina il dialogo e la collaborazione in campo economico si stanno facendo sempre più intensi, tant’è che l’anno scorso il nostro è stato il secondo paese europeo dove pechino ha investito di più in Europa (8 miliardi ) dopo il Regno Unito. Adesso, in cima all’agenda della partnership Italia-Cina, c’è la richiesta di Pechino di presentare progetti in grado di dare corpo al più grande piano di diplomazia economica mai messo in campo ormai da decenni e ribattezzato «Via della Seta del Ventunesino secolo».

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L’evocazione degli itinerari storici della Via della Seta che hanno collegato l’Occidente e l’Oriente fino dai tempi dell’Impero Romano è l’espediente retorico usato dalla Cina moderna per lanciare ed abbellire la sua strategia eurasiatica di integrazione commerciale, tecnologica, finanziaria e culturale. Tale strategia è sostenuta da un ricco fondo destinato a finanziare investimenti all’estero e che si muoverà in sintonia con la Banca asiatica per gli investimenti infrastrutturali di recente istituzione.

La strategia cinese one belt, one road è un programma complesso e ambizioso – articolato tanto su un itinerario terrestre, la Silk Road, quanto su uno marittimo, la Maritime Silk Road – che riunisce obiettivi di politica interna (aiutare lo sviluppo di aree arretrate, soprattutto, della Cina occidentale, attraversata dalla Via della Seta terrestre) con obiettivi di politica estera, via terra, (rafforzare i legami con i paesi dell’Asia centrale tradizionalmente legati alla Russia)  e via mare (rafforzare i legami dei paesi dell’Asia del Sudest fino all’Australia).

La Via della Seta primeggia quanto a importanza politica, ma è la Rotta della Seta primeggia per importanza commerciale. Secondo stime tedesche,  tutte le merci che passano via terra valgono quanto il carico di tre navi che seguono la via marittima in meno di una settimana. Sulla mappa delle autorità cinesi appaiono solo sei “stazioni” europee, tra cui Atene, Mosca, Duisburg, Rotterdam e Venezia.

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Nella settimana del 15 febbraio 2015 è arrivato a Teheran, pavesato a festa, un treno partito 14 giorni prima dalla provincia di Zhejiang con 32 container; il primo convoglio della nuova Via della Seta che unisce Cina e Iran, con un risparmio di quasi un mese rispetto alle rotte tradizionali.

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Xi Jinping mira a trasformare Pechino nella capitale dell’Oriente, nel principale finanziatore dell’Africa e nell’interlocutore privilegiato dell’Europa: diventare l’epicentro del mondo. La Cina può contare su riserve di valuta estera pari a 3700 miliardi di dollari. Può offrire enormi finanziamenti per infrastrutture, garantendo altresì l’estraneità alle vicende politiche interne.  Così persegue lo storico piano di Via della Seta di terra e di mare. I fondi messi a disposizione per la nuova “Via della Seta” tra Asia ed Europa ammontano a 62 miliardi di dollari che possono diventare 100 con l’avvio della Asian Infrastructure Investment Bank.

Xi non nasconde più la forza della Cina, ma parla di “Sogno cinese” e di un piano concreto di espansione politico-commerciale che ha battezzato “Una Cintura. Una Strada”. A colpi di investimenti multimiliardari, il piano, che si ispira alla antica Via della Seta, sta prendendo forma. La Cintura, terrestre, è un tracciato di strade, ferrovie ad alta velocità e per il trasporto delle merci, oleodotti e gasdotti, linee di comunicazione che dalla Cina attraverseranno l’Asia Centrale, il Medio Oriente, la Russia e l’Europa.

La Strada, marittima, parte dai grandi porti di Shanghai e Canton, fa rotta lungo il Mar Cinese meridionale, l’Oceano Indiano, il Mar Rosso, il Mediterraneo, approdando a Venezia. Secondo i piani di Pechino, queste due nuove Vie della Seta coinvolgeranno 65 paesi e 4.4 miliardi di persone: il 63% della popolazione mondiale ed il 30% del Pil globale.

Il controllo del Mar Cinese Meridionale è di vitale importanza per la Cina che rivendica l’80% di queste acque a scapito dei vicini, come Filippine, Vietnam, Malesia, Taiwan. Di qui passano ogni anno navi che trasportano merci per 5.300 miliardi di dollari, mentre i suoi fondali nascondono petrolio e gas naturale.

 

LA ANTICA VIA DELLA SETA

 

 

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L’itinerario cinese della Via della Seta era scandito da grotte buddhiste, scavate nella roccia dai monaci, come quelle di Maijishan: 194 grotte che risalgono ai secoli IV e V

 

 

 

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 Ecco alcune immagini della favolosa Samarcanda!

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Mausoleo Gur Emir che custodisce la tomba di Tamerlano

UN MUSICAL: THE LEGEND OF THE MARITIME SILK ROAD

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