LA GRANDE AMICIZIA TRA CINA E RUSSIA

Le alleanze si consolidano anche intensificando i rapporti commerciali. Il 6 dicembre 2016 è partito da Xi’an, capitale della provincia nordoccidentale cinese di Shaanxi, il primo treno diretto a Mosca. Il treno era composto da 41 container, contenenti principalmente beni di consumo durevoli. Il viaggio durerà 11 giorni, mentre il tradizionale percorso terra-mare ne richiede 45.

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Xi Jinping ha incontrato Vladimir Putin a Parigi, in occasione della Conferenza sul clima. I due leader hanno parlato della collaborazione per combattere il terrorismo.

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Sono terminate la manovre “Joint-Sea-2015” che si sono svolte a metà maggio 2015 nel Mediterraneo con la partecipazione di 6 navi russe e 3 navi cinesi.

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Xi Jinping ha assistito, a fianco di Putin, alla parata per celebrare il settantesimo anniversario del Victory Day.

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Reparti delle tre armi dell’Esercito Popolare Cinese hanno sfilato sulla Piazza Rossa nella grande parata per celebrare il settantesimo anniversario del Victory Day. Il presidente Xi Jinping è venuto in visita ed ha colto l’occasione per consegnare medaglie ai veterani che combatterono contro gli invasori giapponesi.

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In occasione della visita di Xi Jinping a Pechino è stato anche siglato l’accordo relativo al gasdotto Altai che pescherà nei giacimenti siberiani che Gazprom utilizza anche per rifornire l’Europa e che è soprannominato Rotta Occidentale. E’ stato fissato il percorso che punterà diritto verso la Cina attraverso il Kanas Pass, senza passare né per il Kazakhstan, né per la Mongolia (una deviazione non gradita dalla Cina). C’è già l’impegno “formale” per una fornitura “iniziale” di 30 miliardi di metri cubi di gas all’anno per trent’anni, che potrà essere successivamente ampliata. Non sembra però che sia stato ancora fissato il prezzo, su cui esistono disaccordi. Dal 2018 la Cina dovrebbe inoltre ricevere 38 miliardi di metri cubi dalla Rotta Orientale.

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Nei prossimi giorni arriveranno nel Mediterraneo navi delle flotte cinese e russa per compiere manovre congiunte! Lo scopo è di rafforzare la collaborazione dei due paesi e di migliorare la capacità delle due Marine di affrontare eventuali sfide! I cinesi invieranno due fregate classificate Type 54A Jiangkai nel codice Nato. Mai la Marina cinese si era impegnata in acque così lontane dalle sue coste! Nel 2011 erano state inviate navi per evacuare 30 mila cinesi, dopo il crollo del regime di Gheddafi.

La Russia non ha ancora comunicato la composizione della sua squadra che dovrebbe comprendere sette navi. La Marina russa è una presenza fissa nel Mediterraneo. Da quando è esplosa la crisi siriana, la Russia ha schierato a rotazione numerose unità nello spazio di mare tra Cipro ed il porto di Tartus, il punto di appoggio offerto dalla Siria ai russi.  Le navi proteggono i cargo che portano armi al regime di Damasco, oltre a svolgere attività di intelligence elettronica.

E’ significativa la collaborazione della Cina con la Russia, dopo che questa è rimasta isolata a causa della crisi ucraina.

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Le sanzioni occidentali contro la Russia per la guerra in Ucraina hanno portato al consolidamento dei legami tra Russia e Cina. Obama ha commesso un enorme errore strategico, spingendo perché l’Ucraina entrasse nella Nato, coinvolgendo nell’errore anche i paesi dell’Unione europea. Obama si aspettava forse che la Russia rinunciasse alla sua influenza su un paese, dove vivono milioni di cittadini di etnia russa e dove passa un fondamentale gasdotto per la vendita del combustibile russo all’Europa? Si aspettava di avere di fronte un agnellino e non invece un ex KGB come Putin?

Intanto in Cina la Assemblea del Popolo ha deciso un aumento delle spese militari del 10%. Le attuali buone relazioni tra Russia e Cina sono state indotte dalle mosse sbagliate di Obama, ma i due paesi restano nel profondo diffidenti l’uno dell’altro.

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I rapporti di amicizia tra Cina e Russia stanno dando grande impulso alle importazioni cinesi di petrolio russo, con grande disappunto dei paesi dell’Opec che, di fronte alla discesa dei prezzi ed al crollo delle importazioni americane, vedono nella Cina uno dei pochi mercati dove la domanda è ancora robusta.

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L’orso e il dragone

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Russia's President Vladimir Putin and his Chinese counterpart Xi Jinping shake hands during a bilateral meeting at the Diaoyutai State Guesthouse in Beijing

Il forte surplus globale di greggio alimenta l’antagonismo tra l’Opec e la Russia, oltre che tra le nazioni Opec stesse. Ma l’isolamento della Russia causato dalla crisi ucraina la spinge ad avvicinarsi a Pechino.

Secondo i dati doganali cinesi rilasciati il 22 gennaio 2015, le importazioni dalla Russia nel 2014 sono cresciute del 36% (11% del totale), mentre  quelle dall’Arabia Saudita sono diminuite dell’8% (16% del totale) e quelle dal Venezuela dell’11%.

 La Cina vede con favore la diminuzione delle importazioni via mare dal Medio Oriente che sono suscettibili di interruzioni della fornitura in caso di conflitti. Inoltre vuole impedire un forte deterioramento della economia sovietica che potrebbe causare instabilità ai confini.

A maggio 2014, Xi Jinping e Vladimir Putin hanno siglato un importante contratto che prevede la fornitura di centinaia di miliardi di dollari di gas naturale per la Cina. Da allora le banche cinesi sono state prodighe di prestiti alle società russe, messe in crisi dalle sanzioni occidentali.  Mosca vuole a tutti i costi acquisire nuovi clienti per il proprio petrolio e il proprio gas.

Alcuni analisti ritengono che non sia venuta meno la diffidenza tra i due paesi che per decenni hanno gareggiato per l’egemonia nel continente asiatico. I rapporti tra Xi e Putin sembrano tuttavia improntati alla massima cordialità, come dimostrano i frequenti incontri bilaterali, dove si vedono i due leader brindare con un bicchierino di haijiu, un distillato cinese.

Intanto diventano tesi i rapporti tra Cina e paesi Opec. In un incontro riservato, tenutosi a novembre con Arabia Saudita, Venezuela e Messico, la Russia ha rifiutato di partecipare ad una manovra di riduzione della produzione a sostegno dei prezzi. Ciò ha indotto l’Arabia Saudita ad abbandonare ogni piano di riduzione della produzione ed a lottare per conservare la propria quota di mercato. Dopo il crollo delle importazioni americane, la domanda asiatica rappresenta quasi il 70% delle esportazioni saudite.

Le esportazioni di greggio russo verso la Cina sono state di 30 milioni di tonnellate nel 2014 e si prevede saliranno a 50 milioni di tonnellate nel 2020. Come corrispettivo la Russia sembra più disponibile ad accogliere investimenti cinesi nei suoi giacimenti di petrolio e di gas. Durante la visita a Pechino di Putin nel mese di novembre 2014, la China National Petroleum Corporation (CNPC), il principale produttore di petrolio cinese, ha concordato con Rosneft la acquisizione di una quota nella sua controllata Zao Vankorneft, che sta sviluppando un grande giacimento petrolifero russo.

Le società cinesi hanno anche sviluppato una forte presenza nelle ex repubbliche sovietiche dell’Asia Centrale, che ancora restano fortemente legate alla Russia.

Il miglioramento delle relazioni politiche non può tuttavia cancellare i persistenti motivi di contrasto. C’è prima di tutto la forte pressione della popolazione cinese alle frontiere della Siberia, scarsamente abitata. Poi ci sono le diverse alleanze; la Russia è vicina all’India, mentre la Cina punta sul rivale Pakistan. Pechino non ha mai amato il Vietnam, vicino da sempre alla Russia, a cui garantisce appoggio militare in estremo Oriente.

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