TAGLI DEI TASSI DI INTERESSE E DELLA RISERVA OBBLIGATORIA CINESI

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A partire da lunedì 11 maggio 2015, i tassi sui finanziamenti a un anno scendono di 0,25 punti percentuali, cioè al 5,1%, e quelli sui depositi, tagliati dello stesso ammontare, al 2,25%. E’ il terzo taglio in sei mesi. Il taglio precedente aveva avuto luogo a fine febbraio. Secondo la banca centrale, il taglio aiuterà lo sviluppo della economia, che è in frenata. Probabili ulteriori tagli se la economia resterà debole. La crescita del 7% del primo trimestre 2015 è per la Cina la più bassa degli ultimi sei anni.

Intanto in aprile la Cina è diventato il maggiore importatore di petrolio al mondo. Ciò si deve soprattutto al fenomeno dello shale gas negli Stati Uniti.

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Il 19 aprile 2015 c’era stato unulteriore abbassamento di un punto dei requisiti di Riserva Obbligatoria per stimolare la economia!

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La Pboc ha deciso  abbassare il costo del denaro dello 0,25% su depositi (2,5% ora) e i tassi di riferimento sui prestiti ad un anno (5,35% ) nel corso del weekend a causa di una pressione costante al ribasso sull’economia del paese. Si tratta del secondo intervento della Pboc negli ultimi tre mesi.

Intanto l’indagine congiunturale  curata di Hsbc (che monitora l’andamento dell’attività delle aziende medio-piccole) a febbraio ha evidenziato un miglioramento a 50,7 (massimo da 7 mesi) da 49,7 di gennaio (50,1 il consenso). Permane però un sentiment ribassista.  L’aumento è stato attribuito ad una destagionalizzazione incompleta e alla ricostituzione di alcuni stock, attivata dal rimbalzo di alcuni prezzi delle materie prime.

Invece l’indice Pmi (China manufacturing Purchasing Managers Index – PMI) ufficiale di febbraio, che è elaborato dal governo ed è centrato sulle imprese di dimensioni maggiori, ha segnalato una contrazione dell’attività per il secondo mese consecutivo a 49,9 da 48,8 di gennaio. Migliora il quadro dei servizi che, secondo il Pmi ufficiale, ha accelerato la crescita a 53,9 da 53,7.

Giovedì si aprirà il summit annuale del Partito comunista, durante il quale i dirigenti dovranno discutere di come convivere con un rallentamento strutturale della crescita del pil. Questa è stata del 7,4% nel 2014, il ritmo più lento negli ultimi 25 anni. Molti economisti prevedono che il governo abbasserà ufficialmente le attese di crescita per il 2015 attorno al 7%.

 

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La banca centrale cinese ha abbassato la riserva obbligatoria delle banche dal 20% al 19.5% del totale delle attività con effetto immediato. L’annuncio è del 4 febbraio 2015.

Questo provvedimento libera fino a 96 miliardi di dollari dai bilanci delle banche, per destinarli al credito a famiglie e imprese.

Nel 2014 il Pil è cresciuto solo del 7.4%, mentre nel 2013 la crescita era stata del 7.7%. Senza questo incremento la crescita cinese rischiava di scendere sotto il livello di guardia del 7%.

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La Cina è, al momento, la grande perdente nella guerra delle valute, visto che lo yuan negli ultimi sei mesi si è apprezzato in termini reali del 10%. La Cina sta perdendo in maniera drammatica competitività nei confronti dell’euro e del Giappone, aree che pesano per il 35.3% della sua bilancia commerciale. A questo si aggiunga che lo yuan è agganciato al dollaro, sia pure in maniera blanda. Ci sono da attendere ulteriori reazioni.

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La Banca Centrale di Cina (People’s Bank of China) ha tagliato a sorpresa il tasso sui depositi a un anno al 2.75% e il tasso sui prestiti a un anno di 40 punti base dal 6% al 5.60% con effetto dal 22 novembre 2014.  Si tratta del primo taglio dal luglio 2012.

L’intenzione è abbassare i tassi di interesse ed i costi privati di finanziamento per alleviare i problemi che incontrano molte imprese. Il taglio viene attribuito ai livelli di crescita dell’economia che sono i più bassi degli ultimi 24 anni.

La Banca Centrale Ha detto che l’economia sta marciando nel range appropriato e che sono emersi segnali positivi nella ristrutturazione economica. Tuttavia gli alti costi ed impedimenti al rifinanziamento restano problemi rilevanti per l’economia reale. La riduzione degli alti costi di rifinanziamento per le imprese, soprattutto per le piccole e micro-imprese è di grande importanza per stabilizzare la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e il benessere della popolazione.

Negli ultimi mesi la Banca Centrale aveva cercato di stimolare la economia con iniezioni di liquidità e tagli alla quota di riserva obbligatoria delle banche commerciali.

Dopo vari tentativi di affrontare gli alti costi di finanziamento, le cose sono migliorate in alcune regioni,   ma le imprese affrontano ancora difficoltà e lacune,  soprattutto le piccole, sono più vulnerabili agli alti costi di altre.

La Banca Centrale ha però detto che i tagli non dovrebbero essere interpretati come una deviazione da una “politica monetaria prudente”, ma aggiungeranno flessibilità agli strumenti usuali per consentire una regolazione fine in linea con lo sviluppo economico.

Poiché l’economia sta ancora crescendo ad un tasso sano con i miglioramenti industriali, la crescita deve fare più affidamento sulla innovazione che sull’investimento. Non c’è necessità di uno stimolo forte.

La chiave per gestire complicate situazioni internazionali e domestiche e supportare una stabile crescita economica a lungo termine   è uno sviluppo vigoroso ottenuto attraverso le riforme interne.

La banca Centrale ha anche alzato il limite superiore della banda di oscillazione dei tassi sui depositi a 1,2 volte il tasso base da1,1 volte, come stabilito nel giugno 2012:  un grande passo nella riforma dei tassi di interesse.

Fino a giugno 2012 non era consentito alle banche commerciali cinesi offrire tassi sui depositi superiori al tasso base.

Questa mossa non solo attribuisce un ruolo maggiore ai meccanismi di mercato nella formazione dei tassi di interesse, ma è un passo verso una totale liberalizzazione dei tassi sui depositi in futuro.

 

people's bank of china

dr. Meierhofer –   Creative Commons Attribution/Share-Alike License e GNU Free Documentation License

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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