IL SETTORE BANCARIO CINESE E’ FRAGILE

 Nel periodo gennaio-marzo 2014, il prodotto interno lordo è aumentato del 7,4%. La crescita rallenta, ma poteva andare peggio! In fondo, l’obiettivo è il 7,5% di crescita nel 2014. Il premier Li Keqiang ha già varato un pacchetto di stimoli per fare ripartire l’economia. Il risultato economico a marzo è incoraggiante. La produzione industriale è rimasta invariata: si è interrotta la caduta! Per la prima volta da novembre l’indice manifatturiero ha superato la soglia dei 50 punti. Per la prima volta dal giugno 2013 l’occupazione aumenta.

La Cina ha assicurato di essere in grado di attuare incisive riforme economiche per annullare gli effetti della crisi. Si ipotizzava una strategia d’urto, ma sembra che il processo sarà più graduale.

Sarà allargata la banda di oscillazione dello yuan sul dollaro, come primo passo per la piena convertibilità della moneta cinese.

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Un articolo del 2 aprile 2014, a firma di Shi Hao, pubblicato dall’agenzia Xinhua affronta il problema dei prestiti non performanti, evidenziato dai risultati finanziari delle maggiori banche cinesi, pubblicati alcuni giorni fa.

Le cinque maggiori banche cinesi – Agricultural Bank of China (ABC), Bank of China (BOC), Bank of Communications, China Constuction Bank (CCB) e Industrial and Commercial  Bank of China (ICBC) – avevano un totale di 374 miliardi di yuan (60 miliardi di dollari) di prestiti non performanti alla fine del 2013, circa 47 miliardi di yuan in più che alla fine del 2012, con un rapporto 1,03%.

Banche minori – la China CITIC Bank e la China Everbright Bank per esempio – sono in una situazione ancora peggiore. I loro prestiti non performanti arretrati sono saliti al 63% e 33%, rispettivamente.  I crediti non performanti arretrati delle banche commerciali erano più di 590 miliardi di yuan alla fine dello scorso anno, con 99 miliardi di aumento.

I VENTI CONTRARI

Qu Hongbin, il capo economista cinese di Hongkong&Shanghai Banking Corporation (HBSC) ha detto a Xinhua : Il rallentamento economico, la sovracapacità, la debole domanda estera e gli effetti postumi delle misure di stimolo precedenti hanno contribuito alla crescita dei crediti non performanti.

La espansione modesta del Prodotto Nazionale Lordo e la ristrutturazione economico hanno condotto a un insieme di dati scadenti. I principali indicatori – il valore aggiunto industriale, l’investimento in capitale fisso, vendite al dettaglio – hanno tutti rallentato nei primi due mesi. L’indice ufficiale dei direttori degli acquisti (PMI) per il settore manufattiero è rimbalzato leggermente in marzo dopo tre cali successivi, ma l’indice PMI  HSBC/Markit è diminuito ad un ribasso per otto mesi.

Lu Ting, capo economista cinese della Bank of America Merrill Lynch, ha detto: “Le differenze tra Il PMI ufficiale e quello HSBC potrebbe essere attribuito al fatto che effettua il campionamento soprattutto di piccole imprese che hanno sofferto di più per la crisi.”

La Bank of Communications ha attribuito l’aumento dei suoi prestiti non performanti alla mancanza di resilienza delle banche di piccole e medie dimensioni nell’industria dell’acciaio nelle province costiere di Jiangsu e Zhejiang.

I margini di guadagno prima delle tasse (EBT)  dei produttori di acciaio sono franati dello 0.9% nel 2013, in calo dal 5.7% nel 2007, secondo Ryan Rutkoswski, un analista cinese del Peterson Institute di Washington. Il settore dell’acciaio in Cina ha circa tremila miliardi di debito, grossolanamente uguale all’intero Prodotto Nazionale Lordo  di una nazione come la Polonia o il Belgio. Circa 1300 miliardi di questo debito è costituito da prestiti bancari. Oltre all’acciaio, settori come cemento, fotovoltaico, costruzioni navali, alluminio sono caratterizzati da sovracapacità.

Song Xianping, capo del controllo rischi di ABC ha detto: “Abbiamo chiaramente sentito la pressione dei prestiti non performanti nel delta dello Yangtze dalla seconda metà dello scorso anno, specialmente nei settori manufatturiero e dell’acciaio.”

 Guo Tianyong, un professore di finanza all’Università Centrale di Finanza ed Economia, ha detto: “Le banche saranno inevitabilmente danneggiate dai crescenti prestiti non performanti, poiché le capacità sovradimensionate sono gradualmente eliminate, dopo che sono stati accesi forti prestiti bancari.”

Zhou Jingtong, ricercatore dell’istituto di finanza internazionale di Bank of China ha detto: “Un mercato delle abitazioni in rallentamento significa che i prezzi della terra scendono, sostegno dei veicoli di finanziamento di molti governi locali. Tali finanziamenti  sono generalmente a breve termine, mentre il recupero del capitale dall’investimento è generalmente a lungo termine. Questo squilibrio può causare problemi di liquidità. “

In precedenza, quest’anno il default dei bond di due compagnie della Cina Orientale  – Shanghai Chaori Solar Energy Science&Technology Co. e Zhejiang Xingrun Real Estate Co. – ha fatto suonare un campanello d’allarme nei settori industriali gonfiati e nel mercato immobiliare.

I RISCHI DEI PRESTITI NON PERFORMANTI SONO INCONTROLLABILI?

I coefficiente relativo ai prestiti non performanti nelle banche commerciali cinesi era intorno all’1% alla fine dello scorso anno: un valore non alto. Rutkowski ha detto: “Si tratta di un coefficiente relativamente basso. Nel 2012, in Giappone tale coefficiente aveva un valore di 2.4%, in Tailandia 2.44%, in Malesia 1.37%.

Lu Zhengwei, capo economista presso l’Industrial Bank, è d’accordo con Rutkowski: il coefficiente relativo ai prestiti non performanti negli Stati Uniti può raggiungere il 5%.

Takehiko, presidente dell’Asian Development Bank, ha detto: “I  prestiti non performanti, il mercato immobiliare, la sbornia dell’eccesso di investimenti sono problemi, ma non sono rischi sistemici.”

Rutkowski pure pensa che questi settori non sono una minaccia diretta alle grandi banche, poiché “esse hanno ancora fondi in abbondanza con un rapporto tra prestiti e depositi sano.”

Le principali banche hanno tagliato i prestiti nei settori a rischio. Presso Industrial and Commercial  Bank of China, i prestiti principali rapportati    a prestiti non performanti, i costruttori di immobili, la sovracapacità degli impianti industriali sono diminuiti di 93.4 miliardi, 8.6 miliardi e 19.9 miliardi di yuan rispettivamente. Chen Siqing, capo  di Bank of China, sta attentamente la qualità degli attivi nei tre settori nel 2014. Qu ha detto: “Un rallentamento economico ha di solito un pavimento e stabilizzare la crescita è tra le principali priorità cinesi.”

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Secondo Lombard Street Research, il disastro delle banche cinesi sta per accadere. Il peggioramento della liquidità bancaria e la crescita dei crediti inesigibili minerà il castello di carte del sistema finanziario cinese  e produrrà turbolenze economiche e finanziarie per i prossimi due anni. I problemi di liquidità bancaria potranno costituire un fattore chiave nel destabilizzare l’economia cinese.

Si stima che dal 2007 al 2012  il debito delle “società non finanziarie cinesi” sia salito del 40% del Pil. Questa definizione include l’economia “grigia” ed il sistema bancario ombra, fatto di operatori e investitori al di fuori del sistema del credito ufficiale. Questo significa che, solo in questo segmento dell’economia cinese, l’ammontare del debito è salito di 3200 miliardi di dollari in appena cinque anni. Vanno aggiunti circa mille miliardi di altro debito, dopo avere tenuto conto di quello del governo e delle famiglie. Ormai l’esposizione totale nella economia cinese, banche escluse, è prossima al 200% del Pil del paese.

Tuttavia, il rallentamento della crescita del Pil richiede iniezioni di nuovo credito per costruire infrastrutture, sempre più in eccesso. Cominciano intanto i default nel settore privato, come quello di un impianto nel distretto carbonifero Haixin Steel. L’eccesso di debito farà perdere competitività alla Cina nel medio periodo. E’ l’inconveniente del sistema di “moneta fiduciaria”, che si può creare illimitatamente, senza alcuna corrispondenza con beni reali sottostanti.   Queste previsioni hanno determinato forti perdite nelle borse cinesi negli ultimi mesi.

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