LENOVO – IL COMPUTER CINESE

Lenovo produce smartphone dal 2012 ed è già ai primi posti in Asia Pacifico e Russia. Però Motorola è un marchio davvero globale, di quelli che conservano, malgrado anni di disavventure, un valore straordinario. Non bastava però, vista la forza dei concorrenti. Per questo, Lenovo ha investito massicciamente ed è riuscita ora a realizzare prodotti di alta qualità innovativa  con un marchio di alta visibilità. Il Moto4 è il top di gamma della nuova generazione di apparecchi ideati per il rilancio del marchio.

La Lenovo, 43 miliardi di dollari di fatturato nel 2016 e 535 miliardi di utile netto, 52 mila dipendenti, quotata a Hong Kong, si trova in buona posizione tra i big dell’hi-tech. E’ presente nei computer,  nei server, nella telefonia,  nel cloud, nelle soluzioni software per le imprese, nei data center,  nell’intelligenza artificiale Una ampia serie di segmenti di attività che permettono al gruppo di presentarsi al cliente, soprattutto aziendale, in maniera unitaria, offrendo un unico riferimento. Lenovo ha recentemente presentato dei visori di realtà virtuale (“Mirage”) molto avanzati, utilizzati per ora solo nei videogiochi, ma in corso di sperimentazione in medicina, in progettazione, nelle costruzioni meccaniche. L’azienda investe ogni anno un miliardo e mezzo in ricerca e sviluppo e ha al lavoro 10 mila ingegneri in Cina, in Giappone, in America, in Europa.

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Gianfranco Lanci  è presidente e Chief operating officer di Lenovo: in pratica è il capo operativo, mentre il Ceo, Yang Yuanqing riveste un ruolo più di ambasciatore e di apripista politico. In questo ruolo gli giova il fatto di essere figlio di un martire della Rivoluzione Culturale. Yang è anche un importante azionista.

Nei Personal Computer Lenovo è al primo posto nella classifica mondiale, dopo avere scavalcato HP tre anni fa. Ha un market share del 22%, con l’obiettivo di arrivare al 30%, sfruttando il previsto consolidamento del mercato. Sui tablet e sui server, Lenovo è il numero tre del mercato, mentre negli smartphone si trova nella parte alta della classifica.

All’inizio del 2015 è diventata operativa la acquisizione di Motorola per 2.9  miliardi di dollari, ceduta da Google in cambio del 6% del capitale di Lenovo. L’acquisizione di un marchio prestigioso ha dato grande slancio, soprattutto per le sinergie nel campo della ricerca. Già dalla acquisizione del settore computer Ibm, era in atto una forte collaborazione con il laboratorio di Morrisville nel North Carolina, che aveva avuto pari dignità con il quartier generale di Pechino. Anche nei momenti in cui il mercato era fiacco, non sono state tagliate le spese di ricerca, ma sono stati fatti importanti investimenti..

Da un anno vengono prodotti smartphone con il marchio “Moto” ed il logo delle “Batwings”, le ali di pipistrello.    Yoga è un tablet (o un piccolo Pc) con caratteristiche estremamente innovative.

A parte Lanci, c’è in Lenovo una importante pattuglia di italiani, come Luca Rossi, il capo Emea, Manuele Lavezzari, capo Marketing Emea e numerosi altri.

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Pur non essendo un marchio molto cool, Lenovo è leader mondiale nel campo dei PC e negli ultimi 12 mesi ha venduto circa 150 milioni di device, di cui 80 milioni di smartphone e 12 miloni di tablet.

Lenovo ha chiuso un difficile anno 2015, in cui ha scontato le difficoltà della acquisizione di Motorola. Per ripartire punta su due marchi: Moto, che prende il posto di Motorola e Vibe. Moto è un marchio innovativo e di tendenza, con l’accento sulla personalizzazione, mentre Lenovo Vibe identifica delle migliori prestazioni per per smartphone destinati ad un mercato di massa con un rapporto qualità prezzo più elevato. Per semplificare, Moto innovazione, Lenovo Vibe prestazioni.

Ormai gli smartphone tendono ad essere tutti uguali, ma esistono ancora spazi per caratterizzarsi, per esempio in tema di praticità e sicurezza. Con il brevetto Shuttershield, viene garantita la infrangibilità dello schermo: anche se cade, il telefono non si rompe. Le batterie poi sono in grado di resistere 36/48 ore.

Nel frattempo proseguono le economie di scala e le razionalizzazioni, mentre in estate debutteranno gli avveniristici dispositivi Project Tango, sviluppati insieme a Google e Qualcomm, capaci di analizzare l’ambiente reale grazie all’uso di nuovi sensori. E’ un passo nel futuro che mostra il potenziale nella ricerca dell’azienda guidata da Yang Yuanqing. Ambienti e luoghi permetteranno di ricevere segnalazioni, notizie, contatti, a seconda di dove e come ci muoveremo. La realtà aumentata e quella virtuale non serviranno solo per il gaming, che saranno uno dei primi mercati su cui lavorare, ma ci saranno altri ambiti lavorativi o turistici. Ci sarà sempre più la possibilità per lo smartphone di essere assistente personale. Già ora con motovoice, motoartist, motoaction è possibileb interagire con il device, senza neanche toccare il telefono. Chiamandolo, mi chiede di cosa ho bisogno, ed è possibile chiedere ricerche, chiamate, prenotazioni, tutto solo vocalmente, o in automobile, senza dover essere collegato al Bluetooth. Sono gesti semplici che permettono di attivare torcia o videocamera, senza toccare il telefono.

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Agosto 2015: Lenovo licenzia 3200 dipendenti! Pesa l’acquisto di Motorola! Lenovo ha comprato il marchio dei telefoni cellulari nel gennaio 2014 da Google per 2.9 miliardi di dollari con l’obiettivo di sfidare Samsung e Apple partendo dalla terza posizione. Invece le perdite sono diminuite del 31%, provocando una perdita nella divisione mobile di circa 300 milioni di dollari. Lenovo si aspetta un risparmio annuale di 1.35 miliardi da questo taglio.

Il terzo posto nelle vendite di mercati cellulari è tenuto ora da Huawei, mentre al quarto posto troviamo Xiaomi.

 

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Yang Yuanqing, amministratore delegato del gruppo, dichiara che Lenovo vuole sfidare Apple e Samsung nel campo degli smartphone e dei tablet.

 

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Naturalmente Lenovo non dimentica i computer tradizionali, dove domina il mercato con il 22% dei Pc venduti. Per Natale è annunciato Yoga 3 Pro, nuova versione del fortunato laptop “pieghevole”. Ha uno schermo touch da 13 pollici ed una tastiera basculante che può ruotare di 180 gradi. Può essere usato come un normale computer portatile, oppure come un tablet, oppure si può utilizzare la tastiera per appoggiarlo in verticale. Ha uno schermo Quad HD, con una risoluzione di 3200×1800 pixel. Il processore è Intel Core M con un disco fisso da 512 GB. Il costo previsto è 1599 euro!

Lenovo però vuole conquistare anche il mercato dei tablet,  dove domina iPad e annuncia il modello Yoga Tablet 2 Pro, un tablet Android con schermo da 13 pollici e risoluzione di 2560×1400 pixelcon 32 gbyte di memoria, connessione wifi e 4G e processore Intel Atom. La parte più interessante è un proiettorecapace di riprodurre immagini grandi come un televisore di 55 pollici ad una distanza di almeno due metri. E’ perfetto per vedere film in ambiente casalingo. Costerà 499 euro (a partire da fine novembre).

Il Pro completa la nuova gamma di tablet di Lenovo, aggiungendosi allo Yoga Tablet 2 che da novembre sarà disponibile in due versioni, con schermo da 8 o 10 pollici e sistema operativo a scelta, Android e Windows.  Come il Pro ha una base basculante che fa da supporto, quando viene appoggiato su un tavolo. Lo Yoga Tablet 2 ha 16 GByte di memoria, fotocamera da 8 megapixel, e, a richiesta, 4G. Il modello Android da 8 pollici costerà 229 euro, mentre la versione da 10 pollici con Windows e il pacchetto Office 365 incluso costerà 399 euro.

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Entro breve tempo verrà conclusa la acquisizione di Motorola che diventerà il marchio di riferimento per il settore degli smartphone e per la tecnologia indossabile. Moto360 diventerà il primo smartwatch del colosso cinese.

 

 

Lenovo continua a crescere a a forza di acquisizioni. Tutto era cominciato nel 2004, quando acquistò il settore computer di IBM per 1,25 miliardi di dollari. Ora ha acquistato Motorola Mobility da Google per 2,91 miliardi di dollari. Google però mantiene gran parte dei brevetti. Lenovo pagherà 1,41 miliardi in contanti ed azioni proprie. I restanti 1,50 saranno pagati nel corso di tre anni. L’accordo deve essere approvato dalle autorità regolamentari USA. L’annuncio arriva una settimana dopo l’acquisto da parte di Lenovo del settore dei server IBM di fascia bassaX86  per 2,3 miliardi di dollari.

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Ne dà notizia Xinhua con un articolo di Tang Danlu del 30 gennaio 2014.

Google aveva comprato i cellulari di Motorola nel maggio 2012 per 12,5 miliardi di dollari. Molti analisti ritenevano che Google avesse intenzione di estendere il suo campo di azione dal software all’hardware, oltre ad entrare in possesso di un gran numero di brevetti.  Ma neanche Google ha potuto arrestare il declino di Motorola. La sua quota di mercato nel 2013 è scesa dal 2,3% all’1%.   In questo periodo, sono stati lanciati Moto X e Moto G, in aggiunta alla linea Droid, ma non hanno avuto successo e Motorola ha accusato 384 milioni di dollari di perdite nell’ultimo trimestre 2013. Google non ha mai utilizzato la capacità produttiva di Motorola. E’ evidente comunque la perdita rispetto al prezzo di acquisto registrata in solo 22 mesi. Larry Page, nel dare l’annuncio della vendita, ha ricordato che Google aveva già venduto a un piccolo operatore americano il comparto set-top box per 2.35 miliardi e aveva inoltre legittimamente prelevato 3 miliardi di dollari di liquidità. Ha inoltre conservato 15000 dei 17000 brevetti.

Forse il mercato è cambiato in fretta e Google ha dovuto cambiare strategia. Inoltre Samsung e gli altri produttori che usano Android non hanno gradito la invasione di campo. Ora Google ha firmato un accordo con Samsung per la condivisione dei brevetti per i prossimi 10 anni. Google continua a crescere nel settore del software con il suo sistema operativo open source Android, utilizzato da Samsung. .  Dopo l’accordo, Samsung sembra avere rinviato il lancio di un sistema aperto alternativo, il “Tizen”, sviluppato a partire dal software Linux in collaborazione con Intel.

Lenovo invece consolida la sua posizione di numero uno al mondo nella produzione di pc. Inoltre, grazie all’immenso mercato cinese, è diventato il terzo produttore al mondo di smartphone dopo Samsung e Apple. Il Ceo Yang Yuangqing ha cercato così di compensare il costante declino del settore dei computer. Ora potrà sfruttare il brand Motorola in America, America Latina e Cina per incrementare ulteriormente le vendite e diventerà un gruppo globale, per produzioni, vendite e ricerca. Va ricordato che Motorola ha centri di ricerca negli Stati Uniti  con 3500 ingegneri e ricercatori. Essi opereranno in sinergia con i centri Lenovo in Cina e Giappone e con il Triangle Research Park in Northern Carolina che rileveranno da Ibm nel 2005. Certo l’integrazione di una azienda in perdita come Motorola rappresenta una grossa sfida manageriale.Nel settore dei server, molti produttori si stanno spostando verso i server di fascia alta, ma gli X86 garantiscono ancora un buon mercato per alcuni anni.

Delle tre linee di prodotto – PC, server, dispositivi mobili – Lenovo ha consolidato le prime due a forza di acquisizioni ed ora la nuova acquisizione rappresenta una pietra miliare nel mercato dei dispositivi mobili.

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Ecco alcuni prodotti Lenovo.

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Un outlet Lenovo in Cina

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Lenovo fu fondata nel 1984 da Liu Chuanzhi, un esperto di computer, e da un gruppo di altri ingegneri con un finanziamento dell’Accademia Cinese delle Scienze, un istituto di ricerca governativo. Liu, che era stato mandato a lavorare in una fattoria produttrice di riso come operaio ai tempi della Rivoluzione Culturale, stupì il mondo, quando comprò il settore dei Pc da Ibm.  Assicurandosi il diritto di usare il nome ThinkPad, un marchio popolare presso le aziende mondiali, si assicurò credibilità e fatturato. Lenovo fece poi altre acquisizioni, conquistando una importante presenza in mercati come Germania, Giappone e Brasile.

A settembre di quest’anno Lenovo ha raggiunto la prima posizione mondiale nei Pc, superando Dell e HP ed il rivale di Taiwan Acer.

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Lo sviluppo di Lenovo è funzionale al progetto varato dal governo cinese in occasione del congresso del partito dello scorso autunno. Preso atto del rallentamento strutturale del ritmo di sviluppo, Pechino vuole che le sue aziende acquistino marchi all’estero per dare una scossa alla catena del valore. Bisogna produrre beni più pregiati, dai più alti margini, che creino occupazione qualificata in patria e permettere l’outsourcing in uscita dopo decenni di terzismo.

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