LA CINA CONTINUA LO SVILUPPO DI CENTRALI NUCLEARI

centrale-nucleare

Vista della centrale nucleare di Hongyanhe

Il 2016 sarà l’anno della svolta per il nucleare cinese con 8 nuovi reattori operativi dei 27 attualmente in costruzione. Afflitta da livelli insopportabili di inquinamento, la Cina vuole emanciparsi dai combustibili fossili al ritmo di 6 – 8 centrali atomiche all’anno, per arrivare a 110 centrali nel 2030, più degli Stati Uniti. Ma fino ad oggi gli ingegneri cinesi non hanno avuto accesso diretto alla tecnologia europea. D’ora in poi le cose cambieranno con l’ingresso di Cnnc nel colosso francese Areva, il principale costruttore a livello europeo e uno dei più importanti a livello mondiale. Secondo Qian Zhimin, numero uno di Cnnc e deus ex machina del programma nucleare cinese, questa unione è un punto di svolta. Areva ha dovuto negli ultimi 10 anni sobbarcarsi i sovraccosti dei due nuovi reattori europei di terza generazione, in costruzione in Finlandia e in Normandia, con un ritardo di 10 anni rispetto alla tabella di marcia iniziale.

——————————

Pechino per il 2030 punta a dotarsi di 110 reattori nucleari. Oggi nel paese ci sono 22 reattori in funzione e 26 in costruzione. A fine 2020 le centrali cinesi raggiungeranno una potenza energetica di 88 gigawatt. Il governo, per centrare l’obiettivo di riduzione delle emissioni nocive annunciato a Parigi, stanzierà 78 miliardi di dollari per costruire nel quinquennio 2016-20 tra sei e otto reattori ogni anno. Ciò corrisponde ad una quarantina di impianti di terza generazione ad acqua pressurizzata. Ad accelerare la svolta contribuisce il fatto che ormai Pechino dispone di una tecnologia propria. Il nucleare rappresenta inoltre un business enorme. Rispetto al 2014, “Power China”, gigante statale, ha aumentato il giro di affari del 24,7% fino a 145 miliardi di yuan. Ormai non punta più solo al mercato interno, ma anche al mercato globale. Insieme a partner canadesi, sta stringendo acordi con Gran Bretagna, Kenya, Argentina. In America Latina, la Cina sta costruendo due reattori, mentre in Africa ci saranno presto decine di reattori. Nel breve periodo però la Cina non intende rinunciare al carbone, oltre che alle centrali a energia solare e fotovoltaica, di cui è già leader mondiale. Lo status di super-potenza impone alla Cina di ripulire la propria immagine di primo inquinatore del pianeta.

————————-

 

L’impianto nucleare di Hongyanhe, nella provincia di Liaoning, il maggiore progetto energetico nel nord est della Cina, ha cominciato a funzionare.

La costruzione della prima fase del progetto, che prevede quattro generatori di potenza, è cominciata nel 2007 e dovrebbe essere completata alla fine del 2015. Il costo previsto è di 7.96 miliardi di dollari.

I quattro generatori produrranno 30 miliardi di kilowatt-ora di elettricità l’anno, che equivalgono al 16% del consumo totale di elettricità della provincia di Liaoning.

La costruzione della seconda fase del progetto, che prevede la costruzione di due generatori entro il 2016, con un costo di 25 miliardi di yuan.

La costruzione dell’impianto si basa sulle forniture locali; più dell’80% dei componenti sarà fornita da imprese locali.

L’impianto utilizzerà acqua di mare, trattata da un dissalatore, per il raffreddamento.

———————————————————

Nei prossimi 5 anni entreranno in funzione 28 nuove centrali per ridurre l’inquinamento atmosferico. Serviranno a produrre il 6% del fabbisogno energetico cinese.

La Cina ha raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per ridurre l’inquinamento entro il 2030.

 

hong

hong ing

Vista dell’interno del primo generatore

———————————————–

La Cina possiede anche sommergibili nucleari da molto tempo

sailors

I marinai festeggiano schierati sul sottomarino

This entry was posted in Cina and tagged , , . Bookmark the permalink.