FOXCONN: DOVE SI PRODUCE L’IPHONE

Foxconn vuole acquisire i semiconduttori di Toshiba. E’ affiancata da una cordata di cui fa parte Apple, come ha ammesso Terry Gou, presidente e amministratore delegato. La cifra messa in campo è di 27 miliardi di dollari.

foxconn

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L’azienda elettronica Sharp e la Foxconn hanno firmato un accordo, in base al quale questa acquisisce il 66% della società giapponese.

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L’iPhone 6 della Apple, un prodotto americano, ma assemblato in Cina, potrebbe aggiungere circa 1% alla crescita delle esportazioni mensili per il resto del 2014, dopo che il prodotto verrà lanciato quest’anno.

Una crescita dell’1% alla crescita delle esportazioni non è cosa da poco, specialmente per il mercato valutario, che traccia da vicino i numeri della crescita delle esportazioni.

10 milioni di pezzi venduti nel primo weekend!

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Chi ha visitato le fabbriche Foxconn è rimasto sbalordito davanti allo spettacolo di straordinaria efficienza che hanno visto. Probabilmente ci sono poche aziende al mondo che raggiungono simili livelli di efficienza.  Ma i dipendenti sono sottoposti ad un grave logoramento fisico e psicologico: orari massacranti, straordinari obbligatori, inquadramento militare, salari ai minimi legali consentiti. Però la Foxconn è sempre un posto di lavoro molto ambito!    E’ una referenza molto apprezzata e permette facilmente di trovare lavoro in un’altra azienda.

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 Arrivano i sindacati liberi alla Apple. La notizia è stata data dal Financial Times ai primi di febbraio 2013. Un milione e duecentomila dipendenti potranno scegliere liberamente i loro delegati sindacali nei 18 mila Consigli di Fabbrica.

In un paese, dove non cade foglia che il partito non voglia, si tratta di una svolta storica. La cosa importante è che avviene poco dopo l’elezione della nuova leadership cinese al XVIII Congresso.  Va ricordato che in Cina il sindacato è strettamente controllato dal partito comunista e non assume mai posizioni conflittuali. Comunque, la situazione alla Foxconn aveva conosciuto momenti di forte tensione ed una svolta era auspicabile.

Ma quanto sarà libero il voto in un paese, dove non ci sono elezioni politiche e dove viene represso il dissenso.

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Altro scandalo riguarda la Pegatron, dove si produce iPhone 5. Un ragazzo di 15 anni si è ammalato di polmonite ed è morto per i turni massacranti a cui era sottoposto. Ovviamente la Pegatron nega che la causa della morte sia da collegare ai turni di lavoro. Comunque gli ingressi e le uscite mostrano 80 ore lavorate la settimana, mentre le leggi cinesi e le regole Apple prevedono un massimo di 60 ore. Inoltre erano stati falsificati i documenti del ragazzo, facendo figurare che ne avesse 20. Negli ultimi mesi sono morti 5 operai Pegatron. Apple ha inviato una sua squadra di medici per indagare, ma non è emerso nulla di anormale.

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Il New York Times in data 24 settembre 2012 pubblica un articolo sui disordini alla Foxconn. L’azienda, uno dei maggiori fornitori dei grandi produttori di dispositivi elettronici, inclusa la Apple, ha chiuso uno dei maggiori impianti in Cina, dopo che la polizia é stata chiamata per sedare una contesa tra dipendenti dello stabilimento.

Un portavoce ha detto che alcune persone sono rimaste ferite ed alcune  sono state arrestate dalla polizia, dopo che una contesa ha portato a disordini che hanno coinvolto più di 1000 lavoratori domenica. La compagnia ha dichiarato che la contesa é stato confinato nel dormitorio e che i mezzi produttivi non sono stati coinvolti. “La causa della contesa é ancora oggetto di indagini.”

Un impiegato di Foxcomm, raggiunto per telefono lunedì pomeriggio, tuttavia, ha detto che gli incidenti sono cominciati quando i lavoratori hanno cominciato ad azzuffarsi con le guardie di sicurezza.

Fotografie e video non confirmati, circolati sui siti di social networking, che si asserisce provengano dalla fabbrica, hanno mostrato finestre fracassate, funzionari di polizia antisommossa e granndi gruppi di lavoratori che si accalcano intorno. L’impanto Foxconn, nella città cinese di Taiyuan, occupa circa 79000 lavoratori.

I media governativi hanno affermato che 5000 poliziotti sono stati chiamati per sedare i disordini.

Un impiegato di Taiyuan ha rifiutato di rispondere alla domanda se qui sono prodotti componenti dell’iPhone. Tuttavi, la maggior parte della produzione per la Apple viene fatta in altre parti della Cina, particolarmente nelle province di Sichuan ed Henan. Non si é riusiti a contattare la Apple per avere commenti.

La Foxconn ha dichierato che impiega circa un milione e centomila dipendenti in Cina.

L’irrequietezza dei lavoratori a Taiyuan nella provincia di Shanxi, nel nord della Cina, si manifesta allorchè scioperi ed altre proteste dei lavoratori sembrano avvenire con più frequenza in Cina quest’anno rispetto all’anno scorso: così ha dichiarato Geoffrey Crothall, portavoce del China Labor Bulletin, un gruppo di difesa nonprofit di Hong Kong che sostiene la contrattazione collettiva ed altre forme di protezione nel continente cinese.

Molte delle proteste quest’anno sembrano essere dovute al rallentamento economico del paese, poiché i lavoratori chiedono il pagamento degli stipendi arretrati a imprese che si dibattono nelle difficoltà economiche o chiedono compensazioni quando le imprese in perdita nelle regioni costiere vengono chiuse e spostate in città a basso costo all’interno.

Ma l’irrequietezza dei lavoratori non ha ancora eguagliato quella del 2010, quando un incremento dell’inflazione portò ad una ondata di richieste di incrementi salariali.

Crothall ha detto che, mentre la causa dell’ultima disputa a  Taiyuan rimane incerta, il suo gruppo ha trovato un video online, in cui la polizia con un  megafono si rivolge ai “lavoratori di Henan” – la provincia adiacente al sud dello Shanxi. Il poliziotto ha detto che i problemi dei lavoratori sarebbero stati tenuti in considerazione.

Dispute che coinvolgono grandi gruppi di lavoratori emigranti sono comuni in Cina. In alcuni casi i lavoratori protestano, dopo che era stato loro promesso un certo trattamento salariale ed essi avevano affrontato un lungo viaggio, per trovare all’arrivo che i dettagli erano diversi dalle aspettative. In altri casi, lavoratori di differenti province, con differenti tradizioni culturali, trovandosi insieme in uno stabilimento, si sono scontrati per problemi sociali.

Il guaio é che gli ultimi problemi hanno colpito Foxconn che é un forntore essenziale anche per Dell, Hewlett-Packard e Microsoft.

Foxconn, che fa parte del gruppo Hon Hai di Taiwan, si é impegnata per migliorare le condizioni dei lavoratori, dopo accuse di abusi e violazioni della sicurezza del lavoro.

Apple e Foxconn hanno lavorato insieme nell’ultimo anno per migliorare la condizioni di lavoro, aumentare le paghe e migliorare gi standard di lavoro.

Crothal dice che i lavoratori in Cina sono diventati più coraggiosi. “sono più disposti a difendere i loro diritti, a resistere all’ingiustizia”. Ha però aggiunto che danni agli edifici delle fabbriche ed agli impianto ancora apparivano insoliti, verificandosi in meno di un caso su 20.

La stessa fabbrica di Taiyuan é stata luogo di un breve sciopero durante una disputa salariale lo scorso marzo.

Gli articoli dei media nazionali hanno insinuato che alcuni illeciti si sono verificati, quando alcune  persone  sono state schiacciate in mezzo a folle di dimostranti.

Gli impiegati rimuovono i frammenti di vetri dopo i disordini.

Lavoratori al lavoro a Dongguan

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Non c’é pace alla Foxconn! Il 5 ottobre migliaia di lavoratori sono scesi in sciopero nell’impianto di Zhengzhou, dopo che la direzione aveva chiesto di lavorare anche in occasione di una festività nazionale. In Cina é la “settimana d’oro”: un periodo di sette giorni di celebrazioni.  Secondo China Labour Watch, una organizzazione per la difesa dei diritti umani, numerose linee di produzione dell’iPhone sono rimaste bloccate. La Foxconn ha smentito che ci siano stati scioperi. Proprio in questo momento, la Apple é impegnata a fare fronte alla valanga di ordini per il suo nuovo smartphone.

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La Foxconn ha ammesso martedì che, in una fabbrica a Yantai, hanno lavorato per tre settimane come stagisti 56 giovani di età compresa tra 14 e 16 anni; i ragazzi sono stati rimandati alle loro scuole. Il portavoce Bruce Liu ha detto che Foxconn si scusa con i giovani ed i loro genitori. Alcuni dei ragazzi hanno detto che il loro stage avrebbe dovuto durare da uno a tre mesi con una paga di 2000 yuan (molto inferiore a quello degli adulti).

La Foxconn ha detto che un accordo con il governo della città consentirà agli stagisti sopra l’età di 16 anni potranno interrompere lo stage con la semplice compilazione di un modulo. L’utilizzo di ragazzi sotto 16 anni comporta il rischio di forti multe. La Foxconn si era rivolta al Comitato di Amministrazione della Zona di Sviluppo di Yantai per fare fronte ad una forte di carenza di forza lavoro manifestasi in settembre (19000 lavoratori).

Secondo Foxconn, solo il 2,7 % della sua forza lavoro è costituita da stagisi nel continente cinese.

(da China Daily)

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La Foxconn ha un milione e duecentomila  dipendenti che in buona parte lavorano nelle fabbriche situate in varie regioni della Cina, dove vengono prodotti componenti per la Apple e per molte altre grandi aziende elettroniche: Sony, Hewltt-Packard, Nintendo, Dell. Gli operai sono in maggioranza immigrati provenienti dalle regioni più povere della Cina. Dal 2010, la Foxconn gode di cattiva fama, dato che, in quell’anno, 18 suoi dipendenti si sono tolti la vita, forse stressati dai ritmi di lavoro.  Eppure Foxconn tende a dare una immagine di efficienza e buona organizzazione, ma anche di ambiente umano e motivante: basta guardare il suo sito.

La crescita impressionante dell’impresa (in miliardi di dollari)

Con 200.000 dipendenti sparsi nel modo, Foxconn ha centri operativi strategici i Europa, Asia, Americhe.

Il sito di Foxconn è:

http://www.foxconn.com/

Social Environment Responsibility, Stockholder Service, Careers sono i titoli di alcuni menù a tendina.

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Sarà sempre il paradiso per la delocalizzazione la Cina? Le condizioni stanno cambiando: salari più alti e meno disciplina.

La Apple nel 2013 ricomincerà a produrre computer negli Stati Uniti, partecipando alla campagna per la reindustrializzazione del paese. Una delle linee esistenti di Mac uscirà interamente dagli stabilimenti statunitensi. Ma iPhone ed iPad continueranno però ad essere prodotti in Cina.

Ha fatto scalpore la decisione della Swatch di riportare in Svizzera alcune produzioni. Un  alto grado di automazione compenserà  gli alti salari pagati nella Confederazione Elvetica; ci saranno poi benefici derivanti dalla semplificazione della logistica e da un ambiente sociale più tranquillo.

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