TENSIONI ALLA VIGILIA DEL CONGRESSO DEL PARTITO COMUNISTA

La ricomparsa di Xi Jinping, dopo una assenza durata 15 giorni, ha fatto scendere la tensione e cancellato un grosso punto interrogativo. Xi ha partecipato alla celebrazione della  Giornata Nazionale della Popolarizzazione della Scienza all’Università del’Agricoltura  della Cina a Pechino.

Tale assenza sarebbe stata notata anche in altri momenti, dato anche che ha portato alla cancellazione di un incontro con Hillary Clinton; ha suscitato forte tensione alla vigilia del Congresso del Partito Comunista che deve rinnovare i vertici dello Stato e del Partito.

Venerdì 21 settembre Xi ha incontrato un inviato del Presidente delle Filippine, Benigno Aquino.

La cosa strana é che non sono state date spiegazioni per una assenza di due settimane, mentre, di solito, le attività dei leader cinesi sono oggetto di dettagliati resoconti. Le ipotesi fatte parlano di di un malessere, un problema di cuore oppure il “colpo della strega”; ma si parla anche si “sfide politiche” che lo hanno tenuto fuori dalla scena pubblica. Queste sfide includono profonde spaccature nel partito sulle persone e le politiche.

Intanto, sabato, centinaia di dimostranti hanno attaccato l’ambasciata giapponese, lanciando pietre e uova. La polizia ha limitato il numero dei manifestanti; alcuni pranzavano ai bordi della strada in attesa del loro turno di manifestare. Altri sventolavano bandiere con slogan che chiedevano il controllo dele isole e gridavano morte al Giappone. L’argomento é stato trattato con evidenza da China Daily.

Nel porto meridionale di Qingdao i manifestanti hanno dato fuoco ad uno stabilimento della Panasonic ed ad una concessionaria Toyota. Il diffuso clima di grande collera ha spinto molte aziende nipponiche a sospendere la produzione o a chiudere i punti vendita in Cina.

 I dimostranti hanno chiesto che il Giappone ceda alla Cina il controllo di un piccolo gruppo di isole, chiamate Diaoyu dai cinesi e Senkaku dai giapponesi. Entrambi i paesi rivendicano le isole, che sono però sotto il controllo del Giappone. I cinesi hanno autorizzato un migliaio di pescherecci ad avvicinarsi alle isole, ma i giapponesi sono decisi ad impedirlo. I rapporti tra i due paesi sono al minimo.

 La contesa si é inasprita, quando il governo giapponese ha acquisito tre delle principali isole dalla famiglia Kurihara per circa 20.5 milioni di euro. Le isole potrebbero nascondere tesori. Sono stati individuati ingenti giacimenti sottomarini di gas naturale  e forse di petrolio. Senza contare un fondale ricchissimo di pesce.  Le isole furono cedute, insieme a Taiwan, da cui distano 100 miglia (che le rivendica a sua volta), dalla Cina al Giappone, dopo il primo conflitto cino-giapponese. Dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti le restituirono al Giappone nel 1972.

Il 18 settembre é l’anniversario dell’incidente di Mukden: un attentato compiuto nel 1931 contro una ferrovia giapponese che fu strumentalizzato dai giapponesi per invadere il Nord della Cina. Centinaia di manifestanti sono attesi in tutto il paese.

L’ondata di proteste in corso fa pensare che le lotte interne di potere nel partito siano lungi dall’essere finite. Poichè tutte le riunioni pubbliche sono strettamente controllate in Cina, sembra probabile che almeno una fazione nel governo approvi le proteste di sabato.  I manifestanti portavano bandiere cinesi e ritratti di Mao Zedong.

Secondo alcuni analisti c’é una relazione tra le proteste e la scomparsa di Xi Jinping, durata 15 giorni.

Un articolo del New York Times del 15 settembre 2012, a firma di Ian Johnson e Jane Perlez, fa un resoconto dei disordini ed analizza i possibili retroscena.

L’acquisto delle isole da proprietari privati ha inasprito la tensione, ma la bellicosa risposta della Cina, incluso l’invio di sei motovedette nelle acque, fa parte di un piano per aumentare la tensione. Si vuole impedire che Xi assuma un totale controllo in autunno.

Un esperto del partito, con legami familiari con i leader, ha detto che il presidente uscente, Hu Jintao, teme che la sua base politica sarà indebolita sotto il nuovo gruppo di vertice guidato da Xi. Questo ha indotto Hu a tentare di mantenere il controllo dell’esercito. Si ripeterebbe così il modello attuato da Jiang Zemin, predecessore di Hu, che mantenne il controllo dell’esercito per due anni, dopo avere abbandonato la presidenza nel 2002.

Alcune fonti dicono che Hu sta sfruttando la controversia con il Giappone per creare le condizioni perché sia necessaria la sua permanenza. Una campagna per spingere l’esercito a garantire la sua lealtà al partito é stata usata per rafforzare l’appoggio alla sua leadership. “Hu Jintao non é pronto a cedere il potere. Tutto ciò viene fatto per sostenere la sua politica.”, ha detto l’esperto del partito.

Altri, tuttavia, hanno una visione leggermente diversa. Essi dicono che le lotte di potere hanno indebolito il controllo dei civili. Ciò ha permesso ai militari di imporre la propria agenda che include una maggiore enfasi sulle rivendicazioni territoriali. “Questo ha permesso ai militari ed ai fautori della linea dura di guidare la politica estera.”, ha detto un accademico, con legami con i vertici del partito.

Ma, essendo figlio di un famoso generale, Xi sembra avere stretti legami con l’esercito. Gli alti ranghi dell’esercito, meno meritocratici di altre parti della società cinese, sono dominati da persone come Xi che provengono da ambienti con buone relazioni: i così detti “principini”. Xi può controllarli, quando arriverà al potere, perché é un principino anche lui. “Sono discendentidi rivoluzionari.”

Ma Xi deve affrontare molte altre sfide. Una é come trattare Bo Xilai, rimosso dalle sue cariche dopo che sua moglie é stata accusata (e successivamente condannata) di avere ucciso un uomo d’affari inglese. Bo non ha ricevuto accuse, ma é scomparso dalla scena politica, anche se rimane popolare tra molti membri del partito. Ci sono poi i problemi economici che richiedono difficili situazioni.

Un funzionario dell’Ufficio Organizzazione del partito ha commentato: “Se é già stanco adesso, come sarà fra due o tre anni? “La maggior parte dei leader hanno l’aria stanca e malata, quando lasciano il potere, non quando lo assumono.”

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Alla riunione dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese del 28 settembre, Bo Xilai é stato espulso dal Partito Comunista e rimosso dagli incarichi pubblici. E’ stato altresì deciso di sottoporre le sospette violazioni di legge e le relative prove agli organi giudiziari per attivare le procedure relative.

Le decisione sono state prese dopo che i partecipanti hanno discusso ed adottato un rapporto investigativo sulle gravi violazioni disciplinari che sono state sottoposte alla Commissione Centrale per il Controllo della Disciplina del Partito Comunista.

Bo ha abusato dei suoi poteri e fatto notevoli errori ed inoltre porta gravi responsabilità   nell’incidente relativo a Wang Lijun e nel caso di omicidio volontario di Bogu Kailai.

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Leon Panetta, segretario alla difesa americano, é arrivato a Pechino per mediare tra i contendenti. Ha dichiarato lunedì a Tokio che gli Stati Uniti rimarranno neutrali nella contesa ed ha sollecitato una soluzione pacifica in mezzo alle crescenti tensioni. Ha chiesto “calma e controllo” ad entrambe le parti.

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Il funzionario Wang Lijun, carismatico capo della polizia sotto il politico in disgrazia Bo Xilao, sarà giudicato nella città del sudovest Chengdu. Il giudizio sarà pubblico, ma i posti sono già tutti occupati. In febbraio, Wang fuggì nel Consolato degli Stati Uniti a Chengdu e vi rimase 24 ore, prima di essere portato in prigione. Wang ha detto che temeva per la sua vita per essersi opposto a Bo Xilai ed alla moglie Gu Xilai, che aveva accusato di avere ucciso un uomo d’affari inglese. Bo, che era capo del Partito Comunista nella municipalità di Chengdu, fu rimosso. Gu Xilai é stato recentemente condannata perché ritenuta colpevole di questo delitto.

I giudizi di Gu e Wang e l’espulsione di Bo Xilai dal partito dimostrano che le autorità stanno cercando di eliminare i problemi che potrebbero complicare l’imminente Congresso del Partito Comunista. L’assenza di Xi Jinping, che dovrebbe essere nominato successore di Hu Jintao, ha aggiunto incertezza.

Immagini delle manifestazioni davanti alla ambasciata giapponese.

L’ottantunesimo anniversario della occupazione giapponese commemorato da un capo all’altro della Cina.

Leon Panetta, arrivato a Pechino per mediare tra i contendenti.

Attivisti cinesi partiti, da Hong Kong, sono approdati nelle isole Diaoyu e sono stati arrestati dalla Guardia Costiera Giapponese.

La Cina continua il pattugliamento davanti alle isole Diaoyu

Wang Lijun

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Dopo la condanna dei “cattivi” i leader cinesi si esibiscono nei loro rituali

I leader cinesi portano fiori al Monumento agli eroi del popolo

I leade cinesi festeggiano il sessantatreesimo anniversario del Repubblica Cinese

La CBD area a Pechino

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