L’ESPANSIONISMO CINESE IN AFRICA

La presenza della Cina in Africa sta cambiando lentamente le sue caratteristiche e da economica sta diventando sempre più militare.  Si è trattato di una evoluzione graduale, causata in primo luogo dalla necessità di proteggere i propri investimenti e di evacuare i propri concittadini in caso di  crisi. Ciò è successo in Libia, nella Repubblica Centroafricana, in Sierra Leone e a Gibuti.  La Cina ha partecipato a missioni di peacekeeping con medici e ingegneri; poi in Mali e Sud Sudan ha accettato di fare combattere i suoi uomini.  In Nigeria, la Cina si è schierata a fianco del governo contro Boko Haram e potrebbe costruire qui una nuova base, come quella a Gibuti.  E’ una evoluzione dettata dalle sue aspirazioni a potenza mondiale.

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Nell’ultimo decennio del secolo scorso, l’intera Africa è stata punteggiata da decine di migliaia di cantieri, che costruivano strade, ponti, case, ospedali, scuole, fabbriche. La scelta dei luoghi non fu casuale: la Cina aveva bisogno di materie prime e puntò su quei paesi, il cui suolo era ricco di ferro, rame, bauxite, carbone, zinco, piombo, ecc. Sfruttando il suo pragmatismo e l’abilità nelle trattative, la Cina riuscì a conquistare la fiducia di governi giovani, appena usciti dalla dominazione coloniale. Erano governi inesperti che tentavano la difficile strada della democrazia, spesso senza riuscirci. Alcuni finirono sotto il dominio di feroci dittatori.

Approfittando del desiderio di riscatto e del nuovo orgoglio nazionalista che infiammava il continente nero, la Cina seppe guadagnarsi una fama di paese affidabile, capace di mantenere le promesse. Il paese del Dragone non offriva denaro, facile esca data la corruzione dilagante, ma qualcosa di concreto: le grandi infrastrutture. Offrendo ciò, di cui un paese aveva enorme bisogno, otteneva generosi contratti a lungo termine per la estrazione di minerali. Usa, Francia, Belgio, Gran Bretagna, fino ad allora dominanti, soprattutto in Africa Orientale, furono estromessi dalla Cina.

Ora la crisi della economia cinese provoca pesanti ripercussioni in tali paesi. Il paese più colpito è il Sudafrica, che era considerato il paese più prospero del continente, ma che ora ha visto il suo Pil crollare. l crollo delle Borse asiatiche ha avuto immediati riflessi sui titoli delle grandi compagnie minerarie. Già l’oro era in crisi da tempo, sia per motivi di mercato, sia perché le miniere si stanno esaurendo. Ora però i prezzi di tutte le materie prime sono crollati, perché la Cina ha rallentato la produzione industriale e diminuito le importazioni. Angloamerican e Anglo Rustenburg, già messe in crisi dagli aumenti dei costi di produzione, dagli scioperi e dalle richieste di aumenti salariali, hanno annunciato la vendita di alcune importanti miniere di platino. La riduzione della attività di estrazione ha aumentato anche l’esposizione finanziaria delle multinazionali. Molte hanno venduto quote di altre consociate in altre zone del mondo, per restare presenti in un paese come il Sudafrica che ha ancora enormi riserve.

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L’Algeria ha grande fiducia nella esperienza cinese nelle infrastrutture. Per questo, alla CSCEC, colosso statale cinese, è stata affidata la costruzione dei 53 km più importanti della autostrada che collegherà il nord ed il sud della Algeria. Per fare fronte alla aspra conformazione del territorio, dovranno essere costruiti 40 ponti e due tunnel di lunghezza 2,4 km.

L’autostrada Nord-Sud avrà due carreggiate di tre corsie ciascuna e collegherà Algeri a In-Guezzam, una città di confine. La prima parte della gigantesca autostrada avrà una lunghezza di 1013 km, mentre la seconda parte, che arriverà ai confini con il Mali, porterà la lunghezza complessiva a 1300 km.

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VISITA DI XI JINPING IN SUDAFRICA (2 dicembre 2015)

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La visita di Xi Jinping a Pretoria ha lo scopo di rafforzare i legami della Cina con il Sudafrica e l’Africa in generale

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Xi Jinping riceve il Presidente della Tanzania il 24 ottobre 2014

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La Cina rivolge una grande attenzione all’Africa. Non è solo la necessità di approvvigionarsi di materie prime a spingerla, ma anche la volontà di creare nuovi sbocchi commerciali alle merci cinesi e di inserirsi nello sviluppo di nuove economie, occupando posti importanti. Due milioni di cittadini cinesi si sono trasferiti in Africa e svolgono un ruolo importante nei paesi che li hanno accolti. 2000 imprese cinesi operano in 50 dei 54 paesi del continente.  Certo, si deve ammettere che il 64% delle importazioni cinesi dall’Africa è costituito da petrolio, carbone, rame e minerale di ferro, mentre la Cina esporta macchinari, automobili, vestiario, cioè prodotti finiti.

La penetrazione cinese in Africa si avvale della costruzione di grandi opere pubbliche, come strade e ferrovie. La realizzazione avviene di solito in tempi record; la Cina mette i capitali, i progetti, le tecnologie ed invia tecnici ed operai sul luogo. E’ la “diplomazia del treno”, come la chiamano in Cina.

La grande fame di materie prime spinge la Cina ad aumentare la sua influenza in Africa con finanziamenti e assistenza. Gli occidentali accusano i cinesi di neocolonialismo strisciante. Ma Li Keqiang ha dichiarato che gli aiuti sono “senza clausole politiche” alla maniera occidentale.

Ci sono anche dei pericoli nello stretto legame tra Cina ed Africa. Il rallentamento della economia cinese provoca un minore fabbisogno di materie prime. Ciò genererebbe forti contraccolpi sulla bilancia commerciale di molti paesi africani esportatori di materie prime.

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La Cina offre aiuto alla Liberia per l’emergenza Ebola: l’ambasciatore cinese a Monrovia con la presidente liberiana

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Medici cinesi a Freetown nella Sierra Leone offrono assistenza contro l’epidemia Ebola

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Dal 4 all’11 maggio 2014 Li Keqiang ha fatto un viaggio molto importante in 4 paesi chiave dell’Africa: Angola, Etiopia, Nigeria, Kenia. La visita ha avuto molto successo ed è stata oggetto di ampi elogi. Li ha portato prestiti per 10 miliardi di dollari, che si aggiungono ai 20 miliardi distribuiti da Xi Jinping nella sua visita dello scorso anno.

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Foto di gruppo di Li Keqiang con i presidenti di Sud Sudan, Kenia, Uganda, Ruanda in occasione della firma dell’accordo per la costruzione della ferrovia Nairobi-Mombasa l’11 maggio 2014.

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La cerimonia della firma

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La conferenza stampa dell’11 maggio 2014 di Li Keqiang con il presidente del Kenia, Uhuru Kenyatta, a Nairobi

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 Li Keqiang con il presidente etiopico Hailemariam Desalegn ad Addis Abeba il 6 maggio 2014

Li ha inaugurato l’autostrada tra Addis Abeba e Adama,  lunga 84 km ed a 6 corsie. Ci sono progetti per una linea ferroviaria leggera ed un parco industriale. La Cina ha anche realizzato il palazzo dell’Unione Africana, dove Li ha tenuto un discorso.

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Li Keqiang con il presidente nigeriano Jonathan Goodluck il 7 maggio 2014 ad Abuja

La China Railway construction ha firmato un accordo per la realizzazione di una ferrovia lunga 1385 km.

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Li Keqiang  l’8 maggio 2014 a Luanda in Angola con il presidente Manuel Domingos Vicente

La visita in Angola è la più importante, visti gli stretti rapporti economici tra i due paesi. Il nuovo aeroporto di Luanda e la ferrovia che attraversa da est a ovest il paese sono stati realizzati dai giganti cinesi dell’edilizia e della ingegneria. Li è accompagnato da una delegazione di 130 persone, soprattutto uomini d’affari in cerca di nuovi contratti.

  Tutto è cominciato all’inizio del secolo. Quando il paese è uscito da 27 anni di guerra civile, i cinesi sono stati i primi ad arrivare.  Hanno offerto generosi prestiti a tassi agevolati, in cambio di petrolio e di mega-contratti per la costruzione di infrastrutture. Oggi l’Angola, secondo produttore di petrolio in Africa dopo la Nigeria, con 1,54 milioni di barili al giorno, esporta metà della sua produzione in Cina. L’interscambio con il paese del Dragone è di gran lunga il maggiore ed ammonta a 27 miliardi di euro.

In Angola vivevano nel 2012 258 mila cinesi che si presume abbiano superato i 300 mila. Si tratta della più grande comunità cinese in Africa, insieme a quella del Sudafrica. Le imprese cinesi forniscono sia tecnologia, sia manodopera a basso costo.

Per accogliere questa massa di persone, è stata costruita Nova Ciudade de Kilamba a 30 km da Luanda. Si tratta di un progetto da 3,5 miliardi di dollari che la cinese Citic ha completato in soli 3 anni. La banca cinese Icbc ha messo a disposizione i fondi in cambio di petrolio. La città si estende su di una area di 900 ettari, su cui sono stati costruiti 115 isolati che ospitano 750 palazzi.   La città, completata nel 2012, a regime potrà ospitare 500 mila persone.

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Il presidente cinese Xi  Jinping con la moglie Peng Yulan incontra il presidente senegalese Macky Sall con la moglie Mareme Faye Sall nel febbraio 2014

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A partire dall’anno 2000, la Cina è diventata un partner commerciale sempre più importante ed attualmente incide per il 20% sugli scambi dell’Africa, che importa dal Paese del Dragone il 18% dei prodotti. Attualmente l’interscambio è di 210 miliardi di dollari e Li Keqiang ha annunciato l’intenzione di portarlo a 400 miliardi nel 2020. Per questo i governanti cinesi rivolgono estrema attenzione all’Africa.africa

Xi riceve una delegazione africana.

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La Cina esercita un ruolo molto importante nella economia africana, dove cerca di accaparrarsi contratti sulle materie prime, per soddisfare le esigenze della sua economia. Dal 2002 al 2010 il tasso di crescita del commercio tra Cina e Africa è stato del 33% annuo. E’ un interscambio sbilanciato, perché le importazioni cinesi, che rientrano prevalentemente nel settore commodities energetiche e minerarie, superano nettamente le importazioni. La strategia cinese è molto flessibile ed è caratterizzata di solito da non ingerenza negli affari interni dei paesi dove vengono fatti gli investimenti.

Nel 2007 la IcbC, la più grande banca commerciale cinese, ha acquistato per 5.5 miliardi di dollari il 20% della sudafricana Standard Bank, una delle maggiori banche africane, presente in oltre 30 paesi del mondo.

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Xi Jinping, appena eletto, ha visitato il 26  alcuni paesi Tanzania, Repubblica del Congo e Sud Africa, prima di recarsi al convegno dei BRICS. Ha detto che la Cina intensificherà i suoi sforzi per espandere la collaborazione con l’Africa con beneficio reciproco; si è impegnato a continuare a fornire assistenza, includendo prestiti e programmi di addestramento. Sincerità, amicizia, rispetto reciproco, eguaglianza, beneficio reciproco e comune sviluppo sono, secondo Xi, i caratteri delle relazioni tra Cina ed Africa.

Xi Jinping si è fatto accompagnare, per così dire, da una linea di credito di 20 miliardi di dollari, distribuiti tra vari paesi del continente.

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Xi Jinping passa in rassegna la guardia d’onore, insieme al presidente Jakob Zuma, durante la sua visita di stato in Sud Africa.

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Xi Jinping pronuncia un discorso a Dar Es Salaam in Tanzania

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L’insaziabile fame di materie prime dell’economia cinese influenza fortemente la politica estera. La Cina acquista miniere e terre soprattutto in Africa intrattiene rapporti di amicizia con i paesi ricchi di materie prime e derrate alimentari.

I crolli di produzione dei cereali negli USA e in Russia riportano in luce il tema della crisi alimentare e dell’approvvigionamento di materie prime a fronte di un aumento demografico globale. Mentre ora i grandi paesi industrializzati si accorgono della importanza di mantenere una capacità produttiva agricola, la Cina ha già acquistato 46 milioni di ettari in Africa.

Non tutto è idillico nei rapporti cino-africani La presenza cinese é anche fonte di conflitti ed incidenti. Molti episodi si sono verificati negli ultimi tempi.

In Ghana, decine miniere d’oro sono gestite da compagnie cinesi che trattano con durezza i lavoratori africani. Ciò ha provocato incidenti negli ultimi tempi, minimizzati da Li Keqiang come “problemi di crescita nella grande relazione tra popoli”.

“China Daily” riferisce di un episodio verificatosi in Zambia sabato 4 agosto 2013 durante  un conflitto di lavoro. Un cinese é stato ucciso ed altri due sono stati feriti in una miniera di carbone di proprietà della società cinese Collium Coal Mining Industries Ltd, a Sinazongwe, che dista 300 km da Lusaka, capitale dello Zambia.

Il cinese ucciso, Wu Shengzai, era un manager di 51 anni. Gli altri due cinesi hanno riportato ferite lievi. Nessuno dei lavoratori locali ha riportato ferite.

[Secondo i giornali occidentali, Wu Shengzhai, il manager cinese, é stato ucciso da un carrello lanciatogli addosso dagli operai, mentre stava cercando di sfuggire al loro assalto rifugiandosi nel sottosuolo.]

I disordini sono stati provocati da dai minatori locali, dopo che la direzione della miniera aveva tardato a mettere in atto il nuovo aumento di salario.

Il governo dello Zambia ha recentemente decretato un significativo aumento del salario minimo da 100$ a 201$.

La Collum Coal Mine, una azienda privata gestita da investitori cinesi della provincia Jiangxi, ha una capacità produttiva annuale di 100.000 tonnellate di carbone.

Nel 2010, altri disordini si erano verificati nella stessa miniera  e una dozzina di lavoratori locali erano rimasti feriti.

L’Ambasciata Cinese si é messa in contatto con i funzionari dello Zambia competenti ed ha mendato una squadra sul luogo degli incidenti per fare indagini.

Lunedì l’ambasciatore cinese in Zambia, Zhou Yuxiao, ha visitato i due feriti ed ha sollecitato indagini sui violenti disordini.

Il ministro deli interni dello Zambia ha assicurato che i responsabili dell’assassinio saranno perseguiti.

Gli investimenti cinesi in Zambia hanno portato grandi benefici ad entrambi i paesi. La Cina é il quarto maggiore partner commerciale della Zambia, con un volume di scambi che ammonta a 2.85 miliardi di dollari nel 2010.

Secondo le cifre fornite dalla Ambasciata cinese, alla fine del 2010, le aziende cinesi avevano investito un totale di due miliardi di dollari in Zambia e creato circa 300 aziende in settori come le miniere di carbone, l’agricoltura, il tessile e le costruzioni.

L’espansione degli investimenti cinesi ha stimolato lo sviluppo delle infrastrutture del paese e creato posti di lavori per i lavoratori locali.

La ferrovia TAZARA, costruita dalla Cina circa 40 anni fa con i governi di Tanzania e Zambia, é stata il simbolo della amicizia Cina-Zambia ed ha creato molte opportunità per i due paesi.

Il Presidente dello Zambia, Michael Sata, ha espresso in molte occasioni la disponibilità a mantenere buoni rapporti con la Cina ed ha salutato con favore gli investimenti cinesi in Zambia, che aiutano lo sviluppo economico e sociale del paese.

Il presidente cinese Hu Jintao ha detto il mese scorso che la Cina espanderà la collaborazione con investimenti e finanziamenti per sostenere lo sviluppo sostenibile dell’Africa e continuerà ad accrescere l’assistenza all’Africa per portare benefici allo sviluppo del popolo africano.

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Un articolo della agenzia governativa Xinhua del 23 afosto 2012 respinge le accuse de “neocolonialismo” e di sfruttamento delle risorse dell’Africa, definendole “ingiuste”, perchè la Cina ha fatto grandi sforzi per aiutare lo sviluppo del  continente africano e portare benefici al suo popolo.

Sun Zhenyu , presidente della Società Cinese per gli Studi sulla World Trade Organizatio, ha affermato: “Alcuni paesi hanno diffuso notizie che la Cina ha condotto azioni di sfruttamento coloniale o di neocolonialismo.”

Sun ha detto che le esportazioni di petrolio in Cina sono il 13% del totale, mentre quelle negli Stati Uniti e dell’Unione Europea sono rispettivamente 30% e 37%; ha anche ricordato che la Cina ha aiutato il continente a costruire più di 2000 km di ferrovie, più di 3000 km di strade, più di 100 scuole e 60 ospedali.

Sun ha anche detto che le imprese cinese devono rispettare la legge e le regole nei loro investimenti oltremare, perché comportamenti irregolari hanno conseguenze negative e danneggiano l’ambiente generale di investimento. Ha detto anche che le aziende cinese devono inoltre fare attenzione alla protezione dell’ambiente ecologico  ed intrattenere rapporti di lavoro locali appropriati.

La Cina ha garantito 20 miliardi di dollari in linee di credito ai paesi africani, che assisterà lo sviluppo di infrastrutture, agricoltura, manifatture e di piccole e medie imprese.

L’Africa é diventata una delle principali destinazioni degli investimenti cinesi, con più di 2000 imprese cinesi che investono nel continente. L’investimento complessivo cinese ha superato 40 miliardi di dollari alla fine del 2011.

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Un articolo di Mark Kapchanga sul Global Times del 10 marzo 2013 parla della assistenza sanitaria cinese in Africa come tattica per corteggiare l’Africa.

Dal Sudafrica alla Libia, dal Senegal all’Etiopia, l’Africa è collegata tramite strade ultamoderne grazie agli investimenti cinesi. La  Cina sta anche realizzando progetti energetici in oltre 10 paesi africani per evitare forniture erratiche e costose.

Avendo concretizzato i suoi guadagni, la Cina sta rivolgendo la sua attenzione alla  “diplomazia della salute”, che comporta l’invio di squadre di medici esperti, la costruzione di centri sanitari, la fornitura di dispositivi medici e l’addestramento di personale medico. Ad oggi, la Cina ha inviato oltre 18500 medici in 48 nazioni africane. Le equipe hanno curato circa 200 milioni di persone. Nel solo 2010, 1000 specialisti sanitari cinesi hanno lavorato in più di 100 istituzioni in 40 paesi africani.

Più di 39 miliardi di dollari di aiuti mediche sono stati spesi  nella costruzione di ospedali, la lotta alla malaria e la fornitura di apparecchiature mediche. Nella Repubblica Centrale Africana, Guinea-Bissau, Zimbabwe e Ciad sono stati costruiti 30 centri di prevenzione e cura della malaria, con la distribuzione di farmaci antimalarici per circa 30 milioni di dollari.  Ma anche le aziende cinesi hanno fornito assistenza sanitaria nell’ambito dei loro piani di responsabilità sociale. Molte hanno fornito gratuitamente il Cotexin, il più efficace medicamento antimalarico prodotto in Cina.

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Il portale web ufficiale del governo cinese ha pubblicato il 10 agosto parla dell’incontro a Nairobi di due gruppi di esperti, uno cinese ed uno africano, con lo scopo di favorire una migliore comprensione reciproca di Cina ed Africa.

Esperti africani ammettono che, mentre la Cina ha studiato l’Africa, non altrettanto hanno fatto gli africani.

La Cina cerca di migliorare la sua immagine, diffusa dai media occidentali, di sfruttare l’Africa.

L’ambasciatore cinese in Kenia, Li Guangyuan, ha detto: “Credo che gli esperti forniranno suggerimenti per rafforzare lo sviluppo di un nuovo tipo di collaborazione strategica Cina-Africa. La collaborazione in cultura, media e scambi tra donne, giovani e bambini dovrebbero rappresentare una priorità per lo sviluppo della nostra cooperazione”.

Il gruppo di esperti africani dovrebbe fornire consulenza ai rispettivi governi sulle migliori politiche da mettere in pratica per avere relazioni di reciproco vantaggio tra Cina ed Africa.

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Il 25 settembre 2013 è iniziato un nuovo corso di addestramento di kung fu per studenti africani

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Gli studenti africani partecipanti al corso

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Forse per favorire la amicizia tra Cina ed Africa, é stato organizzato un corso di Kungfu per 10 discepoli africani presso lo Shaolin Temple sulla Songshan Mountain nella città di Dengfeng, nella provincia di Henan nella Cina centrale. Il tempio offre loro un corso di addestramento di 5 anni  con vitto ed alloggio gratuiti. Il corso é tenuto dal maestro Yanxiu. China Daily del 9 settembre 2012 dedica molto spazio e molte fotografie all’iniziativa.

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