LA LOTTA ALLA CORRUZIONE

 

Wu Xiaohui, il creatore di Anbang,  colosso delle assicurazioni cinesi, che dal nulla è arrivato ad un fatturato di 275 miliardi di dollari, è stato prelevato dalla Polizia cinese per essere interrogato. E’ il più grande scandalo politico-finanziario dai tempi di Bo Xilai, il boss di Chongqing, potenziale rivale del presidente Xi Jinping, finito in carcere per corruzione.  Le apparenze sono quelle di un regolamento di conti, in vista del Congresso, che dovrà nominare Xi Jinping presidente per altri cinque anni.  Incaricato dell’arresto è stato Wang Qishan, lo zar antimazzette, lo stesso che aveva arrestato Bo Xilai. I contorni dello scandalo sono ancora indefiniti. Non è nemmeno sicura la notizia dell’arresto. Tutto è nato da una inchiesta di Hu Shuli per il giornale Caixin, di cui è fondatrice.

 

shuliHu Shuli

 


 

Zhou Yongkang, fino al 2012 capo della polizia e dei servizi segreti, è inquisito per corruzione. Finora nessun membro o ex membro del Comitato permanente del Politburo era stato messo sotto processo, secondo una legge non scritta che risale a Deng Xiaoping. Ma i tempi cambiano!  Xi Jinping ha fatto della lotta alla corruzione uno dei cardini del suo programma.

Zhou sembra avere avuto avventure extraconiugali con almeno cinque presentatrici o giornaliste della televisione di stato. Zhou fino all’ultimo aveva difeso Bo Xilai.

Adesso si aspetta di vedere se farà la sua fine.

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Bo Xilai è stato processato dalla Corte intermedia di giustizio di Jinan, nella regione costiera di  Shandong. Era accusato di corruzione, appropriazione indebita ed abuso di potere. Ha sorpreso il comportamento battagliero e non remissivo di Bo: si è rifiutato di recitare il copione delle scuse teatrali e della confessione pubblica. Domenica 22 settembre 2013, durante la Festa di Metà Autunno, è stato pronunciato il verdetto: Bo è stato riconosciuto colpevole di tutti i reati di cui era accusato ed è stato condannato all’ergastolo.

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Bo Xilai durante il processo

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Bo Xilai ascolta la sentenza

corte di Jinan

La Corte intermedia di Jinan

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Gu Kailai, moglie dell’ex dirigente politico cinese Bo Xilai, è stata incriminata in Cina per omicidio volontario dell’uomo d’affari britannico Neil Heywood, che era legato in affari al marito. L’agenzia Nuova Cina rivela che la donna ha dovuto «di recente» rispondere dell’accusa davanti a un tribunale. Gu e Zhang Xiaojun, che faceva parte della servitù, «sono stati citati in giudizio di recente da un tribunale di Hefei», nella provincia di Anhui (est) «con l’accusa di omicidio volontario», ha precisato l’agenzia Nuova Cina, senza fornire ulteriori dettagli. (da “Il sole 24 ore” del 26 luglio).

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La vicenda di Bo Xilai e della sua famiglia stimola la lotta contro la corruzione: almeno così sembra dagli articoli del sito del governo cinese (Xinhua).

In un articolo del 29 aprile si dichiara nessuna tolleranza per la corruzione. Questo il contenuto dell’articolo.

“L’opposizione non equivoca e coerente alla corruzione ed il costante, notevole nuovo progresso nel combatterla e nel sostenere l’integrità forniscono una importante garanzia per fare avanzare le riforme, la politica di apertura e la modernizzazione socialista.

Tuttavia, é un fatto che la lotta anticorruzione del paese é ancora una grande sfida. Non é sorprendente che il Partito Comunista Cinese, con ottanta milioni di membri, abbia qualche pecora nera. La cosa importante é che il partito sia pienamente consapevole della gravità della situazione e stia ricorrendo alle misure forti per migliorare le istituzioni con punizioni e la prevenzione della corruzione.

La corruzione é un nemico per tutti, ma specialmente per un paese che sta attraversando un periodo di importanti  trasformazioni economiche e sociali. Se il problema non é affrontato, un paese può implodere, il potere politico crollare, la società essere lasciata nel caos.

In questa lotta il Partito ha fatto la sua scelta fin dall’inizio. Dopo la fondazione nel 1920, il Partito Comunista ha pubblicato il primo documento contro i membri corrotti al suo interno. Successivamente ci furono il Movimento di Rettifica nel 1940 e numerose campagne dopo la fondazione della Nuova Cina nel 1949 con lo scopo di reprimere la corruzione, la burocratizzazione e la eccentricità.

Facendo seguito all’incidente di Wang Lijun, alla morte di Neil Heywood ed alla violazione della disciplina da parte di Bo Xilai, ci si aspetta che il Partito Comunista aumenti la consapevolezza dei funzionari sulla necessità di autodisciplina e sviluppi la democrazia interna.

Dovrebbe migliorare il meccanismo per individuare efficacemente i comportamenti corrotti, come il rafforzamento di un sistema di dichiarazione dei propri beni da parte dei funzionari, l’adozione di misure per proteggere e ricompensare gli informatori, il potenziamento delle ispezioni e del controllo.

Mantenendo politiche restrittive di alto profilo, associate con dure punizioni, il Partito dovrebbe pure sperimentare metodi più scientifici ed innovativi per controllare e limitare il potere dei funzionari, prendendo di mira sia i sintomi che le cause.

Va rilevato che tale controllo e limitazione del potere dovrebbero essere realizzati tramite sforzi congiunti del Partito, del Congresso Nazionale del Popolo, del Governo, dei corpi politici consultivi, degli organi giudiziari, dei media e del popolo.”

Questa ondata moralizzatrice è connessa agli scandali che hanno coinvolto Bo Xilai e la sua famiglia: un autentico intrigo internazionale!

Soprattutto si tratta di un caso che sta riempiendo le pagine dei giornali occidentali, avidi di notizie piccanti per aumentare le vendite: una splendida storia di spionaggio, assassinio e sesso.

Il New York Times del 12 aprile, in un articolo di Andrew Jacobs e Michel Wines, offre un resoconto dettagliato della vicenda.

Il Daily Mail online del 10 aprile fornisce una serie di dettagli in un articolo di Damien Gale e pubblica grandi fotografie dei protagonisti.

Bo era stato rimosso dalla sua carica di capo del partito a Chongqing il 15 marzo con un breve comunicato dell’agenzia ufficiale Xinhua, in cui si citavano le parole del primo ministro Wen Jiabao.

Gu Kailai, moglie di Bo Xilai, é la principale indiziata per la morte dell’uomo d’affari inglese Neil Heywood; se ritenuta colpevole, rischia la pena di morte.

I due erano diventati amanti; forse più che il fascino della donna (piuttosto limitato a giudicare dalle fotografie), Heywood era attratto dal suo ruolo e dalla possibilità di ottenere informazioni, visto che era un informatore dei servizi segreti britannici. Poi i due avevano litigato e la relazione si era interrotta. Ma  Gu Kailai é un tipo vendicativo ed ha fatto avvelenare l’uomo.

All’inizio la morte di Neil Heywood era stata attribuita ad un eccesso di alcool per evitare lo scandalo.

Però, si é verificato un nuovo colpo di scena. Wang Lijun, il vero capo della polizia di  Chongqing, ha deciso di tradire il suo capo Bo Xilai e si é rifugiato presso il Consolato americano, rivelando molti segreti e chiedendo asilo politico. A questo punto, era difficile per la polizia insistere sulla versione di comodo ed é emerso il sospetto che Neil Heywood sia stato avvelenato.

L’asilo politico era stato rifiutato: una decisione di Hillary Clinton, abbastanza scontata, visto che si era alla vigilia della visita di Xi Jinping negli Stati Uniti.

Un articolo del 15 aprile del sito del governo cinese rileva che i media internazionali hanno informato correttamente sulla destituzione di Bo Xilai.  “Tuttavia, alcuni hanno messo eccessiva enfasi sui fatti ed hanno cercato di cogliere l’occasione per fare commenti inappropriati sulla politica della Cina.

In effetti, la decisione é un’altra mossa risoluta da parte del Partito Comunista per rafforzare la imposizione delle discipline di partito e per spingere senza cedimenti la regola della legge.

Nel 1996,  la regola della legge fu scritta nel profilo del nono piano quinquennale per lo sviluppo economico e sociale della nazione e per lo sviluppo a lunga scadenza fino al 2010, diventando un principio per la guida della Cina sulla via della modernizzazione.

La “regola della legge” non significa solo gestire gli affari di stato secondo la legge e non indica solo che gli amministratori devono obbedire alla legge. E’ anche un profondo cambiamento rispetto alla legge.”

Appare evidente lo sforzo del Partito Comunista di difendere la propria immagine di “purezza” in un anno cruciale, dato che a fine anno saranno nominati il nuovo presidente ed il nuovo primo ministro. Anche se in Cina la stampa non gode della stessa libertà che ha nei paesi occidentali, le notizie filtrano.

Bo Guagua, il figlio di Bo Xilai, studia ad Harvard con una borsa di studio, che si dice sia stata ottenuta tramite Neil Heywood.

Dalle foto sembra che, oltre a studiare, se la spassi; nella foto seguente é con l’attrice Jackie Chan.

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