L’ULTIMA LOCOMOTIVA (UN POCO SBUFFANTE!)

Se si guarda alle due sponde dell’Atlantico è una valle di lacrime: Europa e Stati Uniti sono pieni di problemi. Crescita in forte frenata e difficoltà di gestire debiti enormi. L’economia arranca, ma i governi hanno ormai sparato le loro ultime cartucce: non possono più erogare incentivi, per non essere presi di mira dai mercati che richiedono tassi in forte aumento per sottoscrivere i titoli del debito pubblico.

In mezzo a tale disastro, anche la Cina ha inevitabilmente delle difficoltà; in una economia globalizzata è difficile non subire i contraccolpi della crisi globale. Per di più la Cina ha anche propri problemi; una inflazione di oltre il 6% (con i prezzi degli alimenti cresciuti di oltre l’11%) ha determinato una manovra monetaria restrittiva che ha depresso i tassi di crescita.

Ma forse una preoccupazione non minore suscita la buona salute dei propri investimenti finanziari. A 1.165 miliardi di dollari ammontano gli investimenti cinesi in titoli del Tesoro americano. Gli acquisti di bond USA sono stati necessari per tenere basso il tasso di cambio dello yuan e favorire le sportazioni, ma ora pesano come un macigno nelle relazioni tra i due paesi.

Dopo il declassamento del debito americano da parte di Standard&Poor’s, Pechino si è affrettata a dichiarare che gli Stati Uniti devono imparare a non vivere al di là dei propri mezzi.  L’importanza del problema è evidenziata dalla visita del Vicepresidente Jo Biden a Pechino, dove ha incontrato il presidente Hu Jintao (nella foto).

L’agenzia cinese Xinhua riporta le frasi di rito: lo stabilimento di relazioni Cina-Usa basate sul mutuo rispetto e la mutua fiducia, superando le differenze, è interesse fondamentale per entrambi i paesi ed è necessario per la pace e lo sviluppo del mondo. I due paesi devono trainare la ripresa mondiale, coordinando le loro politiche macroeconomiche ed assicurando stabilità e crescita.

Chiaramente, lo scopo principale della visita è stato raasicurare la Cina sulla forza della economia americana e sulla sua capacità di assicurare il pagamento dei debiti.

Biden ha anche incontrato il Vicepresidente cinese (e futuro Presidente) Xi Jinping ed il Primo Ministro Wen Jiabao.

La sudditanza psicologica degli Usa dopo il declassamento è evidente; il tema delle violazioni cinesi dei diritti umani non viene più sbandierato. Come ha detto Hillary Clinton, non è il caso di “dare fastidio al proprio banchiere di riferimento”.

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