PARTNERSHIP STRATEGICA TRA CINA E UE ATTRAVERSO LA NUOVA VIA DELLA SETA

 

Il premier cinese Li Keqiang è arrivato mercoledì 1 giugno 2017 in visita a Berlino, pe poi proseguire alla volta di Bruxelles per il consueto summit annuale Cina – Unione Europea. Li punta ad una partnership strategica tra Cina ed Unione Europea ed il terreno sembra favorevole, visto il senso di profonda frustrazione suscitato da Donald Trump. Nei giorni scorsi la  cancelliera Angela Merkel non ha nascosto il suo disappunto per le posizioni di Trump, contrarie al libero scambio e agli accordi sul clima di Parigi.  Nel corso di questo diciannovesimo meeting Cina – Ue Li Keqiang incontrerà Tusk, presidente del Consiglio europeo, e Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione.

 

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Chinese Premier Minister Li Keqiang visits Berlin

 

Chinese Premier Minister Li Keqiang visits Berlin

 

 

LA VIA DELLA SETA OGGI

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L’evocazione degli itinerari storici della Via della Seta che hanno collegato l’Occidente e l’Oriente fino dai tempi dell’Impero Romano è l’espediente retorico usato dalla Cina moderna per lanciare ed abbellire la sua strategia eurasiatica di integrazione commerciale, tecnologica, finanziaria e culturale. Tale strategia è sostenuta da un ricco fondo destinato a finanziare investimenti all’estero e che si muoverà in sintonia con la Banca asiatica per gli investimenti infrastrutturali di recente istituzione.

La strategia cinese one belt, one road è un programma complesso e ambizioso – articolato tanto su un itinerario terrestre, la Silk Road, quanto su uno marittimo, la Maritime Silk Road – che riunisce obiettivi di politica interna (aiutare lo sviluppo di aree arretrate, soprattutto, della Cina occidentale, attraversata dalla Via della Seta terrestre) con obiettivi di politica estera, via terra, (rafforzare i legami con i paesi dell’Asia centrale tradizionalmente legati alla Russia)  e via mare (rafforzare i legami dei paesi dell’Asia del Sudest fino all’Australia).

La Via della Seta primeggia quanto a importanza politica, ma è la Rotta della Seta primeggia per importanza commerciale. Secondo stime tedesche,  tutte le merci che passano via terra valgono quanto il carico di tre navi che seguono la via marittima in meno di una settimana. Sulla mappa delle autorità cinesi appaiono solo sei “stazioni” europee, tra cui Atene, Mosca, Duisburg, Rotterdam e Venezia.

La One Belt, One Road, proposta dal presidente cinese Xi Jinping nel 2013, è frutto della volontà di stabilire collegamenti strategici più solidi e formare una grande Eurasia: l’iniziativa infatti coinvolgerebbe 4,4 miliardi di persone (pari a circa il 66% della popolazione globale), distribuiti in 60 paesi, quali Cina, Russia, India, Iran ed Europa,  con un Pil totale di 21 trilioni di dollari (fonte Mc Kinsey).  Lo sviluppo del percorso avverrà secondo due traiettorie: la prima, marittima, attraverso le vie oceanichee (21th  Century Marittime Silk Road) , passando per le coste orientali del continente africano; la seconda, la Silk Road Economic Belt, collegherà via terra le città cinesi fino ad arrivare a Rotterdam. Il progetto è di grande portata e consentirebbe non solo un rafforzamento politico, ma anche una spinta per gli investimenti nelle costruzioni  e la creazione di posti di lavoro.

Lo stanziamento di fondi di circa un trilione di dollari per la One Belt, One Road (il collegamento via terra) ha interessati in primo luogo i paesi dell’Asia Centrale, i quali, a causa delle tensioni politiche con i paesi vicini, non sono ancora sviluppati e competitivi per quanto riguarda le connessioni  commerciali. Uno tra questi è il Kazakistan, che ha investito nella costruzione di strade, porti e centri commerciali.  Conseguentemente, l’indice azionaro Kase (Kazakistan Stock Exchange) è cresciuto più del 60% negli ultimi 12 mesi.

 

 

 

Vedere anche:

https://wordpress.com/posts/giannicristiani.wordpress.com/5977

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LA VISITA DI XI JINPING NEGLI STATI UNITI – I RAPPORTI CINA _ USA

Il Segretario al Commercio Wilbur Ross ha annunciato il 12 maggio 2017 un piano che rappresenterà “un nuovo apice” nei rapporti bilaterali. Chi temeva una guerra commerciale con la Cina è stato smentito. Una cosa sono le sparate di un candidato in campagna elettorale, ma le decisioni di un Presidente sono una cosa molto diversa.

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Il 6 aprile 2017 Xi Jinping è arrivato in Florida per l’incontro con il suo omologo Donald Trump. Xi si dice pronto a intensificare i rapporti con gli Stati Uniti su nuove basi. L’incontro ha avuto luogo nella favolosa dimora di Trump a Mar-a-Lago. Il presidente americano ha accettato l’invito a visitare la Cina. Oltre ai rapporti commerciali tra i due paesi, è sul tavolo lo spinoso problema dell’aggressività della Corea del Nord e del suo armamento nucleare. Trump ha informato Xi dell’attacco lanciato nella notte contro una base siriana: gli Usa mostrano i muscoli!

Xi, al termine dell’incontro, ha detto che esso si è rivelato positivo.  I due presidenti si sono impegnati a sviluppare una cooperazione che porti reciproci vantaggi e a gestire le differenze sulla base del rispetto reciproco. E’ stata altresì una occasione per approfondire la loro reciproca conoscenza e cementare una relazione basata sulla fiducia. Cina e Stati Uniti sono l’uno per l’altro il principale partner commerciale. La cooperazione economica e commerciale offre ampie prospettive: una opportunità che i due paesi sapranno cogliere.Una parte importante delle relazioni tra i due paesi è costituita dai rapporti militari, che richiedono fiducia reciproca: Xi ha auspicato scambi militari a vari livelli e consultazioni tra i ministri della Difesa.

 

 

 

Il presidente Xi Jinping accolto dal segretario di stato Rex Tillerson al suo arrivo all’aeroporto di Palm Beach in Florida

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Una passeggiata insieme a Mar-a-Lago

 

IMMAGINI DI MAR-A-LAGO

Il patio

Salone

 

Vedere anche:

 

 

 

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THE WARLORDS 2007 ( TAU MING CHONG) – AI TEMPI DELLA CORROTTA DINASTIA QING

L’azione si svolge in Cina nel 1860. La sofferenza della popolazione, sotto il governo della corrotta dinastia Qing, pose le basi per la ribellione di Taiping.  70 milioni di persone morirono di fame o in battaglia.

Il film inizia con un selvaggio combattimento tra i lealisti e i ribelli e poi ci mostra un campo  di battaglia coperto di morti. Un ferito riprende i sensi, si fa largo in mezzo alla montagna di cadaveri e si allontana. E’ Pang Qing  Yun, il generale, l’unico sopravvissuto: tutti i suoi uomini sono morti!  “Disse che da allora era un uomo morto! Disse anche che, in quei tempi, la morte giungeva facilmente, ma vivere era duro.”

Cammina in mezzo alla gente, poi resta solo con una donna. Stramazza per terra sopraffatto dalla fame. La donna lo soccorre e gli dà da mangiare. Dice che tutti i suoi uomini sono morti e lui solo è sopravvissuto, fingendosi morto. Più di 1600 uomini, dopo tre giorni e tre notti di combattimento, sono morti.  L’esercito di He Kui era inumano! I suoi fratelli furono sgozzati uno dopo l’altro dai nemici, mentre gli uomini di He Kui assistevano senza intervenire. Passò la notte con la donna in una casa deserta. La zuppa e la donna lo riportarono alla vita! Apprenderemo poi che la donna è Lian, la moglie di Er-Hu. Era sola perché era fuggita dal suo villaggio.

 Si risveglia solo e esce nel villaggio, dove va a vendere la sua spada e il suo mantello di generale. Arriva un gruppo di cavalieri. Il loro capo ordina che ognuno mangi il proprio cibo, prima di proseguire il viaggio. Il capo guarda gli stivali dell’uomo e cerca di colpirlo con la spada per rubarglieli. L’uomo scansa il colpo e riesce ad immobilizzare il suo aggressore. Questo riconosce che l’uomo sa combattere e si offre di presentarlo al suo “grande fratello”.

I cavalieri sono seguiti da un grande gruppo di uomini armati di picche. Sono abitanti del villaggio vicino, diventati briganti. Sono guidati da due uomini: Er’hu e Wu-Jiang.  Si sta preparando una imboscata ai soldati che trasportano viveri. Bisogna rubare o morire di fame. Qingyun si offre di aiutarli, ma i due uomini non si fidano:

Il convoglio dei soldati deve passare in una stretta gola. Il gruppo dei banditi a cavallo sbarra loro improvvisamente la strada. Intanto gli uomini appiedati si sono appostati alla sommità, dai due lati della gola. Vengono lanciate reti per intrappolare i soldati. Poi gli uomini appiedati si lanciano sui soldati. Segue un furioso combattimento. Qingyun, il generale osserva dall’alto,. Quando vede il capo dei banditi in difficoltà si lancia nella gola e gli salva la vita. Poi, facendosi scudo con un soldato, si lancia contro il capo del distaccamento dei soldati e lo uccide. A questo punto i soldati si arrendono e i banditi sono liberi di rubare i viveri che questi trasportavano.

Il gruppo dei banditi raggiunge il loro villaggio.  Il loro capo (“Brother Jiang”, cioè Wu-Jiang) indossa gli stivali che il  generale gli ha dato. Al villaggio questi rivede la donna che lo ha soccorso, ma questa si copre il viso e va incontro a Wu-Jiang, uno dei cavalieri. Si appartano e fanno l’amore: evidentemente sono marito e moglie! Il  generale ripensa all’incontro. Lei aveva detto di venire da Yangzhou. Là c’è l’abitudine di addestrare le donne come cortigiane e poi venderle. Lei, a quindici anni, quando stava per essere venduta, fu rapita da Wu-Jiang. Poi lui uccise alcuni uomini e divenne un bandito.

C’è grande festa al villaggio, dato che ci sono viveri in abbondanza.Brother Jiang si siede insieme a lui e gli chiede come mai ha disertato. Il generale dice che le sue truppe e le truppe Kui  avevano pianificato di allearsi contro il nemico. Ma i Kui tradirono e le sue truppe furono sopraffatte dal numero e tutti i suoi fratelli furono uccisi. Jiang dice che l’amore tra fratelli è molto importante, perché senza quello è difficile sopravvivere.

La moglie porta il pranzo a Wu-Jiang e gli chiede se le nuove reclute resteranno. Lui risponde che nessuno se ne va se c’è cibo, eccetto Pang, che è diverso da loro e non si sa se resterà. Lui le regala una croce che ha rubato a un morto. Ritornando a casa, vede in lontananza Pang e fugge e si nasconde. Lui la raggiunge. Le chiede se è successo veramente qualcosa quella notte tra loro o se ha solo sognato. Se era fuggita, perché è tornata?  Lei  dice che è fuggita molte volte, ma è tornata. Lui le dice che  deve decidere della sua vita.

In quel momento risuona un forte nitrito di cavalli. Sono i soldati che vogliono riprendersi i viveri rubati. Il villaggio è messo a ferro e fuoco. Recuperati i viveri, i soldati se ne vanno. La gente è disperata, perché rischia la fame. I banditi rimpiangono di non avere armi, per potere reagire. Pang suggerisce di entrare nell’esercito, ricevendo in cambio una paga per nutrire le famiglie. Il potente esercito Kui li rifiuterebbe, ma l’armata di Lord Chen è alla disperata ricerca di uomini. Vuole rafforzarsi per competere con l’esercito Kui e li accoglierebbe. Pang dice a Er-Hu di cogliere questa opportunità: solo così gli eventi appena verificatisi non si ripeteranno!|La proposta viene accolta, anche se Shi rinfaccia a Pang di avere abbandonato precedentemente l’esercito Ching. Ma nessuno lo ascolta. Uccidono tre prigionieri legati per fare un giuramento di sangue. Pang dice  di pensari bene, perché non sarà possibile tornare indietro.

“Noi, Pang Qing-Yun, Zhao Er’hu e Jiang Wu-Jang facciamo un giuramento di sangue! Coloro che ci fanno del male meritano la morte. Chi tradisce un fratello merita la morte. Il cielo e la terra siano testimoni”. Tutti gli uomini validi si mettono in marcia, tranne Shi e i suoi uomini che non vogliono collaborare con l’esercito Ching.

Il gruppo percorre un lungo tragitto per raggiungere l’esercito. Pang, con i suoi due “fratelli” si presenta ai comandanti. Uno dice: “L’intero battaglione di Pang perì nella battaglia contro i ribelli Taiping in Hechuan. Voi siete sparito per due mesi. Come osate riapparire ora?” Pang risponde: ” Lord Jiang mandò l’esercito Kui ad aiutarci nella battaglia di Hechuan, ma lasciarono che ce la cavassimo da soli. Tutti i miei uomini furono uccisi sul campo di battaglia!”. Dice Jiang: “Tutti uccisi e voi solo sopravvissuto?”.  Risponde Pang: “Sono sopravvissuto solo per vedere voi, Lord Jiang”. Chiede il personaggio al centro: “Quanti uomini avete?”” I tre ridono. Dice Pang: “Datemi altri 800 uomini e in 15 giorni conquisterò la città di Shu. Addirittura in 10!”.   “Vi daremo 1500 buoni soldati. Ma niente salario!”. Risponde Pang: “Non abbiamo bisogno di salario, ma, quando conquisteremo Shu, metà delle spoglie saranno nostre!” “Pang Qing-Yun, chiamate il vostro esercito: “Shan”.

Il comandante dei 1500 uomini dice che sono gli ultimi rimasti di Lord Chen. Se dovessero essere perduti, Lord Chen sarebbe senza potere davanti alla Corte Imperiale. L’aiuto che può dare è solo dare l’impressione di essere numerosi. Pang dice che questa è la sola speranza di vittoria. L’alternativa è essere alla mercé dell’esercito Kui.

Pang si rende conto che la situazione è a loro sfavore, dato che si troveranno di fronte 200 fucili. Per vincere dovranno attaccare, irrompere attraverso la linea del fuoco nemica ed impegnare gli avversari in un combattimento corpo a corpo. Serve una avanguardia di 200 uomini.  Alcuni moriranno, ma le loro famiglie avranno doppio o triplo salario. Si scatena l’entusiasmo e tanti si offrono.

Ma la differenza di forze è enorme: 800 uomini contro 5000. Comunque gli irregolari hanno un coraggio enorme e riescono ad arrivare alla linea del fuoco. Dietro di loro gli arcieri cominciano a colpire i nemici. I difensori della città hanno cannoni e cavalleria, ma sono in difficoltà. Quando il loro generale viene ucciso da Er’Hue la sua testa mozzata viene mostrata dall’alto, i difensori si arrendono.

Il generale Pang viene elogiato e messo a capo di 5 battaglioni. Il suo vecchio “amico” He Kui lo aspetta: un incontro tra vecchi alleati! In realtà He Kui è lì per controllare Pang e i suoi uomini.

Pang riesce a conquistare una città. He Kui dice che assumerà il controllo della città dopo tre giorni. Per tre giorni i soldati avranno libertà di rubare il denaro e i viveri e di violentare le donne. Però, quando Pang sorprende due soldati che hanno violentato donne, vuole farli giustiziare.  Provvede Er’Hu a tagliare loro la testa.

Pang dice che vuole conquistare Suzhou entro tre mesi. Intanto Lord Di e Lord Chen dice che, senza rifornimenti e con poche migliaia di uomini, non ce la farà. Ormai diffidano del generale, perché è troppo ambizioso, a loro giudizio. Infatti, l’assedio di Suzhou si trascina stancamente per un anno. Sia la città, sia gli assedianti rischiano di morire di fame.I soldati di Pang hanno scavato trincee per ripararsi. Per porre fine a questa situazione, Er’Hu si offre di entrare di nascosto in città e uccidere il comandante nemico Huang. Pang dice che chi ci ha provato, non è tornato. Non vuole mettere tante vite a rischio. Andrà da Lord Di a chiedere viveri e munizioni. Wu-Jiang obietta che, attaccando Suzhou, hanno violato gli ordini di Lord Di. Infatti non trovano ascolto. Disperato, Pang decide di ricorrere a He Kui e gli propone un patto. Questi dice che Suzhu è già sua e non ha bisogno di aiuto. Pang dice che conquisterà Nanchino. I suoi uomini combatteranno e moriranno e a He Kui basterà seguirli. Poi si divideranno a metà la città: inutile stare sempre agli ordini di Lord Di e Lord Chen.

Intanto Zhao Er’Hu si  prepara a entrare a Suzhou da solo. Viene raggiunto dalla moglie Lian, che gli dona una croce, perché lo protegga. Pang e  Wu-Jiang  ritornano dalla visita a He Kui e trovano che i viveri sono arrivati. I soldati mangiano abbondantemente. Pang vede Lian e l’attrazione tra i due riesplode. Lei scappa, ma viene raggiunta e posseduta da Pang, che le promette, se sopravvive, di sposarla.

Il  comandante degli assediati, Huang, è stanco ed avvilito. La moglie è morta e lui vorrebbe raggiungerla. La città è alla fame. Lui non vuole sentire la parola resa; ordina ai suoi uomini di deporre le armi, ma lui combatte accanitamente con Er’hu e, alla fine, si lascia trafiggere. Intanto Pang si preparava ad attaccare la città, ma le porte si aprono ed escono i civili con  Er’Hu. Questi dice di avere promesso viveri, ma Pang dice che l’esercito ha viveri solo per 10 giorni e non può sfamare altra gente.

Er’Hu dice che si sono arresi, ma Pang dice che sono loro nemici e ordina di ucciderli. Wu-Jang dice che ha ragione. Gli arcieri, dall’alto, scoccano le loro frecce e fanno strage dei prigionieri. I cadaveri vengono sepolti in fosse comuni. Er’Hu viene fatto prigioniero. Da quel giorno, Er’Hu non rivolge più la parola a Pang. Si mette alla testa di un gruppo di soldati che vogliono andarsene. Pang dice che non possono andarsene, perché ciò costituisce ammutinamento. Dice che i 4000 uccisi dagli arcieri erano soldati e i soldati devono essere pronti a morire. Dice che bisogna prendere Nanchino, prima che la prenda He Kui: in questo caso, milioni di civili rischiano di essere uccisi. Pang e Wu-Jang supplicano Er’Hu di non andarsene e si inginocchiano davanti a lui. Er’Hu acconsente, ma dice che, se Pang non manterrà le promesse, lo ucciderà!

Pang, Er’Hu e Wu-Jiang sono celebrati negli spettacoli popolari come “tre fratelli”. Insieme conquistano la capitale Nanchino!  Lunga vita alla “Imperatrice Vedova”!

Tre mesi dopo la presa di Nanchino, Er’Hu annuncia che saranno pagati i salari ai soldati. Pang dice che non si può utilizzare il Tesoro reale, che appartiene agli Shan. Er’Hu dichiara che il generale Pang è il solo capo, ma procede imperterrito con la distribuzione del denaro.

Un messaggero comunica a He Kui che Nanchino è in mano a Pang e al suo esercito. Per avere speranze di vittoria, He Kui deve tirare Er’Hu dalla propria parte! C’è un incontro tra Zhao Er’Hu e He Kui. He Kui dice che Er’Hu ha combattuto, ma Pang ha ricevuto tutti i vantaggi della vittoria. Le loro forze riunite potrebbero sconfiggere il generale. Er’Hu rifiuta. He Kui gli dice di pensarci bene.

Intanto vediamo Lian che sale su una barca, dove l’aspetta il generale. Wu-Jiang assiste sbalordito.

 

Li Lyaning e il generale Pang sono ricevuti dalla Imperatrice Vedova. Il generale viene nominato governatore di Jiansu e chiede tre mesi di esenzione dalle tasse per la città. L’Imperatrice accoglie la sua richiesta. Il generale però ora è stato abbandonato dai suoi alleati, che si sono uniti a He Kui.

 

Wu-Jiang uccide Lian e Pang.

 

 

 

 

 

 

 

 

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IL GENERALE PANG QING YUN 

 

 

 

WU-JIANG

UN GIURAMENTO DI SANGUE

 

LIAN, MOGLIE DI ER’HU

 

L’ESERCITO

 

 

 

 

Jet Li interpreta il generale Pang Qingyun.

Andy Lu è Zhao Er’hu.

Takeshi Kaneshiro è Zhang Wu-Jiang.

 

Il regista è Peter Chan.

https://www.youtube.com/watch?v=LqmmPmuoCD 8

https://www.youtube.com/watch?v=LqmmPmuoCD 8

 

 

27th Hong Kong Film Awards: Jet Lee

45th Golden Horse Awards

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=bZwAkCPyZxw&t=826 s

 

 

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LA TRASFORMAZIONE DELLA ECONOMIA CINESE

La locomotiva cinese rallenta.: l’obiettivo del Pil , che l’anno scorso era stato lasciato ottimisticamente fluttuare tra  il 6,5 e il7%, quest’anno è inchiodato “intorno al 6,5%”. La situazione è più grave del previsto, sia all’esterno che all’interno. I fattori che possono causare instabilità e incertezza non sembrano temporanei, ma stanno visibilmente crescendo. La crescita economica mondiale resta debole, mentre la de-globalizzazione e il protezionismo aumentano. Si parla spesso nei discorsi ufficiali di “rischio”.  A novembre, il 19esimo congresso del Partito incoronerà per un altro quinquennio Xi Jinping. E’ quindi meglio non promettere la luna e stare con i piedi per terra. La parola d’ordine è la “nuova normalità”. Dunque: freno alla sovrapproduzione, argine ai prezzi delle case schizzati anche del 30% in più   per allontanare il rischio di una bolla immobiliare,  contenimento del debito delle imprese (soprattutto degli “zombie” di Stato) per scongiurare il rischio della bolla anche bancaria, diminuzione dei costi di produzione.

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La Cina sostiene con convinzione l’accordo di Parigi sul clima. Da qui al 2020 investirà almeno 360 miliardi di dollari per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. L’investimento fa parte del nuovo piano della National Energy Administration cinese e ha l’obiettivo di di riservare alle fonti pulite la metà di tutti i nuovi impianti di generazione di energia elettrica entro il 2020, con la creazione di 13 milioni di nuovi posti di lavoro nel settore. I leader cinesi si trovano di fronte all’imperativo politico di ridurre l’inquinamento nelle città, ormai sull’orlo del collasso ambientale. Negli ultimi mesi il governo ha messo in atto una serie di misure per affrontare il problema, con una serrata campagna. Nel 216, 335 fabbriche sono state chiuse a Pechino e più di 400 mila veicoli inquinanti sono stati tolti dalle strade. Xi Jinping vuole il cielo sempre più blu. Nel 2016 ci sono stati 198 “giorni di cielo blu”, contro soli dodici giorni nel 2015.

Con tali misure, la Cina persegue altresì la limitazione della dipendenza dall’import energetico. Nel 2025 potrebbe essere raggiunto l’obiettivo della autosufficienza energetica. La produzione da fonti rinnovabili, guidate dall’energia eolica, è triplicata negli ultimi cinque anni e continuerà a crescere. Grazie ai nuovi investimenti annunciati, l’energia eolica arriverà a 210 gigawatt nel 2020, oltre un quarto di tutta la potenza eolica globale.   Accanto alle fonti rinnovabili, è stato dato forte impulso anche al nucleare. In pochi anni sono state costruite 35 centrali nucleari e 20 sono in costruzione.

La Cina persegue altresì il suo percorso per diventare la più grande economia di consumo del mondo. Il settore terziario cinese ha superato quelli primario e secondario come settore trainante della economia e ora rappresenta più di metà del Pil del paese. Questo è un buon indicatore del fatto che la economia sta trovando un nuovo equilibrio, allontanandosi dalla produzione e dagli investimenti in favore dei servizi e dei consumi. Secondo le proiezioni, i cinesi spenderanno 3600 miliardi di dollari quest’anno, il doppio di quanto speso nel 2006, nonostante una economia relativamente stagnante.  Inoltre si prevede che aumenteranno la spesa del 10% annuo entro la fine del decennio. E non si limitano a riempire il carrello della spesa di beni di consumo di base: andare al cinema e fare gite di famiglia all’estero sono attività entrate a fare parte della vita cinese. Più di settanta milioni di turisti cinesi hanno speso 292 miliardi di dollari in viaggi nel 2015: un valore quasi triplicato rispetto al 2012.

La Cina, inoltre si è ripetutamente pronunciata a favore del libero commercio e della globalizzazione, come mezzi per apportare benefici a tutti.  La “Belt and Road Initiative” è diventata un obiettivo comune di molte nazioni per sconfiggere il protezionismo e l’unilateralismo.

 

 

 

Tornano i cigni sul fiume Qingshui nel distretto Miyun di Pechino

 

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Primavera nel Jiangxi

 

 

 

 

 

 

Vedere anche:

 

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THE OPIUM WAR (YAPIAN ZHANZHENG) -UN AVVINCENTE FILM DI XIE JIN SULLA STORIA CINESE

 

Il film si può vedere utilizzando il seguente link (togliendo lo spazio prima della lettera finale K):

https://www.youtube.com/watch?v=YWzeZ5sNxm k

 

Il film racconta la storia della Prima Guerra dell’Oppio, combattuta dal 1839 al 1842 tra il Celeste Impero governato dalla dinastia Qing e il Regno Unito. Il conflitto si concluse nel 1842 con il trattato di Nanchino, con cui la Cina cedeva la penisola di Hong Kong agli inglesi e apriva cinque porti al commercio (Shanghai, Canton, ecc.).

All’inizio del film, un messaggio urgente del Ministro della Guerra, deve essere inviato a Bao Xing, generale di Shengjing. Un messaggio urgente del Ministero del Servizio Civile deve essere inviato a Qisha, viceré della provincia di Zhui. Un altro messaggio deve essere inoltrato a Lin Zexu, viceré di Hu Guang. Il dilagante uso dell’oppio è diventata una seria minaccia per il Celeste Impero. Se non si interviene rapidamente, nel giro di 10 anni, il Tesoro della dinastia Qing sarà prosciugato e la Cina sarà senza difesa, alla mercé dei conquistatori stranieri (anche senza l’uso della forza!).

Lin Zexu, viceré di Hu Guang, viene convocato nella capitale. Il suo arrivo viene annunciato ad un uomo immerso nell’estasi dell’oppio. E’ Lu Zifang ed è stato il suo insegnante.Il nuovo arrivato dice che porta una medicina cresciuta per un migliaio di anni al fondo del Dongling Lake: essa ha il potere di liberare dalla dipendenza dall’oppio. L’uomo dice di vergognarsi di se stesso: per 60 anni ha padroneggiato le tempeste come funzionario, ma non sa resistere alla tentazione dell’oppio. Poi l’uomo chiede se Lin sa perché è stato convocato dall’imperatore. Lin non sa niente, ma teme che si tratti di un severo bando dell’oppio. L’oppio è la cosa più abominevole che abbia conosciuto la Cina: conduce gli uomini fuori strada e li porta alla rovina. Anche lui è diventato drogato, per non parlare di ministri e principi nella capitale. A suo avviso, fumare oppio è dannoso, ma imporre un severo bando sull’oppio è ancora più pericoloso. E’ molto difficile, perché i funzionari delle Dogane prendono mazzette e gli alti funzionari del governo centrale sono corrotti. Inoltre Sua Maestà è indeciso. E’ difficile predire il risultato. Bisogna riflettere due volte, prima di intraprendere un a missione.

Lin dice che seguirà il consiglio. Dice anche di avere scritto un poema e chiede un commento. “Non è buona cosa essere coraggioso e determinato, come se Voi foste giovane. Potrebbe non essere un buon segno.”

L’imperatore  Daoguang dice a Lin Zexu che è un importante funzionario del suo governo. E’ in grado di proporre qualche soluzione riguardo al consumo di oppio che si sta diffondendo rapidamente. Lin risponde che, se Sua Maestà emetterà un ordine e il governo decreterà proibizioni e la Dogana le applicherà rigorosamente, l’oppio sarà spazzato via! Alla domanda se questo sia facile, Lin risponde che il potere dell’imperatore può distruggere ogni mostro. L’imperatore risponde che, visto che ha tanta fiducia nel successo, spera che intraprenderà personalmente l’impresa e andrà a Guangdong a sradicare il male rappresentato dall’oppio. Lin dice che è disposto a sacrificarsi per il Celeste Impero, ma di recente ha sofferto di varie malattie e teme di fallire in questo importante compito  e questo sarebbe imperdonabile. L’imperatore dice di avere alcune nozioni di medicina e quindi vuole controllare personalmente il polso.

L’imperatore Daoguang trova il polso irregolare, ma pensa che ci siano tre cause. In primo luogo Lin teme che l’imperatore non gli delegherà sufficiente potere per eseguire il compito. In secondo luogo, ha timore che i funzionari gli creeranno ostacoli che lo costringeranno a restare a mezza strada. In terzo luogo ha paura di imprevisti cambi di politica dell’imperatore. Lin dice che l’Imperatore ha molto intuito e conosce esattamente i suoi timori. Dice di non avere timori per la sua carriera, ma di essere preoccupato per le sorti del Celeste Impero. Sono passati 109 anni, da quando l’imperatore Yongzheng, nel settimo anno del suo regno,  emise un ordine per bandire l’oppio e ancora il consumo di oppio corre selvaggiamente. Se questa volta ci fermiamo a mezza strada nessuno, più avrà il coraggio di emettere un decreto di bando dell’oppio. L’imperatore ribatte che Lin continua a non avere fiducia in lui. L’imperatore dice che c’è anche un altro rimedio e gli fa vedere il suo insegnante, con cui aveva parlato al suo arrivo e gli chiede se desidera chiedere pietà per lui.

Lin si butta in ginocchio e dice che è vecchio e che ha sempre servito fedelmente. L’imperatore dice che Lu Zifang è stato anche il suo insegnante. Quando aveva cinque anni, gli ha insegnato a dipingere.  Quando ne aveva sei, gli ha insegnato i Quattro Libri ed i Cinque classici. Adesso, anche i principi ed i ministri hanno preso l’abitudine di fumare oppio. Il sacro luogo del Celeste Impero diventerà un covo di drogati! La medicina millenaria potrà solo curare un drogato, ma l’Imperatore vuole curare l’intera Cina. L’imperatore ordina che Li Zifang sia messo sotto processo per i suoi crimini per mostrare la sua determinazione nel combattere l’oppio e per costringere Lin Zexu ad agire. Questi giura di non tornare, se non dopo avere estirpato tutto l’oppio.

Arriva alle coste cinesi una  nave inglese. E’ la nave Tuna, comandata dal capitano White.  La nave appartiene a Danton, un trafficante di oppio. Un giovane cinese, Shanzhi, viene benedetto da un missionario e riceve una Bibbia. La figlia di Danton, Mary,  ha voglia di scherzare e gli strappa il berretto. Il padre le ordina di restituirlo, se no lui rischia di essere decapitato. Anche andare all’estero senza autorizzazione comporta la stessa pena.

Il comandante Han viene a  ispezionare la nave. Gli viene mostrata una cassetta contenente denaro e gli viene detto che sarà consegnata a casa sua nella notte. Il funzionario informa il capitano White che il commissario imperiale Lin Zexu andrà presto a Guangzhou. Gli consiglia di osservare tutti i regolamenti e di essere molto attento. A questo punto si avvicinano due giunche cinesi e trasferiscono  l’oppio dalla nave alle imbarcazioni cinesi.

 A questo punto assistiamo a un commovente incontro tra Shanzhi, che si diceva fosse annegato e il padre He.  In questo tempo, la compagnia Yihe ha prosperato e certo non lascerebbe annegare Shanzi. Questi racconta di essere stato salvato dalla nave del mercante inglese Danton, la  Tuna, e di avere dovuto lavorare come marinaio per pagarsi il viaggio di ritorno. Il padre dice che ha aiutato Danton a crearsi una fortuna e si dice indignato dell’umile lavoro imposto a suo figlio.

“Se uno è pieno di tolleranza, sarà generoso. Se uno è libero dall’avidità, sarà senza timori”. Sono le prove di calligrafia del viceré Deng bendato. I presenti dicono che ha una grande visione e una mano magica.  Dicono anche che sono le frasi preferite di Lin Zexu. A giudizio di Deng, praticare la calligrafia è come gestire gli affari di stato: ogni minimo sbandamento deve essere evitato.  Intanto arriva a tutta velocità un messaggero a cavallo proveniente da 400 miglia di distanza. E’ un messaggio urgente di Lin Zexu. Viaggiando giorno e notte, ha appena passato Nanchang. Nonostante sia tanto lontano, i suoi ordini sono arrivati fino lì. I suoi uomini sono a Guangzhou.Il Viceré Deng e i suoi collaboratori temono di essere nella lista di Lin Zexu, che sta mettendo molto impegno nella sua missione.

Intanto si ritrovano a pranzo in un locale elegante Danton, Shanzhi e il padre, che ha organizzato il festeggiamento,  il capitano White e la figlia Mary. Il padre di Shanzhi dice che Lin Zexu vuole proibire il commercio dell’oppio e che negli otto giorni passati a Pechino è stato a colloquio tutti i giorni con l’imperatore. Danton si ripromette di mandargli otto volte tanto argento. Un vecchio cieco suona uno strumento tradizionale e una bellissima ragazza, Rong’er,  canta una canzone con voce di gola. Danton guarda con evidente desiderio Rong’er. Poi Shanzhi mostra alla ragazza del denaro e si ritrovano insieme. Lui le diche che, quando suo padre morirà, la sposerà. Lei dice che mente.

Dopo il pranzo, i commensali vanno a passeggio per le strade di Pechino. Denton, con un copricapo cinese, entra in un bordello, dove lavora Rong’er. Paga una somma alta e vuole passare la notte con lei. Quando Rong’er scopre che il cliente è inglese, si rifiuta e dice che non va con gli stranieri.  Intanto però gli uomini di Lin Zexu entrano nei locali e sequestrano l’oppio.  Accorre Shanzhi, insieme a Mary, per  mettere in salvo Rong’er e la scopre con Danton. Le dà un violento ceffone urla che è una sgualdrina e se ne va furibondo. Evidentemente per lui era normale che la ragazza si prostituisse con i cinesi. Infatti, subito dopo, la vediamo con le sue compagne  mentre coccola un ricco cinese. Purtroppo ha bisogno di denaro per pagare l’oppio, dato che è drogata. Mary è indignata con suo padre che frequenta i bordelli cinesi.

Intanto, i soldati perquisiscono tutti i locali, sequestrano l’oppio e lo bruciano. Han è il comandante. Anche Shanzhi viene arrestato. Poi assistiamo all’arrivo di una nave che dovrebbe trasportare Lin Zexu, che viene accolta da tutti dignitari locali.  Ma Lin è già sbarcato: ha solo mandato avanti il suo sigillo, che viene caricato nella portantina che era stata predisposta per Lin.  Qualcuno dice che ha appena superato Nanchang. E’ meglio che Han arresti tutti quelli che compaiono nella lista di Lin. Tutti devono essere giustiziati. Allo spettacolo assiste anche Denton. Qualcuno cita un proverbio cinese che dice che bisogna uccidere i polli e spaventare le scimmie. Gli impiccati sono i polli e gli inglesi sono le scimmie.

Danton è furibondo, perché questo scempio avviene proprio sotto la bandiera britannica, ma si trattiene. Mary gli urla di fare qualcosa e davanti alla sua inerzia corre verso il patibolo e grida che Shanzhi è amico suo. Questi ha argomenti più convincenti: Mary ha visto Han sulla nave Tuna e può andare a denunciarlo a Lin Zexu. Danton si lancia in mezzo ai soldati e riporta indietro sua figlia.

Rong’er dice al “fratello Xiong” di lasciare fare a lei  e prende la caraffa del té.  Versa il tè al comandante Han e gli dice che il ragazzo è figlio del proprietario della compagnia Yihe, non è un trafficante di oppio.

A questo punto un servo informa il comandante Han che il viceré Deng, il governatore Yi e il generale Guan stanno venendo a incontrarlo. Han commenta: “Come mi hanno trovato in fretta!” e dice al servo di fermare la esecuzione. Si reca quindi ad incontrare gli ospiti in arrivo, che si scusano per non essere venuti a incontrarlo prima. Agli ospiti viene offerto un tè. Rong’er vorrebbe servire lei il tè, ma viene fermata. Viene detto che il condannato si chiama He Shanzhi. Egli viene trattenuto in prigione ed il giorno seguente viene portato nell’ufficio del comandante Han.

Questi lo accusa di avere collaborato con gli inglesi per importare oppio, commettendo così un crimine odioso contro il Celeste Impero. Il giovane dice di essere accusato ingiustamente e che è salito sulla nave per commerciare tè, porcellana e altre merci. Dice di essere tornato dall’estero da un giorno e di non sapere cosa fa suo padre e la compagnia Yihe.  Visto che conosce l’inglese, Han gli fa leggere una pagina. In essa si parla di Lin Zexu, che è nato da una povera famiglia e, all’età di 20 anni, si è classificato primo negli esami nella sua provincia Fujian. A 27 anni è arrivato primo negli esami di palazzo.  Dalla sua entrata in carica, ha ottenuto ottimi risultati nella riforma della tassazione,  nel trasporto marittimo, nel controllo delle derrate alimentari. Han chiede se gli inglesi raccolgono sempre le informazioni con tanta rapidità. Shanzhi risponde di sì, perché chi ottiene le informazioni per primo guadagna più denaro. Anche i cinesi hanno un proverbio analogo.

Han pensa che i cinesi devono apprendere l’essenza del sapere occidentale per migliorarsi. Gli chiede di tornare fra tre giorni e gli promette di dargli una opportunità per costruirsi una nuova vita. Lo farà suo interprete per indagare sugli affari degli stranieri. In tre giorni deve informarsi su come gli inglesi gestiscono il problema dell’oppio nella loro madrepatria. Gli dice che però è disposto a perdonare lui, ma non suo padre!

“Da dove arriva la enorme quantità di oppio?” Vengono interrogati tutti coloro che si sono resi garanti per tutte le navi straniere, che si dichiarano libere da oppio ed hanno superato i controlli doganali. “Ma ora c’è oppio dappertutto, spezzando milioni di famiglie ed uccidendo milioni di persone!” “Inoltre il grande Qing viene derubato di milioni di tonnellate di argento!”. Tutti si sono presentati vestiti con abiti rattoppati, anche se uno di loro, He Jingrong,  è conosciuto come uno degli uomini più ricchi del paese. Questi si dichiara disposto a cedere tutti i suoi beni al governo. Ma non basta: dovrà anche espiare con la sua vita! Gli viene chiesto quali funzionari sono suoi complici. Nega di avere avuto complici e dice che i funzionari  cinesi gli hanno sempre richiesto di rispettare la legge.

Viene decisa l’emanazione di un editto, in cui l’imperatore dichiara di concedere la sua benevolenza agli stranieri e di essere favorevole al libero commercio. I mercanti stranieri e le persone delle feste di Danton devono impegnarsi a rispettare le nostre leggi ed a fare profitti senza danneggiare il popolo.

I commercianti inglesi si riuniscono e ascoltano da Shanzhi la traduzione inglese dell’editto.  Contestano le disposizioni in esso contenute. Dicono che i cinesi sono sleali e non si deve abbassare la testa, per non diventare schiavi. Qualcuno dice a Danton che He Jingrong è stato il suo broker e lo ha aiutato ad arricchirsi e ora è il momento dci ricambiare l’aiuto ricevuto. Lui replica che tutti sanno che è innocente e viene usato per spaventarli. quello che si prospetta è una guerra e bisogna essere pronti a combatterla per il proprio paese. Viene fatta una votazione che si conclude con il rigetto delle istanze cinesi.

Danton viene a consegnare un messaggio al signor He Jingrong e al figlio, dicendo: “Sono spiacente, ma il mio paese ha le sue leggi e noi abbiamo i nostri principi”.  La lettera viene letta dai funzionari cinesi che criticano la pessima calligrafia cinese e le due spade  incrociate sopra le loro teste. Ritengono che sulla vasta distesa di terre sotto il cielo non esista una controparte alla Cina. Considerano la lettera non una nota diplomatica, ma una dichiarazione di guerra.

Lin Zexu pensa che stiano cercando di sondare il terreno; sarà dunque una buona occasione per mostrare la determinazione della Cina nel combattere l’oppio. Viene ordinato di circondare tutti i palazzi inglesi.

Shanzhi  viene fatto vestire con abiti e cappello occidentali. Osservano come mangia con le posate, utilizzando due mani. Le bacchette cinesi sono più pratiche, perché possono essere impugnate con una mano sola. Arriva un prete dalla Camera di Commercio Inglese, che dice però di non rappresentare. E’ venuto di sua iniziativa. Sostene l’editto di bando dell’oppio, ma fa presente che tagliare il rifornimento di acqua e di viveri mette in pericolo la vita delle persone. Questo non è un comportamento umano. Invita dunque a rimuovere il blocco. Gli viene risposto che, in fondo, il blocco dura da soli tre giorni: è un poco presto per parlare di trattamento inumano. Che dire di una nazione che da un secolo viene straziata a causa dell’oppio, con milioni di morti e le loro famiglie rovinate?

Viene mostrato un giornale inglese.  La regina Vittoria ha proibito l’uso dell’oppio nel paese. La merce di contrabbando non deve essere spedita a Guangzhou. Perché dunque Danton sfidano gli ordini della Regina ed introducono illegalmente l’oppio in Cina? Questa droga ha portato la Cina sull’orlo della rovina. Il blocco è solo l’ultimo strumento per fermare questo processo. Il prete viene invitato a portare questo messaggio: “Avete sfruttato la nostra tolleranza per un centinaio di anni, ma adesso basta!” Il prete dice che, se non sarà tolto il blocco, ci sarà uno sciopero della fame. “Facciano!”. Un consigliere dice che, se qualcuno muore di fame, ciò potrebbe causare guai e spaventare l’imperatore. Lin Zexu dice che ciò che lo spaventa sono i traditori che, se non vengono eliminati,  potrebbero riportare l’oppio in Cina.

A questo punto, vediamo He in carcere. Il suo servo Rengui gli comunica  che, per ordine delle autorità,  la compagnia Yihe deve essere chiusa e che devono essere consegnati i libri contabili. He Jingrong dice che, fortunatamente, ha già predisposto le cose a tele scopo. Dice anche che, se sopravvive, vuole occuparsi in futuro di Shanzhi. Questi, in lacrime, gli promette di tirarlo fuori di prigione. He Jingrong dice anche che ormai si va allo scontro tra Lin Zexu e gli stranieri. Intrappolato tra i due partiti, non vede per sé una possibilità di sopravvivenza. Dice a Shanzhi di dimenticarsi di lui e di preoccuparsi di se stesso. Lin Zexu è astuto e spietato! Lo esorta ad essere estremamente cauto, quando lavora per lui. Shanzhi dice che implorerà Lin di salvare la vita di suo padre in cambio dei suoi beni, ma questi dice che ormai il denaro non serve più: certo non con Lin Zexu. He dice di avere lasciato a Rengui i libri contabili, che potrebbero essere consegnati a Lin in caso di necessità.

Lin Zexu apprezza la possibilità di disporre delle terre e delle case di He Jingrong, perché ha bisogno di finanziamenti per costruire navi da guerra e cannoni. Shanzhi dice che suo padre confessa i suoi crimini e consegna a Lin la contabilità della Yize negli ultimi 19 anni. Sono registrate le quantità di argento utilizzate per corrompere i funzionari. Potrebbero esserci delle cause occulte ed è opportuno che sia fatta una attenta analisi. Ma Lin non si fa commuovere dalle lacrime di Shanzhi e dice che He Jingrong merita per questi reati la pena capitale.  La compagnia Yize ha corrotto i funzionari e trafficato con gli stranieri. E ora Shanzhi sta ricattando le autorità.

Lin è sbalordito, vedendo l’elenco dei funzionari che sono stati corrotti. Dice che è giusto che compaia nell’elenco anche Han Zhaoqing che ha ricevuto grandi somme. Li alla fine esplode: “Ma perché sono stati messi in lista anche funzionari che hanno ricevuto somme insignificanti? Ma che pretendete da me? Che uccida tutti i funzionari in Guangzhou? Che dia inizio a un conflitto interno, quando stiamo per combattere un nemico esterno? Siete spregevole! Andate via”. Però Lin raccoglie il documento con l’elenco dei funzionari corrotti. In una riunione pubblica, Lin Zexu ricorda che, in base alla legge del Great Qing, ogni funzionario listato per l’oppio sia privato del titolo e della sua carica ed esiliato. Poi dice: “Ma io non sono sicuro se ci sia stata qualche violazione della legge tra di voi!” Tutti si affrettano a negare!

Lin dice che tutti sono lì per meditare! Resteranno sei ore. Se dopo sei ore sono ancora in buone condizioni, possono andare via. Se invece non possono reggere, si preparino a essere processati. A un certo punto Lin si alza e va di fronte a un funzionario che già teneva d’occhio e gli sbatte in faccia le prove della corruzione: 10000 cassette di oppio registrate come sequestrate, ma in realtà lasciate passare, in cambio di una tangente. Non solo: si era anche vantato dei risultati raggiunti presso la corte imperiale. “La moralità e la reputazione del Celeste Impero sono rovinati da simili mascalzoni. E’ una azione peggiore dello stesso traffico di droga! Come funzionari nominati dalla Corte, dovreste essere di esempio agli altri! C’è qualcuno di voi che può dire di non essersi mai lasciato corrompere?”. “Se qualcuno non si è fatto corrompere, si faccia avanti e riceverà i miei tre inchini di rispetto!” Il funzionario accusato si lancia improvvisamente verso l’uscita, ma stramazza a terra. Lin dice di metterlo in prigione e di tenerlo d’occhio giorno e notte, per impedire che qualcuno cerchi di ucciderlo per sfuggire alla incriminazione! Solo il generale Guan  riceve i tre inchini di rispetto. Tuttavia Lin capisce che i libri contabili della Yize sono un abile falso, costruito ad arte, e lo getta nel braciere. Con sgomento di Shanzhi. Il generale Guan si dichiara pronto a fare tutto ciò che Lin Zexu riterrà necessario.

Il capitano Elliot dichiara che si assume la responsabilità delle vite e delle proprietà dei sudditi inglesi, anche se le risorse disponibili sono scarse di fronte alla imprevista aggressività della Cina. Nei dieci giorni successivi, tutti gli inglesi potranno lasciare Guangzhou, dopo avere consegnato tutto l’oppio. Danton e gli altri commercianti si rifiutano di consegnare l’oppio in loro possesso. Danton dice che il capitano è fuori di testa. Lui risponde a muso duro che Danton è uscito dai bassifondi ingannando, imbrogliando, con l’appropriazione indebita e l’evasione fiscale e lo sfida a rispondere di fronte a una corte inglese dei suoi crimini. Mr. White dice che queste sono calunnie. Il capitano dice che si ricorda di lui dallo Spanish Maine e che è solo un contrabbandiere! A Lawrence il capitano ricorda che per lui in Inghilterra c’è posto solo per cinque anni in prigione.

Il capitano Elliot conclude affermando che il suo compito è proteggere il commercio della Gran Bretagna che si sta espandendo, non per proteggere dei malfattori. Elliot offre una garanzia per le perdite e invita tutti a recarsi nel suo ufficio. Danton dice che  la cifra ammonta a 6 milioni di sterline? Chi ha conferito al capitano Elliott il potere per rilasciare una così grande garanzia? Il capitano risponde che non è possibile restare a marcire intrappolati e che non ci sono altre scelte. Tutti vanno a farsi rilasciare la garanzia. Danton è l’ultimo.

Intanto un messaggero a cavallo raggiunge la Corte Imperiale, recando l’annuncio trionfale: i trafficanti stranieri hanno consegnato tutto l’oppio in loro possesso.  L’imperatore Daoguang può così annunciare che la piaga dell’oppio è stata sradicata, dopo cento anni, nel diciannovesimo anno del suo regno. Ordina al Commissario Imperiale Lin Zexu che tutto l’oppio sequestrato sia pubblicamente distrutto, come ammonimento. La distruzione dell’oppio avviene con una grande cerimonia, a cui assistono tutti i cinesi e gli inglesi. Successivamente i sudditi inglesi salgono sulle scialuppe e si imbarcano.

A quattr’occhi, Danton accusa il capitano Elliott di essere un traditore del proprio paese e di avere venduto tutti come immondezza. Comunque il capitano gli affida una lettera che deve essere consegnata personalmente a Lord Palmerston. Gli chiede di informarlo di quello che sta succedendo e dirgli che i cinesi hanno distrutto merci del governo britannico per 8 milioni di sterline.   Alla sorpresa di Danton risponde che così è, visto che tutti hanno la sua garanzia firmata. A seguito della sua garanzia, l’oppio distrutto era diventato proprietà del governo. E’ dubbio che il governo britannico voglia accollarsi una simile somma, ma potrebbe costringere qualcun altro a farlo! Per esempio i Cinesi! Quindi la lettera per Palmerston ha lo scopo di scatenare una guerra!

Shanzhi porta al capitano Elliot una lettera del Commissario Imperiale Lin Zexu per la Regina Vittoria. Il capitano gliela restituisce e gli comunica un messaggio per Lin: “Non ci ritireremo mai! Aspetteremo al largo. Questa è la nostra forza! Ritorneremo a Guangzhou (Canton)!” Lin chiede a Shanzhi se pensa che la Gran Bretagna scatenerà una guerra.

La scena si sposta a Londra, dove Danton ha consegnato la lettera dal capitano Elliot e descritto la situazione. C’è una riunione del Gabinetto. Palmerston, ministro degli Esteri,  dice che Danton per la East India Company ha parlato del deterioramento della situazione a Guangzhou. Viene ribadito che il governo non è coinvolto nel traffico di oppio, che rientra nel libero commercio dei privati.  Ma vengono minacciati la vita e i beni dei cittadini inglesi. Il problema è che i cinesi non trattano i sudditi britannici su un piede di parità e in modo leale: viene insultata la dignità di sua Maestà la Regina!

Un generale presenta una accurata mappa delle coste della Cina con i porti, i fiumi e le fortificazioni. Quanto alla Marina Cinese, assomiglia ad una flottiglia di barche da pesca!

Ci viene quindi presentata la Regina Vittoria: giovane, carina, ma un poco superficiale. Si occupa di francobolli, di tagliare nastri, ma ha ragione quando dice che la Gran Bretagna deve difendere il principio del libero commercio. Se anche altri paesi imitassero la Cina, rapidamente la Gran Bretagna andrebbe in rovina.

Vediamo poi Lin Zexu ed il generale Guan che ispezionano i cannoni e osservano le navi inglesi che stazionano al largo.   Lin osserva che una guerra ostacolerebbe il commercio e non sarebbe conveniente per gli inglesi. Danton forse non lo capisce, ma per la Regina dovrebbe essere evidente.

Ci viene poi presentata una seduta della Camera dei Comuni. Un deputato sottolinea che la Cina, nonostante abbia 400 milioni  di abitanti, è sempre sta governata da  un solo imperatore ed ha sempre avuto  una sola lingua: forse con una così formidabile nazione sarebbe meglio fare commercio, non guerra! Un altro evidenzia che, se da un lato, la Gran Bretagna ha la più avanzata industria al mondo, la Cina è il più grande mercato! Sir Alexander Madison dice di conoscere due strani nomi: Confucio e Zhuangzi.  Sono vissuti più di duemila anni fa, prima di Socrate e Aristotele e forse sono più profondi. La Cina ha la Grande Muraglia a Nord e il Grande Canale a Sud. Anche se è addormentato, è un paese imprevedibile. E’ possibile sconfiggerlo, ma è impossibile conquistarlo.  Madison dice che amerebbe visitare la Cina, ma preferirebbe attraversare a nuoto l’Atlantico che andare in Cina su una nave da guerra! Molti però gridano che la Cina ha offeso la Regina e la Gran Bretagna e  deve essere punita!

A questo punto, Danton pronuncia un discorso incendiario. Dice che parla a nome di un gruppo di cittadini indifesi. Hanno dovuto lasciare le loro case e accamparsi su una nave, senza acqua senza viveri, senza medicine. Sua figlia non ha potuto seguirlo a Londra, perché malata, e potrebbe anche non rivederla più.  Eppure la Union Jack sventola ancora in cima all’albero delle navi! Danton ricorda di avere portato lettere del rappresentante britannico a Canton, Elliot, al Primo Ministro. Ci sono poi doni per la Camera dei Comuni. C’è un vaso di bronzo con figure di spiriti che risale a 2000 anni fa, quando il bronzo era il metallo più pregiato. Colpito, il vaso risuona come una campana. C’è poi un prezioso vaso di bronzo dei tempi glorosi della dinastia Tang: il periodo più glorioso della Cina, quando era il paese più civilizzato del mondo. Infine c’è un vaso del periodo attuale pomposo, ma di nessun valore: fatto cadere si sbriciola in tanti pezzi. Questa è la immagine della Dinastia Qing: solo sfarzo e pèompa, ma estrema debolezza!

Il discorso incendiario di Danton provoca inevitabilmente la guerra. Ma occorre tempo perché gli eventi seguano il loro corso. I profughi inglesi aspettano a bordo della nave, su cui sono stati caricati. Mancano i viveri e le medicine, l’esasperazione è generale. La situazione rischia di diventare insostenibile. C’è pure un morto che, secondo le regole del mare, viene gettato in acqua. Il prete dice al capitano Elliot che è meglio salpare: si rischiano meno morti! Il capitano risponde che la Gran Bretagna non lascia morire i suoi cittadini invano e  imperterrito vuole aspettare. Il prete lo accusa di cercare solo un pretesto per la guerra

Improvvisamente la situazione si capovolge. Arriva a vele spiegate la flotta britannica. Il comandante Bremer, affiancato da Danton, saluta la nave dei profughi. Risuona l’inno: “God save the Queen!”. La flotta inglese blocca la foce del fiume Zhujiang.  Lin Zexu viene informato, ma non si dimostra allarmato e decide di terminare la partita che sta giocando con il generale Guan.

Intanto il Capitano Elliot suggerisce al comandante Bremer di attaccare lì: Guangzhou può essere conquistata nel corso di una notte. Bremer gli chiede quanto conosca Lin Zexu: qui sarà opposta la massima resistenza! Meglio sistemare la partita direttamente con l’imperatore a Pechino! Un messaggero accorre per informare Lin che la flotta inglese non ha attaccato e ha fatto vela verso nord. Lin capisce subito che si sono diretti verso Tianjin e Pechino.   Il generale Guan suggerisce di mandare la flotta cinese all’inseguimento per ritardare l’attacco. Lin ribatte che le navi inglesi hanno potenti cannoni e sono più veloci. Ordina di mandare 600 corrieri a tutti i forti lungo Xiamen, Shoushan e Dinhai. Decisamente avrebbe preferito combattere la battaglia in Guangzhou, piuttosto che vedere le navi inglesi fare vela verso il nord.

Avviene un incontro tra Lin Zexu e il generale inglese Bremer. Questi dice che non ha intenzione di occupare Dinghai, ma avrebbe piacere di utilizzare quella graziosa piccola isola per caricare provviste ed acqua fresca. E’ disposto a pagare per questo e mostra una cassa piena di monete. Dice altresì che, se i cinesi non sono d’accordo, saranno spazzati via. Vuole una risposta netta: sì o no! Di fronte al mutismo di Lin, vengono sparati alcuni colpi di cannone. Lin ammette di non avere mai visto navi così grandi e cannoni così potenti. Tuttavia i valorosi soldati della Dinastia Qing sono disposti a morire, piuttosto che arrendersi.

I bombardamenti dei cannoni inglesi sono micidiali! Li è sconvolto! In meno di un’ora sette forti in Dinghai sono stati distrutti e 10 navi da battaglia affondate. Centinaia di uomini uccisi! Lin guarda il mappamondo: come è possibile che una piccola isola, come la Gran Bretagna, possa   sconfiggere un grande paese come la Cina.

Intanto l’imperatore indisposto riceve messaggi catastrofici, inviati da Zhoushan: Dinghai è stata conquistata sette giorni prima dagli inglesi che ora, probabilmente, stanno navigando verso nord! Qishan, viceré della provincia di Zhili, chiede udienza! La mattina stessa le truppe inglesi hanno raggiunto Dagukou di Tianjin. L’imperatore è indignato: come osano invadere la zona proibita del palazzo imperiale?  Inoltre Palmerston, il Ministro degli Esteri inglese gli scrive direttamente: come osa, visto che la Gran Bretagna è una piccola isola, che non sarebbe neppure degna di essere una provincia cinese?

Un funzionario dice che bisogna trattare a testa alta con gli inglesi, perché altrimenti altre nazioni, come Francia e America, seguiranno il loro esempio. L’imperatore dice che Lin Zexu è un incompetente, perché non ha saputo estirpare la mala pianta dell’oppio, né tenere fuori gli inglesi dal territorio cinese. Qishan dice che Zexu si è comportato in modo avventato nel problema dell’oppio; rimuovendolo dalla sua carica, si toglierebbe ai britannici un pretesto per il ricorso alle armi. Possono essere convinti a ritirarsi con il dovuto rispetto e si può comporre il conflitto pacificamente.

Un funzionario si oppone con decisione. Gli stranieri hanno avvelenato il paese con l’oppio e bene ha fatto Zexu a distruggere l’oppio a Humen. Ora si vogliono trattare gli stranieri che si sono macchiati di gravi colpe come ospiti d’onore, mentre Zexu viene licenziato. La grande Dinastia Qing non può accettare una simile umiliazione. Qishan ribatte che l’integrità del Celeste Impero è essenziale per la grande Dinastia Qing

L’imperatore dice che gli stranieri sono barbari e ignoranti; tuttavia preferisce una soluzione pacifica, prima di andare allo scontro. Qishan, che ha sempre goduto del favore imperiale e che è ritenuto un pilastro dello stato, viene inviato a Tianjin per fare un accordo con gli inglesi, dicendo loro che Lin Zexu è stato licenziato. Qishan viene nominato Commissario Imperiale con l’obiettivo di porre fine alla guerra.

Qishan si reca quindi a notificare l’editto imperiale a Zexu. In un incontro ristretto dice che ormai è caduto in disgrazia presso la corte. La sua decisione di distruggere l’oppio è stata la causa del conflitto. La sua rimozione dimostrerà la volontà cinese di arrivare a un accordo.

Lin Zexu si dice pronto a sacrificare la sua vita, se ciò può portare alla pace. Dice però che si stanno sottovalutando la forza, l’astuzia e gli obiettivi strategici. La loro flotta è davanti a Pechino e non basterà togliere lui di mezzo per fermarla. L’unica soluzione è raccogliere tutte le forze del Celeste Impero e prepararsi a combattere.

Qishan rinfaccia a Lin di avere detto che gli stranieri non avrebbero mai osato fare la guerra. E’ stata la sua incoscienza a provocare la attuale situazione che ha colto la Cina di sorpresa. Lin ammette che era come un ranocchio nello stagno e non sapeva molto degli affari del mondo. Solo ora si è reso conto che ci sono molte nazioni potenti ed è cosciente della calamità che incombe. Dice Qishan: “Eravate un ranocchio nello stagno. Siete sicuro di non esserlo più ora?”. Interviene il generale Guan dicendo che è pronto a combattere fino alla morte. Qishan obietta: “Siete pronto a combattere fino alla morte, ma siete sicuro di vincere”. Dice di avere visto le navi e i canoni inglesi in azione. La superiorità degli armamenti inglesi è tale da costituire un grave pericolo per la sopravvivenza della Dinastia Qing.  Lin Zexu se ne va dicendo che, se ci si arrende senza combattere, quella sarà veramente la fine della grande Dinastia Qing.

C’è poi  una scena, in cui viene mostrato Lin che osserva  una classe di studenti: contando su di loro, la Cina potrà primeggiare per 5000 anni, per quanto forti siano i nemici e per quanto gravi siano gli sconvolgimenti che verranno. L’immagine di Confucio campeggia dietro la cattedra dell’insegnante.

Shanzhi accompagna Lin Zexu e si offre di seguirlo, dovunque andrà! Lin risponde che Shanzhi ha troppe debolezze e non potrà sopportare le difficoltà per tutta la vita! Il giovane dice che potrà continuare a raccogliere informazioni a Guangzhou e a preparare una sintesi per Lin. Lin dice di avere molto meditato negli ultimi giorni. Le abitudini degli stranieri sono rozze, ma hanno aspetti positivi. Non bisogna trattarli con sufficienza.

Ma He Shanzhi ha una opportunità eccezionale, offertagli da Qishan. Questi gli dice che la sua  famiglia è la più ricca del luogo e che suo padre sarà liberato, se riuscirà a compiere una missione per lui. Qishan chiede che genere di persone sono gli inglesi e il giovane dice che sono persone che hanno gli stessi gusti che ha lui.  Va quindi a visitare suo padre in prigione e gli dice che ha bisogno dell’aiuto di Rong’er, ma dubita che lei acconsentirà. Il padre gli dice che la ragazza è la nipote del musicista cieco. Questi era una guardia del corpo dell’imperatore nella Città Proibita. Purtroppo offese l’imperatore e per questo fu accecato. Fuggì e da 30 anni è ricercato.  He Jingrong ha nelle sue mani la vita del musicista cieco e di Rong’er: pertanto questa dovrà per forza collaborare. Infatti la vediamo mentre saluta il nonno e gli dice che dovrà assentarsi per un poco.

Poi vediamo Qishan a pranzo con il generale Bremer e il capitano Elliot su una nave britannica. Accanto a lui c’è Shanzhi che fa da interprete. Gli viene servita una bella bistecca al sangue che taglia con coltello e forchetta. Dice che gli inglesi sono così bellicosi, perché mangiano carne sanguinante. Il generale inglese riconosce che la cucina cinese è straordinaria, ma purtroppo non si può dire lo stesso dei loro cannoni. Se avessero utilizzato un poco della loro esperienza culinaria nel campo militare, sarebbero gli inglesi a dovere chiedere una tregua. Qishan dice che non è venuto per chiedere una tregua, ma per concedere una tregua. gli inglesi non si formalizzano nell’uso delle parole.

Sua maestà l’Imperatore riconosce che gli inglesi si sono comportati con rispetto e sottomissione e pertanto concede loro tre milioni di taels di argento per pagare le spese del loro ritorno a casa. Il generale Bremer si affretta a precisare che nessuno ha parlato di tornare a casa. Precisa che i cinesi devono pagare sei milioni di taels per l’oppio distrutto e devono aprire cinque porti al commercio e srotola una mappa accurata delle coste cinesi. Inoltre vogliono il possesso di Hong Kong. Al sentire questo Qishan ha una reazione violenta di rifiuto: la grande Dinastia Qing non ha mai ceduto parti del territorio cinese! Perché non si accontentano del denaro?

Il generale inglese dice che Hong Kong è estremamente importante per loro, perché è il migliore porto del Far East: posizione perfetta, clima eccellente, acque profonde. Pertanto vogliono averlo! Qishan dice che non possono pretendere tante cose in una volta sola: prima il denaro! Conosce bene il carattere dell’Imperatore. Ma gli inglesi ribattono che loro conoscono bene il carattere della regina Vittoria. Il suo compleanno si avvicina e loro vogliono farle un regalo: Hong Kong sarebbe ideale! Il generale inglese dice che, se le loro condizioni non vengono accettate, attaccheranno immediatamente Guangzhou!

Qishan dice che deve riferire all’Imperatore: intanto saranno suoi ospiti di onore e saranno riforniti di tutto. Ci sono capre e altre animali. Ci sono due splendide donne in una carrozza, dentro cui il generale guarda. Altre sono in altre carrozze. Il generale, compiaciuto, concede un prolungamento di un mese del cessate il fuoco. Però pretendono Hong Kong entro dieci giorni e lettere dell’Imperatore che confermino le loro condizioni. Se non ricevono le lettere di conferma dell’imperatore entro un mese, questo sarà considerato una dichiarazione di guerra.

La sera c’è una grande abbuffata. E una grande bevuta!  Rong’er canta accompagnandosi con uno strumento tradizionale. Dice che le sue sorelle vendono i loro sorrisi, ma non i loro corpi! E infatti se ne vanno. Lei si fermerà per occuparsi di Elliot. Questi è ubriaco e vaneggia un poco. Dice che vogliono sbarazzarsi di lui, adesso che stanno per raggiungere la preda agognata. Si sdraia accanto a lei, dice che la sposerà. Improvvisamente lancia un grido, perché ha visto che la ragazza nasconde un paio di forbici sotto gli abiti. Bremer calma la sua collera e dice che bisogna mandarla a Qishan, perché sia punita. La punizione è atroce: viene legata a una grossa pietra e gettata in mare! Shanzhi, che pensava di fare la pace con gli inglesi, viene messo in prigione. Suo padre viene costretto a bere una bevanda letale.

Gli inglesi prendono possesso di Hong Kong. La bandiera inglese viene issata durante una cerimonia, a cui assistono Elliot e Bremer, davanti alle truppe schierate.

   Assistiamo poi ad una riunione dell’Imperatore con le autorità più importanti. Qualcuno dice che bisogna valutare con molta cautela la eventualità di una guerra. Le navi inglesi sono grandi e veloci. Come si possono dispiegare truppe lungo una costa lunga un migliaio di miglia? Qualcun altro dice che si può organizzare una milizia civica e che Lin Zexu aveva fatto qualcosa del genere a Guangzhou, ma Qishan ha sciolto tale milizia, lasciando la città senza difesa! Un altro obietta che una milizia civica è pericolosa, perché potrebbe ribellarsi contro le autorità: meglio rinunciare a una piccola isola, pur di avere la pace interna. Un altro dice che nei duecento anni della Dinastia Qing non si è mai rinunciato ai diritti fondamentali in condizioni così umilianti.

A questo punto l’Imperatore annuncia la sua decisione. Dice che è cosciente dei pericoli del cercare la pace, come si rende conto dei rischi di una guerra. Ordina di radunare truppe da tutti gli eserciti provinciali per resistere agli stranieri. Ma la disparità di forze è schiacciante. I cannoni delle navi inglesi distruggono le fortificazioni e i soldati possono irrompere massacrando i difensori. Gli ideali che hanno retto la Cina sono inadeguati ai nuovi tempi.

Qishan, reo di avere ceduto i diritti del paese, viene destituito e condannato a morte. Lin Zexu viene destituito, ma gli viene salvata la vita. Alla fine si incontrano durante il loro viaggio. Qishan si duole del fatto di essere trattato con infamia, mentre forse Lin avrà un posto nella storia. Lin lo prega di consegnare a nome suo all’Imperatore un mappamondo. Ci sono tanti importanti paesi al mondo e la grande Dinastia Qing non può vivere fuori del contatto con la realtà!

L’esercito e il popolo cinese combatterono eroicamente, ma tutto fu inutile a causa di un governo corrotto e della inferiorità militare. Il trattato di Nanchino fu firmato il 29 agosto 1842.

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Il Commissario Imperiale Lin Zexu nella locandina seguente

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L’imperatore Daoguang

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I PROTAGONISTI

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Lin Zexu

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L’imperatore Daoguang

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Danton (interpretato da Bob Peck)

MOMENTI SALIENTI

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Il pranzo offerto da He Jingrong

calligrafia

Esercizi di calligrafia

forca

Esecuzione dei sospetti

krieg

Riunione dei commercianti inglesi

eccell

Lin Zexu osserva Shanzhi che mangia con le posate

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Lin Zexu e il generale Guan osservano le navi inglesi

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incontro

incontro

dignitario

Qishan a colloquio con i comandanti inglesi

cannone

guerr

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cappucci

L’imperatore decide di destituire Lin Zexu

cartello

LE ATTRICI

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Emma Griffiths Malin è Mary Danton.

ATTORI

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Bob Peck nel ruolo di Danton

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Simon Williams è il capitano Charles Elliot

E’  un film del 1997. E’ il vincitore del Golden Raster 1997 per il miglior film.

Il regista è Xie Jin.

Bao Guo’an è Lin Zexu

Su Min è l’imperatore Daoguang.

Shao Hsin è He Shanzi

Yuan Gao è Rong’er

Il film si può vedere con il seguente link (togliendo lo spazio prima della k finale):

https://www.youtube.com/watch?v=YWzeZ5sNxm k

 

https://www.youtube.com/watch?v=YWzeZ5sNxm k

 

IMMAGINI STORICHE

 

map

 

hongkong

 

carta

 

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Ritratto di Lin Zexu

 

nemesis

La Nemesis

La regina Vittoria

vittoria

canton

Guangzhou (Canton) oggi

Per una completa trattazione dell’argomento, leggere:

https://en.wikipedia.org/wiki/First_Opium_War

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=YWzeZ5sNxm k

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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THE GREAT WALL – IL KOLOSSAL FANTASY SINO-AMERICANO DI ZHANG YIMOU

Un film da 135 milioni di dollari. Quando si esce, ci si domanda se è una “bufala” o un film notevole: tutte e due le cose contemporaneamente. Certo non si può non rimanere ammirati dalle scenografie straordinarie, alle grandiose scene di massa, alla ricostruzione (o invenzione?) delle tecniche di combattimento cinesi. Tuttavia, la vicenda narrata appare piuttosto banale.

La vicenda si svolge ai tempi della dinastia Song, durante il regno dell’imperatore Renzong. Poche miglia a nord della grande Muraglia, un gruppo di mercenari, originariamente composto da 20 uomini, viene attaccato da banditi Khitan, che uccidono molti di loro. I superstiti si rifugiano in una caverna dove vengono attaccati da una bestia orripilante di colore verde, che ne uccide altri. Alla fine sopravvivono solo William Garin e Pero Tovar. Essi riescono a uccidere il mostro di cui conservano un arto reciso. I mercenari devono svolgere in Cina una delicata missione: recuperare un quantitativo della misteriosa “polvere nera”, antenata della polvere da sparo, e portarla in Europa.

Il giorno dopo, i due giungono alla Grande muraglia, dove sono catturati da soldati  cinesi, appartenenti ad una setta misteriosa, chiamata l’Ordine senza Nome, guidato dal generale Shao e dallo stratega  Wang. Si tratta di un ordine militare cinese, creato dalla Corte Imperiale della Dinastia Song, con il solo scopo di respingere un’orda di mostri alieni: i “taotie”. I generali sono sorpresi vedendo l’arto tagliato, perché pensavano che i mostri fossero ancora molto lontani. Improvvisamente una ondata di mostri attacca la Grande Muraglia ed i battaglioni dell’Ordine senza Nome sono mobilitati.

L’ordine si compone di cinque unità speciali:

  • la Bear Troop, specializzata nella mischie;
  • la Crane Troop, formata da specialisti acrobati;
  • la Eagle Troop, formata da abili arcieri;
  • la Tiger Troop, specializzata nella manovra delle macchine da assedio;
  • la Deer Troop, formata da cavalieri.

Si registrano forti perdite da entrambe le parti, prima che la regina dei mostri richiami i suoi droni. Durante la battaglia, i due mercenari che erano stati messi in cella, perché sospettati di avere mentito, vengono liberati da Peng Yong, un inesperto soldato della Bear Troop. William lo salva poi dall’attacco di uno dei mostri.   I due mercenari partecipano alla battaglia e William, arciere infallibile, uccide molti mostri. Questi si ritirano, di fronte alla resistenza dei guerrieri cinesi.

I due mercenari vengono complimentati dal generale Shao e dal comandante Lin che è a capo della Crane Troop. Dopo essersi ripuliti, partecipano come ospiti di onore al banchetto. C’è anche un altro europeo prigioniero: Ballard. Racconta di essere venuto anche lui per la “polvere nera”, ma di essere prigioniero ormai da 25 anni; insegna inglese e latino ai cinesi. Dice, comunque, di avere studiato un piano di fuga, con il bottino della preziosa polvere. Il piano potrebbe essere attuato mentre i soldati sono impegnati a combattere i mostri.

Lo stratega Wang spiega a William la tragica situazione. I “taotie” sono stati originati da un meteorite verde che ha colpito la terra duemila anni prima, abbattendosi sulla montagna Gouwu. Da allora, i mostri verdi appaiono ogni sessanta anni e attaccano il nord della Cina; i membri dell’Ordine si sono addestrati tuttala vita per combattere  l’invasione. I cinesi credono che i taotie siano stati inviati dagli dei  quando, duemila anni prima, l’avidità di un imperatore  provocò la loro collera. La Grande Muraglia è stata costruita per difendere la Cina dai mostri.

Durante la notte, due mostri raggiungono la sommità della Muraglia e uccidono silenziosamente molti soldati di guardia. Shao e Lin guidano i soldati Deer a indagare, ma sono vittime di una imboscata. Shao resta ferito a morte e, prima di morire, designa Lin come nuovo generale.  Proprio allora giunge un inviato dalla capitale che informa che, in un antico scritto, si dice che i mostri sono immobilizzati da un magnete.  Proprio il magnete che William, portava con sé, gli ha probabilmente permesso di uccidere il mostro che aveva aggredito il suo gruppo.  Per verificare questa teoria, William suggerisce di catturare un mostro vivo e promette di collaborare.

Ciò provoca un rinvio del piano di fuga e provoca la collera di Tovar, che tuttavia resta e aiuta William nella cattura del mostro, addormentato con un potente sonnifero.  Nel successivo attacco, i mostri sono molto numerosi e il generale Lin è costretta a ricorrere a misure estreme: il lancio di razzi, caricati con polvere nera (quella polvere che era stata fino ad allora tenuta nascosta ai due mercenari).  Con il mostro catturato viene dimostrato essere esatta la teoria che i taotie sono resi impotenti da un magnete. Il mostro catturato, rinchiuso in una robusta gabbia, viene inviato alla capitale.

Purtroppo, poco dopo si scopre che i mostri hanno scavato un tunnel sotto la muraglia e che, attraverso di esso, si stanno dirigendo alla capitale guidati dalla loro regina. Approfittando del trambusto, Tovar e Ballard fuggono, portando con sé un quantitativo di polvere nera. William rifiuta di seguirli, ma viene accusato di essere loro complice e viene rinchiuso in una cella. Viene salvato dalla testimonianza di Peng Yong che afferma di avere assistito alla lite di William con gli altri due, causata dal suo rifiuto di fuggire con loro.

Poco dopo Ballard tradisce e abbandona Tovar, ma viene catturato  dai banditi Khitan; questi però avvicinano una fiamma alla polvere nera trasportata e saltano per aria co Ballard. Tovar recupera i cavalli, ma viene fatto prigioniero dai soldati cinesi inviati al suo inseguimento.

Intanto, nella capitale, si vuole verificare il potere dei magneti sui mostri, ma il taotie risvegliato manda segnali alla sua regina.  Sapendo che i mostri si avvicinano alla capitale Biangling, Lin decide di ricorrere all’uso dei palloni ad aria calda per controllarli dall’alto. Ordina a altresì di liberare William e dice a Wang di spiegargli che deve avvertire il mondo esterno del pericolo incombente. William decide però di restare e sale sull’ultimo pallone con Wang e Peng. Giungono in tempo per salvare Lin che, a causa della caduta del suo pallone, è stata circondata dai taotie e sta per essere divorata.

Il gruppo giunge così al palazzo dell’Imperatore. Lo stratega Wang ha escogitato un piano. Poiché la regina dei mostri si nutre con il cibo che le viene trasferito dai suoi sudditi, bisogna nutrire abbondantemente il taotie catturato, dopo avere legato cariche di esplosivo al suo corpo.  La belva correrà quindi dalla regina per nutrirla e si potrà fare esplodere allora le cariche di polvere nera che trasporta. Durante il trasporto del taotie prigioniero, una orda di mostri irrompe attraverso le fogne, ma Peng si sacrifica per salvare gli altri.

L’esecuzione del piano è però ostacolata da molti inconvenienti. William e Wang salgono su una torre per lanciare un razzo carico di esplosivo verso la regina, che è stata raggiunta dal taotie liberato.  Il razzo non esplode e Wang resta ucciso. Le frecce di William vengono deviate dai mostri. Alla fine questi lancia il magnete tra i taoties e la lancia di Lin riesce a aprire un varco che permette di fare esplodere le cariche esplosive e fare saltare per aria la regina. A questo punto l’orda è dispersa. La grande vittoria fa sì che Lin sia promossa.

Come premio, William potrà liberare Tovar e tornare in Europa con lui, senza la polvere nera. Avrebbe invece potuto portare via la polvere nera, lasciando Tovar prigioniero. L’amicizia prevale. Lin guarda i due partire dispiaciuta, ma William ha promesso che tornerà.

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LA GRANDE MURAGLIA

 

 

 

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IL COMANDANTE LIN MAE

 

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William e Tovar

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IL GENERALE SHAN

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Il generale Shan con lo stratega Wang

 

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Il generale resta ucciso in una imboscata

LO STRATEGA WANG

 

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COMBATTIMENTI

 

L’assalto dei mostri

 

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PRANZO

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esibizioneWilliam mostra la sua abilità nel tiro con l’arco

 

I MOSTRI

mostri

 

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IL LANCIO DEI RAZZI

 

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CONCLUSIONE

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Il tunnel scavato dai taotie sotto la Grande Muraglia

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La regina circondata dai taotie

GLI ATTORI

 

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Tian Jing nella parte del comandante Lin Mae

 

 

 

 

Vedere anche:

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LA TIGRE E IL DRAGONE (CROUCHING TIGER, HIDDEN DRAGON)

 

Li Mu Bai è un maestro di arti marziali. Dopo molto tempo va a trovare Shu Lien a Hongcunzhen, un tipico villaggio cinese.Ritorna dopo un lungo periodo di meditazione profonda che ha dovuto interrompere, perché c’era qualcosa che lo tirava indietro nel mondo. Racconta alla donna che, ad un certo punto era arrivato in un luogo pieno di luce, dove spazio e tempo non esistevano più. Era un luogo di cui neppure il maestro gli aveva mai parlato.  Non era illuminazione però, come suggerisce Shu Lien, perché non sentiva beatitudine, ma solo pena.

 

La donna è in procinto di partire per Pechino per fare delle consegne. Lui le affida la sua spada (Green Destiny Sword), perché Yu Shu Lien la consegni a Sir Te, che è stato sempre il loro più grande protettore. La donna dice di non capire come possa separarsi da questa spada che l’ha accompagnato per così lungo tempo e cosa farà dopo. Il maestro Li risponde che troppe morti ha causato quella spada. Se sembra puro, è perché il sangue scorre via rapidamente dalla sua lama.  Shu Lien dice che ha operato per una buona causa, ma lui vuole lasciarsi dietro tutto questo.

La donna lo invita ad accompagnarla a Pechino, come ai vecchi tempi,  per consegnare personalmente la spada a Sir Te. Li Mu Bai ama la bella e coraggiosa Yu Shu Lien, ma non può rivelare i suoi sentimenti, perché la donna è stata promessa al suo fratello di sangue.Li dice che deve fare visita alla tomba del suo maestro. Sono passati molti anni, da quando è  stato ucciso da Volpe di Giada.   Non ha ancora vendicato la sua morte, eppure pensa di abbandonare tutto. Per questo deve chiedere il suo perdono. Lei lo prega di raggiungerla, quando ha finito.

Vediamo Yu Shu Lien consegnare i documenti alle guardie, alle porte di Pechino. Sbrigata questa formalità entra a cavallo, mentre i suoi uomini trascinano un pesante carro. Le consegne vengono fatte correttamente. Vediamo poi la donna muoversi a cavallo per le strade di Pechino, piene di pittoresca animazione. Raggiunge poi Sir Te (Consigliere di nono livello) e gli consegna la spada, come regalo di Li Mu Bai. Lui la rifiuta come regalo e dice che si limiterà a custodirla. Solo un grande come Li merita una spada straordinaria come quella.

Il colloquio è interrotto da  De Lu, il capo dei servi, che annuncia l’arrivo di Chief Yu. Sir Te dice a Yu Shu Lien di non affrettarsi e la invita a restare sua ospite per la notte. Dice che suo fratello era suo grande amico e che la considera un poco come una figlia. Per questo si interessa alla sua vita. Conosce bene i sentimenti che lei e il maestro Li provano uno per l’altra! Si rammarica che non abbiano mai trovato il coraggio di confessare i loro sentimenti. Così, molti anni sono andati perduti. Purtroppo, quando si tratta di emozioni, anche i grandi eroi si comportano da idioti. Se lei lo avverte, quando si incontra con il maestro Li, gli darà una tirata di orecchi.

De Lu accompagna Yu alla stanza a lei destinata, ma nella stanza trovano Jen Yu, la figlia del governatore che dice di volere restare ospite, perché ha trovato tutto pieno di gente. Jen Yu esamina la spada ed è sorpresa che sia così pesante. Yu Shu Lien le fa osservare che è l’impugnatura che è pesante e che la lama, nonostante sia così sottile, è fatta di un metallo speciale. Ha più di 400 anni. Forse Jen Yu non ha esperienza di armi, perché la spada è la più leggera. La fanciulla ribatte che le guardie del governatore suo padre l’hanno lasciata giocare con le loro ari e quindi le armi le conosce bene. Chiede anche a chi appartenga e mostra di avere sentito parlare delle imprese di Li Mu Bai.

Jen Yu immagina che debba essere affascinante essere un combattente errante. Yu Shu Lien ribatte che ci sono delle regole: amicizia, integrità, affidabilità.  Senza queste, la sopravvivenza diventerebbe impossibile. La fanciulla  dice di avere letto molti libri su gente come loro che girano liberamente. Lei si deve sposare e non ha vissuto la sua vita. Yu Shu Lien  probabilmente non è sposata, visto che va in giro liberamente. Questa dice di avere avuto notizie del fidanzamento e coglie l’occasione per porgere le sue felicitazioni.

 

Intanto Sir Te invita Chief Yu a dare una occhiata alla spada e ne elenca con pignoleria e precisione le dimensioni e le caratteristiche. Nel manico mancano sette rubini. Dal disegno si può pensare che sia stata fabbricata nell’era Qin Wu.  E’ stata incisa con una tecnica perduta al tempo della dinastia Han.

Si viene poi a parlare della situazione a Pechino. Sir Te dice che la città interna non pone problemi visto che ci sono dignitari e funzionari ovunque. La Guardia Reale mantiene l’ordine. Ma la città esterna è difficile da governare. E’ piena di caratteri complessi. Ci vuole cautela nella pretesa di Legge e Ordine. Non c’è solo la corte. Bisogna tenere contatti anche con il sottobosco di Jiang Hu. Ciò può consolidare la posizione di Chief Yu. Bisona tenere un approccio forte, ma flessibile.

Intanto Jen Yu si prepara per la notte, con l’aiuto di una domestica. Poi entra la governante che dice che provvederà lei al resto. Dice di avere cucito un paio di pigiami di seta e viene invitati a lasciarli lì. Dice di avere saputo che la ragazza ha incontrato Yu Shu Lien. Le  consiglia di non frequentare gente di quel tipo, perché sua madre disapproverebbe. Non deve creare pericoli nella casa di suo padre. Sotto le apparenze di una governante, si nasconde Volpe di giada, la grande nemica di Li Mu Bai, l’assassina del suo maestro.

Jen Yu, mascherata, ruba la spada che tanto la affascina. Inutilmente inseguita dai servi, riesce a fuggire! Assistiamo poi ad una alternanza di inseguimenti e combattimenti tra Jen Yu e Yu Shu Lien che inutilmente esige la restituzione della spada. Questa è costretta a desistere, quando viene raggiunta da un pugnale lanciato da Volpe di Giada. Jen Yu riesce così a fuggire e si rifugia nel palazzo del padre, portandosi dietro la preziosa spada. Quando Yu Shu Lien dice a Sir Te che la spada si trova nel complesso di case di Chief Yu. Sir Te ribatte che allora si tratta di un complotto per incastrarlo.

Intanto vengono lanciati manifestini che denunciano la presenza della pericolosissima Volpe di Giada in città. Lei stessa, circolando in incognito, ne raccoglie uno. Anche Yu Shu Lien lo raccoglie. Questa si reca poi in visita da Jen Yu ed incrocia la finta governante (che è in realtà Volpe di Giada) e scambia uno sguardo indagatore con lei. Jen Yu sta facendo esercizi di calligrafia e scrive il nome della donna. Questa nota per la prima volta che il suo nome assomiglia alla parola “scherma”: d’altra parte, anche la calligrafia assomiglia alla scherma! La donna dice anche che la ragazza deve essere indaffarata nei preparativi del matrimonio.  Jen Yu dice che preferisce non pensarci. Sua madre dice che la famiglia del suo futuro sposo, i Gous, è molto potente e quindi la carriera di suo padre ne trarrà notevole beneficio! Dice che però lei ammira gli eroi dei libri, come Li Mu Bai, e che il matrimonio sarebbe una bella cosa se una ragazza potesse sposare colui che ama ed amarlo alla sua maniera: quella sarebbe la vera felicità!

Yu Shu Lien racconta che, quando era giovane, era fidanzata con Meng Si Zhao. Questi era fratello di sangue di Li Mu Bai (avevano fatto un “giuramento di sangue”) e morì in combattimento per difenderlo. Successivamente lei ed il maestro Li rimasero a lungo insieme, ma, nonostante i loro sentimenti reciproci fossero diventati sempre più forti, decisero di rispettare la promessa fatta a Meng. Come donna, si attiene alla tradizione, anche se non appartiene alla aristocrazia, come lei. Jen Yu dice che non è il caso di rimarcare questa distanza e che, d’ora in avanti, devono considerarsi sorelle.

Intanto De Lu, il capo dei servi di Sir Te, continua le ricerche per scoprire il ladro della spada. Un uomo ed una donna suscitano il suo interesse; li sorprende, quando cercano di entrare nella casa di Chief Yu.  Lui dice di essere Tsai, un ispettore di polizia dello Shaan Xi, distretto di Gen Su, e di essere alla ricerca, insieme a sua figlia,  di una pericolosa criminale, Volpe di Giada che si è infiltrata tra gli Yu, quando si sono trasferiti in questa città. Purtroppo non può entrare e catturarla: può solo invogliarla ad uscire. Diffida De Lu dall’affrontarla, perché è molto abile: sua moglie era esperta nelle arti marziali, ma Volpe di Giada l’ha uccisa. Riuscire a scovare quella criminale è un compito inerente al suo ufficio, ma anche un fatto personale. Si ritrovano a pranzo, ma mentre si accingono a mangiare le polpette, qualcuno getta un biglietto che li invita a trovarsi a mezzanotte a Cemetery Hill per “sistemare la faccenda”.

Intanto Yu Shu Lien si reca da Sir Te e trova lì Li Mu Bai: questi riconosce che è inopportuno dubitare di Chief Yu, come dice il loro protettore. Ma indubbiamente c’è qualcosa di strano nella sua casa e lui sta indagando. La donna gli mostra il foglietto che parla della presenza di Volpe di Giada. Il maestro Li si mostra sorpreso che la criminale abbia avuto il coraggio di venire a Pechino, ma, in fondo, sotto il naso di Chief Yu sarebbe nascosta bene. Questa sarebbe finalmente per lui l’occasione di vendicare il suo maestro. Chiede anche  alla donna se lei è coinvolta nella rissa che è avvenuta la notte del furto, davanti alla casa di Chief Yu. Lei nega e dice che era coinvolto Bo, l’uomo di Sir Te, che deve quindi essere interrogato in merito.

A mezzanotte all’appuntamento con Volpe di Giada si ritrovano De Lu e Tsai, l’ispettore di polizia dello Shaan Xi, con la figlia. Assistiamo ad uno scontro selvaggio, ma neppure in tre riescono ad avere ragione della perfida assassina. Arriva opportunamente Li Mu Bai. La accusa di essersi introdotta subdolamente nel suo clan, mentre era assente, e di avere avvelenato il suo maestro e rubato il codice segreto. Le dice che è venuto per lei il momento di pagare e che Wudang avrebbe dovuto da lungo tempo sbarazzarsi di lei. Lei risponde che il suo maestro disprezzava le donne e che non avrebbe voluto insegnarle, anche dopo essere andato a letto con lei! Per questo meritava di morire per mano di una donna. Il maestro Li l’accusa di avere rubato i segreti più importanti delle arti marziali di Wudang, anche se, dopo 10 anni, è rimasta< alle mosse di base.

A questo punto interviene Jen Yu che combatte con il maestro Li con la Gree Destiny Sword. La ragazza conosce la mossa “Xuan Piu” e quindi Jade Fox non può essere la sua maestra. Intanto, Volpe di Giada combatte con gli altri tre e uccide Tsai. Di fronte all’attacco violento di Li Mu Bai, le due donne fuggono.

Sir Te con il maestro Li e Yu Shu Lien studiano come scovare l’assassina. Non è opportuno entrare in casa di Chief Yu, che è un funzionario di corte, responsabile della sicurezza: ciò potrebbe compromettere la sua carriera e mettere in imbarazzo Sir Te. Yu Shu Lien prega questi di trovare un modo di invitare la signora e la signorina Wu: le volpi si mettono in  trappola attraverso i loro cuccioli. Avviene l’incontro. La donna dice che ormai sanno chi ha rubato la spada e che non ci saranno ulteriori strascichi se sarà restituita. Delle volte anche le persone bene intenzionate fanno errori. Estrema severità dovrà essere mostrata verso l’assassina che ha ucciso il maestro di Li Mu Bai e che l’altra notte ha ucciso un poliziotto che l’aveva scovata, dopo avere seguito le sue tracce per anni.  La signora Yu dice che l’assassina deve essere anche il ladro, ma Yu Shu Lien dice che si tratta di un ladro molto più intelligente di una semplice assassina.A questo punto arrivano Sir Te e Li Mu Bai, che viene presentato come  “il famoso uomo di spada” e si congratula con lei per l’imminente matrimonio..

 E’ notte. De Lu sta di guardia. Anche il maestro Li sta appostato per sorprendere Volpe di Giada, ma ad uscire è Jen Yu mascherata. La insegue volando sui tetti, poi la raggiunge, quando lei entra in un tempio. Combattono e lui recupera la spada e le punta la spada alla gola. Le dice che ha bisogno di un vero maestro. Senza insegnamento, non cè miglioramento. “La vera forza è leggera come una piuma”. “Impara a sconfiggere il movimento con lo stare ferma”. Lei chiede perché le vuole insegnare e lui risponde che ha sempre desiderato un allievo degno dei segreti di Wudong.  Lei chiede se non ha paura di essere ucciso, dopo averla addestrata, ma lui risponde che è un rischio che è disposto a correre come suo maestro.  Riconosce che la sua natura è buona e neppure Volpe di Giada è riuscita a corromperla. Lei dice che non vuole le sue lezioni e che Wudong è un bordello e scappa, volteggiando nell’aria.

Jen Yu poi entra nella stanza dove Volpe di Giada è intenta a cucire e le rinfaccia di avere ucciso un poliziotto, con il rischio di mandare in rovina la sua famiglia. Questa ribatte che non l’avrebbero mai rintracciata se lei non avesse rubato la spada. Le dice che non è più una ragazzina e questo non è più un divertimento. Sono tutte e due coinvolte. La invita pertanto a fuggire con lei per non sprecare la propria vita, sposando un pomposo burocrate. Jen dice che non vuole vivere come una ladra, ma l’assassina le dice che ormai è la ladra più ricercata. Per Jen era solo un divertimento: perché dovrebbe fuggire e dove?  “Dove si vuole, lontano da suo padre, nel sottobosco dei combattenti, dove si uccide o si è uccisi”. Avere avuto una allieva come lei è stata la cosa più importante della sua vita. Jen pensa che ormai non ha più obblighi verso la donna, ha capito che non è stata addestrata secondo il manuale, perché questa è analfabeta. Volpe di Giada ha studiato le illustrazioni, mentre Jen leggeva le didascalie. Jen dice che non avrebbe saputo capire, neppure se avesse saputo leggere. Dice di avere nascosto la sua abilità per paura di farle male. Volpe di giada dice di averlo capito, quando l’ha vista combattere con Li Mu Bai. Jen ricorda di avere cominciato a studiare con la sua governante alla età di dieci anni e di essere rimasta incantata dal racconto del mondo di Jiang Hu. Ma appena ha capito di potere essere più brava, ha avuto paura di non avere più una guida da seguire. Così la governante viene invitata ad andarsene.

Il maestro Li si esercita con la Green Destiny Sword e confessa di averne sentito la mancanza. Chiede a Yu Shu Lien se si era resa conto di cosa nascondeva, coprendo la ragazza. Lei dice che il suo compito era recuperare la spada, senza rovinare la vita alla ragazza e causare problemi alla sua famiglia. Purtroppo la ragazza è senza guida, ma tutto finirà presto, perché è in procinto di sposarsi. Il maestro Li dice che il matrimonio non le si addice e dovrebbe diventare una allieva di Wudang. Anche se non accettano donne, per lei potrebbero fare una eccezione. Lasciata in balia di se stessa, potrebbe diventare un drago velenoso.

Yu Shu Lien dice che, anche se Jen fosse accettata a Wudang, suo marito potrebbe non essere d’accordo. Il maestro dice di avere voluto rinunciare alla spada, sperando di sfuggire al ciclo degli spargimenti di sangue, ma si rende conto che il ciclo continua. Quando la donna chiede se può fare qualcosa per aiutarlo, lui la prega di essere paziente con lui.

Jen ha un innamorato, Lo, che entra nella sua camera e la invita a fuggire con lui nel deserto. C’è un flashback che ci fa vedere l’incontro. Quando Jen viaggiava attraverso il deserto, gli uomini di scorta furono aggrediti dgli uomini di Dark Cloud (Nuvola Oscura che poi è Lo). Jen fugge e si ritrova a cavalcare nel deserto sola con Lo. Non è una situazione facile e lei è un poco nervosa. Dorme in una grotta e spaventata tenta di fuggire. Colpisce Lo con una pietra e scappa a cavallo. Ma il cavallo viene meno e anche lei, esausta, stramazza a terra. Lo la va a recuperare e la lega mani e piedi, perché non tenti più di scappare. Le procura anche acqua per fare un bagno.

Dopo una discussione, lottano insieme, ma poi finiscono per fare l’amore. Tra i due c’è una forte attrazione. Lui le racconta di essere orfano e di avere spesso contemplato, da solo, lo spettacolo delle stelle cadenti. Dice di avere sempre cavalcato nel deserto. Per sopravvivere bisogna unirsi a un clan che poi diventa la propria famiglia.

Guardano dall’alto la valle e vedono i cavalieri alla ricerca di lei. Lei dice: “Non mi vorrai rimandare indietro?” Lui risponde: “Sta a te decidere! Non vorrei che ti stancassi e sentissi nostalgia della tua famiglia”. Dice anche che vorrebbe averla per sempre e che forse, se lasciasse la sua impronta sul mondo, i genitori di lei lo rispetterebbero.

Lo dice che, secondo una leggenda, se qualcuno osa saltare da una montagna, Dio esaudisce uno dei suoi desideri. Una volta c’era un uomo che aveva i genitori malati e saltò dalla montagna: ebbene, non morì e neppure si ferì, ma volò via e scomparve. Sapeva che il suo desiderio si era avverato. Se credi in esso si avvera. Dice di avere chiesto agli Han e hanno detto:” Un cuore sincero farà sì che i tuoi desideri si avverino”. Jen gli dà il suo pettine come che dovrà ridarle quando si rivedranno: se non manterrà la promessa, lo caccerà.

Lei ritorna a Pechino e inevitabilmente riprende i preparativi del matrimonio. Dark Cloud la va a cercare a casa sua e le restituisce il pettine. Dice che aveva voglia di rivederla e che non sa rassegnarsi a vederla sposata con un altro. Lei gli dice di andare via e di non ritornare.

Un fastoso corteo accompagna la sposa. Li Mu Bai e Yu Shu Lien assistono da una tributa. Si chiedono se Volpe di Giada avrà il coraggio di farsi vedere. Compare invece Dark Cloud il quale si destreggia abilmente in mezzo ad una folla di nemici e, salito agilmente in cima a un muro, grida a Jen di tornare nello Xin Jang insieme a lui. Le lancia anche un messaggio, in cui le dice che è sua.

Salta in un cortile, dove però Li Mu Bai lo immobilizza.  Yu Shu Lien gli chiede se veramente pensava che Jen avrebbe rinunciato a tutto per seguirlo. Lui insiste a dire che Jen deve essere sua. Li Mu Bai lo invita a ragionare, perché, morendo, non  farà certo felice ledi. Con Gou e Yu che gli daranno la caccia. Dovrebbe desiderare di rivederla e quindi cercare di sfuggire.  Li Mu Bai si impegna a scrivergli una lettera di presentazione per Wudang Mountain. Se ci saranno notizie, glie le farà avere là. Li Mu Bai e Yu Shu Lien vanno pi da Sir Te. La spada è stata rubata di nuovo. Poi arriva il capo dei servi che annuncia che Jen Yu è fuggita e che Chief Yu sollecita la sua assistenza, visto che conosce bene la malavita Jiang Hu. Il suo sposo non l’ha più trovata. Il padre desidera trovarla e tenerla al sicuro dai pericoli. Li Mu Bai dice che se ne occuperà lui con la sua amica.

Intanto Jen entra in una trattoria e depone la sua spada sul tavolo. Si avvicinano due uomini con la spada. Le dice di chiamarsi Long e loro dicono di chiamarsi Iron Eagle Sung e Flying Cougar Li Yun. Chiedono cosa l’ha portata a Hui An e dove è diretta. Lei va dovunque c’è azione. Offrono assistenza, ma lei rifiuta. Visto che non coglie il senso del loro discorso, possono ricorrere a metodi più persuasivi. Lei mette in mostra la spada. Vedendo la spada, chiedono se ha rapporti con Li Mu Bai e lei dice che è il suo nemico sconfitto. Sono sopraffatti dalla paura e se ne vanno.

Intanto Li Mu Bai e Yu Shu Lien arrivano accompagnati dal capo-servo di Sir Te. I due siedono bevendo il tè e LI mu Bai le prende la mano. Non c’è eternità alle cose che possiamo toccare.Come diceva il suo maestro, non c’è niente a cui possiamo attaccarci a questo mondo. Solo lasciando scorrere, possiamo possedere ciò che è reale. Lei dice: “Anche per un vecchio taoista come te, non ogni cosa è illusione. Quando tenevi la mia mano, non era dunque reale?”. “La tua mano è fredda e callosa per la pratica del machete! In tutti questi anni, non ho mai avuto il coraggio di toccarla!”   “le tigri accucciate ed i dragoni nascosti sono nella malavita, ma così sono anche i sentimenti umani.” “Spade e coltelli ospitano pericoli sconosciuti, ma così fanno anche i rapporti umani. Ho dato via la Green Destiny con sincerità, ma ci ha portato nuovi pericoli.” Lei risponde: “La repressione dei sentimenti li rende soltanto più forti”. Lui ribatte: “Non posso reprimere il mio desiderio. Mi piace stare con te, come ora”

Intanto, alla locanda, gli uomini di spada chiedono un confronto amichevole a Jen Yu, che invece vorrebbe fare un lauto pasto in santa pace. Poiché lei non risponde alle loro richieste, cominciano a provocarla. Si scatena un combattimento violento. Nonostante il grande numero di avversari, la ragazza riesce a sopraffarli, volteggiando, saltando da un piano all’altro, colpendoli con la Gree Destiny Sword. Quando le chiedono chi sia lei, dice di essere la dea della spada, il dragone del deserto. Quando uno degli uomini dice di chiamarsi Gou, la sua rabbia esplode. Lo accusa di essere il fratello di Gou Jun Pei (suo marito!) e lo colpisce. Pesti e sanguinanti, gli uomini vanno a lamentarsi da Li Mu Bai, che siede con Yu Shu Lien in una trattoria vicina. Dicono che Jen ha rifiutato un combattimento amichevole ed ha mancato loro di rispetto. Dicono anche di non essersi mai trovati di fronte ad una spada così potente!

Sun Security (la casa della donna) è vicino e Li Mu Bai e Yu Shu Lien decidono di passare la notte lì.  Sarà la loro prima notte insieme. La donna è accolta festosamente dai suoi servi. Consapevole che la sua vita è a una svolta, si ferma a pregare davanti ad una icona. Imprevista giunge Jen Yu in lacrime e chiede aiuto alla sua “sorella”.  La donna le dice che non è obbligata a sposarsi, ma deve ritornare dai suoi genitori. La accompagnerà a Pechino e si cercherà una soluzione anche con Lo. Dice che Lo è stato mandato a Wudang Mountain da Li Mu Bai. Jen dice che stanno tutti complottando contro di lei per metterla nei guai. Yu Shu Lien perde la pazienza: “Come osi parlare così? Sapevo da subito che avevi rubato la spada, ma non ho fatto altro che proteggerti e tu mi ricambi con il disprezzo! Li Mu Bai ti ha risparmiata e tu sai solo insultarlo. Desideravamo un poco di pace per noi e tu ci stai rovinando la vita! Tu non sei mia sorella!”

Così inizia un furibondo combattimento tra le due donne. La Green Destiny Sword fa miracoli e Yu Shu Lien si trova ad usare tutte le armi a sua disposizione, dopo che la sua spada si è spezzata! Quando finalmente riesce a metterle un moncone di spada alla gola, Jien la ferisce a tradimento a un braccio.

Giunge Li Mu Bai e dice a Jen che è indegna della Green Destiny Sword. Segue un combattimento aereo tra Je e il Maestro Li. Si aggrappano agli alberi, saltano da un albero all’altro. Alla fine il maestro riesce ad impadronirsi della spada e la lancia nell’acqua, ma la ragazza riesce a riprenderla. A questo punto salta fuori Volpe di Giada a proteggerla e la porta in una grotta.  Qui le somministra una droga e prepara un ago avvelenato.

Arriva lì Li Mu Bang che si accorge che la ragazza è drogata. Arrivano anche Yu Shu Lien e il servo di Sir Te che hanno seguito Volpe di Giada. Questa sbuca all’improvviso e, prima che Li Mu Bai la uccida, riesce a lanciargli contro un ago avvelenato. E’ lo stesso veleno che ha ucciso il maestro di Li. In due ore paralizza l’organismo. Jen conosce l’antidoto e va a cavallo a recuperare gli ingredienti a casa di Yu Shu Lien. Giunge troppo tardi. Il maestro è già morto tra le braccia della sua amata.

A questo punto il servo, che ha seppellito Volpe di Giada, riceve la spada da riportare a Sir Te. Jen Ju va a Wudang Mountain, dove ritrova Lo. Torneranno insieme ne deserto.

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IMMAGINI DEL FILM

IL MAESTRO LI MU BAI

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YU SHU LIEN

villaggio

Hongcunzhen

pechino

L’arrivo a Pechino

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In giro per le vie di Pechino

 

 

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JEN YU

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VOLPE DI GIADA

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poliziotto

Caccia a Jade Fox da parte di De lo

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IL FURTO DELLA SPADA

Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny

 

consegna

 

incasa

 

saluto

Saluto

 

ricevimento

 

 

amiche

Prendono il tè insieme e sembrano amiche

sirte

Arriva anche Li Mu Bai co Sir Te

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mak

 

drag

 

mascherata

 

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cortile

 

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volante

Jen vola da un tetto all’altro

limu

Nel tempio continua l’impari combattimento tra Yen Ju e Li Mu Bai che recupera la spada

DARK CLOUD (LO)

 

falcone

 

 

lo

 

 

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rosso

 

 

 

FUGA DI JEN YU

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Dark Cloud all’assalto

che

jen-yuJen Yu nella portantina con la madre

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frecce

 

deserto

 

cavalcano

 

 

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Temendo di essere violentata Jen colpisce Lo con una pietra e lo stordisce

 

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Jen tenta di fuggire, ma il cavallo cede e lei cammina fino a svenire

 

 

JEN YU E DARK CLOUD INNAMORATI

 

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Risveglio in un posto insolito

dopo

no

 

violenza

 

posseduta

sesso

NEL DESERTO

 

 

amante

 

montagne

 

valle

 

 

dallalto

 

Zhang Ziyi and Chang Chen in a scene from CROUCHING TIGER, HIDDEN DRAGON, 2000.

 

gola

 

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MATRIMONIO DI JEN YU

 

guardano

nozze

FINALMENTE SI SVELANO I SENTIMENTI!

 

chow-yun-fat

 

 

michelleyeo

 

tenerezza

 

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YEN JU NELLA LOCANDA

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locanda

 

nonso

 

mah

 

 

COMBATTIMENTO DI JEN YU E YU SHU LIEN

spada

 

doone

 

Film: Crouching Tiger, Hidden Dragon (2000), Starring Michelle Yeoh as Yu Shu Lien. MICHELLE YEOH Film 'CROUCHING TIGER, HIDDEN DRAGON' (2000) Directed By ANG LEE 16 May 2000 CTQ52726 Allstar/Cinetext/SONY **WARNING** This photograph can only be reproduced by publications in conjunction with the promotion of the above film. For Editorial Use Only

 

spade

 

capovolta

 

duello

 

picca

 

comba

 

strano

 

 

COMBATTIMENTO TRA LI MU BAI E JEN YU

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salto

 

saltalui

 

volano

 

combattono

 

CONCLUSIONE

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La Wudang Mountain (Mount Cangyan)

 

INTERPRETI

 

ZHANG ZIYI

 

affasci

 

 

amfAR Cinema Against AIDS Gala

 

 

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MICHELLE YEOH

 

mik

 

mimi

 

CHANG CHEN

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E’ un film di Ang Lee.

Chow Yun-Fat è il maestro Li Mu Bai.

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Yu Shu Lien è interpretata da Michelle Yeoh.

E’ interpretato da una giovane Zhang Ziyi

Chow  Yun-Fat è Li Mu Bai.

Il film è stato girato nella provincia dello Xinjiang, al confine con il Kazakhstan. Inoltre nella Gost City nel deserto del Gobi.

 

https://123movies.is/film/crouching-tiger-hidden-dragon-4849/watching.html

https://123movies.is/film/crouching-tiger-hidden-dragon-4849/watching.html

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=YWzeZ5sNxm k

 

 

Vedere anche:

 

 

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